Sunday, 20th September 2026 17:01
Home / Quando gli dei del poker punirono lo slowroll di Phil Hellmuth

Se vi chiedessi di Ernest Wiggins, questo nome non direbbe assolutamente niente alla stragrande maggioranza di voi. Eppure, parliamo di un giocatore che ci ha regalato uno dei momenti in assoluto più divertenti nella storia del poker televisivo. Soprattutto, un giocatore che ha castigato Phil Hellmuth in una giocata sicuramente lecita, ma discutibile e certamente poco simpatica. Ma ripercorriamo quanto accaduto.

POKERSTARS BIG GAME E LOOSE CANNON: COME FUNZIONAVA

Siamo nel 2010, quando viene registrata la prima stagione del PokerStars Big Game, cash game televisivo organizzato da PokerStars che al tempo veniva trasmesso su Fox Network. In questo format, cinque VIP o campioni del poker si sfidano in una partita cash 100$/200$. Il sesto partecipante era il cosiddetto Loose Cannon, ovvero un qualificato online su PokerStars che, insieme al posto al tavolo, aveva a disposizione anche 100.000 dollari di stack. La regola era semplice: al termine delle 150 mani giocate, il Loose Cannon avrebbe potuto tenere per sé tutto l’eventuale profit. Ovviamente, in caso di perdita di tutto lo stack o parte di esso, non avrebbe dovuto sborsare nulla.

LA MANO DELLA VITA DI ERNEST WIGGINS, L’INCUBO DI PHIL HELLMUTH

Siamo alla prima puntata della prima stagione. Il Loose Cannon è Ernest Wiggins, giocatore amatoriale originario di Washington, che si era appassionato al poker nel periodo in cui usciva con una giocatrice. Verso la fine dell’episodio, Wiggins ha ancora davanti circa 87mila dei 100.000$ di posta iniziale: Wiggins decide di fare straddle a 800$ e poi scopre di avere anche fatto bene, poiché spilla K K. Da middle apre Doyle Brunson a 2.800 con 5 6, gioca Tony G da bottone con J 10 ma Phil Hellmuth ha A 9 su big blind e decide di rilanciare di piatto, 12.800$. La palla passa a Wiggins, che decide stranamente di limitarsi al call, inducendo così anche Brunson e Tony G a infilarsi in un piatto che si fa subito interessantissimo, 51.000$!

Il flop 9 10 9 è favoloso per Hellmuth e devastante per Wiggins. Tony G fa check e Phil Hellmuth inizia a divertirsi, dicendo a Ernest “Questo flop mi sa che ti somiglia”, “No, solo io somiglio a me stesso”, ribatte divertito Wiggins, che non sa di stare rischiando tantissimo. Ad ogni modo, Phil punta 17.000$ in continuation bet e Wiggins replica sulla stessa battuta del Poker Brat: “Se ‘sto flop sembra fatto per me perché betti così tanto?”. Wigggins fa un po’ di torsioni con il collo come per rilassarsi, poi si fa serio e rilancia fino a 36.000$. Doyle Brunson e Tony G buttano ovviamente via le loro carte e il gioco torna a Hellmuth.

PHIL HELLMUTH, UNO SLOWROLL IMPERDONABILE?

Qui Phil continua con una scenetta che però gli costerà cara, con i compagni di tavolo, quando si scoprirà essere uno slowroll. “Wow”, fa finta di sospirare Hellmuth, “Se vado allin mi chiami?” “Ma certo, non ho altra scelta se il flop è mio fratello.” “Cosa hai, assi, kappa o cosa?“Magari avessi AA o KK”, risponde Ernest.
Phil ha 103mila dollari, fa ancora qualche scenetta delle sue “oh it’s so sick” e poi annuncia i resti. Ernest non gli lascia finire la parola e chiama, dichiarando “kings”. Quando Hellmuth annuncia “i have three nines” e li mostra, Wiggins è incredulo e Negreanu chiede “Perché lo hai slowrollato così?”

“Era così contento”, ammette Hellmuth che poi, come per riparare, chiede a Wiggins quanti board voglia girare. I due sembrano accordarsi per 3 board, ma le polemiche non si placano. Sia Phil Laak che Negreanu insistono sul brutto gesto di Hellmuth nel chiedere se avesse chiamato i resti quando era scontato che lo avrebbe fatto. “Erano 40mila in più, non era affatto scontato”, ribatte Hellmuth che poi si infastidisce molto, ma sotto sotto sa di averla un po’ combinata e infatti invita Wiggins a girare quattro board, invece di 3. “Così hai più chance di vincere”, dice ignorando quanto si pentirà di averlo detto…

IL KARMA DEI 4 BOARD

I 199.600 dollari del piatto vengono così divisi in quattro parti da 49,900$ ciascuna.
Il primo board va via liscio, poiché la dealer serve J e A, così la prima porzione di piatto va a Hellmuth.

Il secondo board invece vede subito un K scendere al turn, e dopo l’ininfluente 3 al river il secondo mini-pot da 49.900$ va a Ernest Wiggins.

Quando però il terzo board è 7 8 che chiude un colore a picche per Wiggins, l’atmosfera inizia a farsi elettrica, tutti sono eccitati tranne ovviamente Hellmuth, la cui espressione è tutta un programma.

L’apoteosi arriva con il quarto e ultimo board, in cui la dealer gira Q e K, l’ultimo re del mazzo. Ernest Wiggins ha vinto 3 dei quattro board, per un incasso di 149.700$. Phil Hellmuth invece paga la smargiassata incassando solo 49.900$, oltre agli sfottò di mezzo tavolo.

Negreanu e Tony G si alzano a dare il 5 a Wiggins, persino Doyle Brunson se la ride di gusto, mentre Hellmuth incassa con malcelata sofferenza.

Alla fine della puntata, questo piatto sarà fondamentale per Ernest Wiggins, poiché chiude le 150 mani con uno stack di 150.300$, ovvero con un profitto di 50.300$. Il regolamento del PokerStars Big Game prevedeva che il giocatore, alla fine dell’episodio, avrebbe dovuto scegliere se tenersi il profit e andare via, oppure rischiarlo tornando nella puntata successiva. Ernest appare combattuto, ma poi prevale in lui la saggezza: “50k sono un sacco di soldi”, dice. E annuncia di tenere il guadagno di una giornata che rimarrà indelebile. Per questo simpatico ragazzo di Washington, ma anche per tutti noi appassionati.

RIGUARDA IL VIDEO!

Non perdetevi il video di questa epica mano.

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