Nelle serate di domenica 03 e lunedì 04 maggio, si è giocato il torneo più importante della seconda edizione delle MicroMillions di questo scorcio iniziale del 2026, il 50 Monster, che ha messo a referto un numero piuttosto alto di giocatori, le cui iscrizioni hanno permesso al Garantito da €400.000 di essere superato dal prize pool effettivo che ha raggiunto quota €475.740.
Il 50 Monster
Il numero degli iscritti ha toccato quota 10.572, confermando ancora una volta il magico appeal che esiste tra i giocatori italiani e questo evento che viene proposto in maniera cadenzata da PokerStars.
Alla fine della fiera è stato uno dei migliori regular del nostro Paese a mettere le mani sulla vittoria, Angelo “MeLLowYeLL0w” Marrone, che si è così aggiudicato una prima moneta da €18.161,20, più un totale in Mystery Bounty da €933,13.
“MeLLowYeLL0w” si è messo alle spalle nel heads up conclusivo “timerevenge“, runner up per €13.043 più €1.308 di MB, mentre al terzo posto ha chiuso “BAGNARID” per un premio di €9.369+€683.
Perché abbiamo scelto questa mano
Lo spot che abbiamo scelto per voi ha più di una ragione per essere messo in evidenza.
Intanto siamo in early stage, c’è una linea piuttosto aggressiva del 3bettor pre flop e l’ottima intuizione dell’original raiser che fa una chiamata interessante al river sull’azione del suo rivale.
Il colpo si gioca tra bighand988 e Relax390, rispettivamente da UTG e UTG+1. È una dinamica importante, perché entrambi agiscono dalle prime posizioni e, di conseguenza, rappresentano range di partenza piuttosto forti.
Siamo al livello numero 5, Small Blind 250, Big Blind 500, Ante 60 e i due partono con, rispettivamente, 56.880 e 64.950 chips, equivalenti a circa 114 e 130 Big Blind.
I punti decisivi della mano
I passaggi chiave della mano che avete appena visto, sono riconoscibili e fanno riferimento al modo piuttosto aggressivo di Relax390 di approcciarsi al colpo.
Intanto la 3Bet, seppur piuttosto contenuta, 2.000 sull’apertura da UTG a 1.250, prefigura la volontà di isolarsi da troppi call e provare a prendere l’inerzia del colpo con una mano che hitta spesso il board, come una suited connectors, ma 2.000 è davvero troppo piccola per raggiungere l’obiettivo, anche se non chiama nessuno degli avversari, mentre la 4bet di bighand988, appare corretta anche a livello di size, perché tiene dentro tutto il range avversario che egli domina.
Entrambi missano il flop che recita Q alta, ma OR continua nella sua azione con una CBet a 3.365, circa un terzo del pot, trovando ancora il call.
Un nuovo 5 paira il board e bighand988 check-calla la puntata in bluff completo di Relax390 a 8.230, che ne spara anche una al river per una size pari a metà pot.
L’analisi: 3bet piccola, 4Bet standard
In relazione alle size di questa mano, appare molto piccola, come già scritto, la 3Bet preflop, non fosse altro perché non otterremo mai un fold dall’original raiser e se il fine è quello giocare in heads up, con tutto il tavolo che deve parlare, saranno in pochi a foldare con una mano di medio-alto valore che vuole partecipare ad un colpo in cui sembra che il pot possa essere appetitoso.
Dalla 4Bet dell’OR, al call, il 3Bettor sta giocando una mano speculativa contro un range che contiene molte mani premium: AA, KK, QQ, AK e talvolta AQ suited.
Il flop sembra favorire il range del 4-bettor, più che quello del caller, perché è molto asciutto e, spesso, la mano migliore pre flop rimane tale dopo queste tre carte, in questa dinamica. Il call di Relax390 è ambizioso, sul flop non ha coppia, non ha progetto diretto di scala, non ha flush draw immediato: ha soltanto qualche backdoor e la posizione.
È il classico float, cioè un call fatto più per provare a vincere il piatto nelle strade successive che per il valore reale della mano in quel momento, può avere senso contro un avversario che c-betta troppo e poi abbandona spesso, ma contro un range da 4-bet da UTG è una scelta piuttosto aggressiva.
Il check sul secondo 5 al turn non significa per forza debolezza, controllare un piatto con una mano che non ha hittato, ma ha un enorme valore in termini di range.
Certo è che Relax390 sta provando a rappresentare una porzione forte del proprio range: Qx, qualche slowplay, qualche coppia intermedia trasformata in pressione, forse mani come AQs o KQs se presenti nella sua linea preflop, che però il suo avversario blockera.
Il river che cambia tante cose
Il river chiude un board Q♣7♦5♥5♣Q♦ sul quale Relax390 è battuto e lo sa bene, per cui, l’unico modo di portare a casa il piatto è quello di provare a completare il racconto: “ho una donna, ho valore, ti sto chiedendo di pagare caro”, il problema è che è un bluff senza alcuna possibilità di mostrare equity allo showdown per vincere il pot in caso di call.
Tecnicamente, quello del river da parte di UTG, non è un call banale, perché A-high sul river, anche su board doppiamente accoppiato, perde contro qualsiasi pocket pair superiore al 5 dell’avversario e naturalmente contro ogni Qx e 5x.
Però la linea di Relax390 ha anche molte componenti sospette: la 3-bet preflop molto piccola, il call alla 4-bet, il float flop senza equity robusta, la bet turn dopo il check e la seconda puntata river su una carta che appare perfetta da rappresentare.
In più, c’è il discorso dei blocker di alcune combinazioni forti come AQ e KQ che possono decidere di 3Bettare da UTG+1, riducendo parte del valore credibile dell’avversario.
Per chiamare il river, bighand988 deve pensare che Relax390 stia bluffando almeno una volta su quattro circa, visto che la puntata è di mezzo piatto.
Alla luce della linea scelta dall’avversario e della mano poi mostrata allo showdown, la lettura si rivela corretta: Relax390 ha effettivamente provato a portare fino in fondo un bluff costruito più sulla pressione che sulla reale credibilità del range.
La conclusione
In definitiva, questa mano è un ottimo esempio di quanto sia sottile il confine tra aggressività e forzatura.
Relax390 prova a usare posizione e pressione per portare a casa un piatto importante, ma bighand988 ricostruisce la mano strada dopo strada e arriva al river con gli elementi sufficienti per chiamare.
È una mano che premia la lucidità più dello spettacolo: non il semplice coraggio di mettere le chips nel mezzo, ma la capacità di capire quando la storia raccontata dall’avversario non è abbastanza credibile.
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