Per i pokeristi alle prime armi il primo salto di qualità nel gioco arriva quando capiscono l’importanza delle posizioni al tavolo.
Non è un mero dettaglio teorico: in un gioco a informazione incompleta come il poker, ogni decisione – dal preflop al river – può cambiare in base a quando agisci rispetto agli altri.
La spiegazione è semplice: agendo dopo gli altri, hai a disposizione più informazioni rispetto a quando devi agire prima di loro.
I professionisti conoscono bene i vantaggi derivati dalla posizione: una mano mediocre giocata in position (IP) può diventare profittevole, mentre una mano forte fuori posizione (out of position, OOP) può trasformarsi in un problema.
Vediamo subito i dettagli delle varie posizioni al tavolo da gioco spiegando non solo cosa sono ma soprattutto come sfruttarle a proprio vantaggio con un approccio pratico e aggiornato al poker moderno.
Under The Gun (UTG)
L’Under The Gun è la posizione più delicata del tavolo. Preflop sei il primo a parlare e questo ti espone a una quantità enorme di informazioni mancanti, dal momento che non sai cosa faranno gli altri e non hai alcun controllo sull’azione futura.
Proprio per questo il range da UTG deve essere estremamente solido. In generale da questa posizione si gioca un poker “tight”, selezionando mani premium come coppie alte, broadway forti e qualche suited connectors nei tavoli più soft.
Il problema principale dell’UTG non è solo la posizione iniziale, ma anche il fatto che postflop sarai fuori posizione per tutta la mano contro la maggior parte degli avversari. Questo significa meno possibilità di bluff efficaci e meno possibilità di controllare l’entità del piatto.
Chi apre troppo largo da UTG viene rapidamente punito, soprattutto nei field più competenti.
UTG+1
Questa posizione è una naturale estensione dell’UTG, con una piccola differenza: hai già visto un giocatore foldare, quindi hai leggermente meno pressione. Detto questo, il principio resta identico alla prima posizione del tavolo: range solidi e disciplina.
Molti giocatori commettono l’errore di allargare troppo presto le aperture da questa posizione. In realtà, finché sei nella parte iniziale del tavolo, devi mantenere un ventaglio di openraise molto simile a quello di UTG, con espansioni solo leggere.
Qui si inizia però a costruire un primo livello strategico. Se ad esempio noti che i giocatori che devono ancora parlare sono passivi, puoi permetterti qualche apertura in più; se invece a sinistra hai regular aggressivi, devi stringere i range.
Middle Position (MP)
La middle position è il punto di transizione tra gioco conservativo e gioco più dinamico.
Hai meno giocatori dietro rispetto alle prime posizioni, quindi puoi iniziare ad ampliare il tuo range: entrano suited connectors più bassi, assi suited marginali e qualche mano speculativa.
È qui che si inizia a costruire EV attraverso la selezione degli spot. Non stai più solo difendendoti (come UTG), ma inizi a creare pressione sugli altri.
Attenzione però: sei ancora spesso fuori posizione postflop contro cutoff e bottone. Quindi sì all’aggressività, ma con criterio.
Hijack (HJ)
L’Hijack è una delle posizioni più interessanti del tavolo. Il nome stesso suggerisce l’idea del “dirottare” l’azione prima che questa arrivi ai giocatori più avvantaggiati, cioè cutoff e bottone.
Qui il tuo range può diventare sensibilmente più ampio. Puoi aprire molte più mani, soprattutto se i giocatori che devono ancora parlare sono tight o passivi.
Strategicamente, l’hijack è una posizione in cui puoi iniziare a rubare i bui con maggiore frequenza, pur mantenendo ancora una certa attenzione alla struttura del tavolo.
Chi gioca bene da hijack costruisce una parte consistente del proprio profitto nel lungo periodo.
Cutoff (CO)
Il Cutoff è una posizione chiave. Sei subito prima del bottone e questo ti permette di giocare con un vantaggio strategico enorme.
Hai pochi giocatori dietro, e se il bottone è passivo puoi aprire con grande libertà; se è aggressivo, si aprono dinamiche di adattamento molto interessanti.
Dal cutoff si costruiscono molte delle dinamiche di steal e re-steal. È una posizione in cui puoi aprire wide, tribettare con maggiore frequenza e mettere pressione ai bui.
Il cutoff è anche una posizione perfetta per sfruttare gli errori degli avversari meno esperti.
Bottone (BTN)
Il bottone è la posizione più potente nel poker. Sei l’ultimo a parlare postflop e questo cambia completamente la natura del gioco, visto che hai accesso a informazioni complete sull’azione degli avversari e puoi prendere decisioni più precise.
Il tuo range di openraise, qui, è il più ampio di tutto il tavolo. Puoi aprire una quantità enorme di mani, soprattutto se i giocatori sui bui sono restii a dare battaglia.
Il vantaggio del bottone non è solo statistico: è strategico e psicologico. Sei tu a controllare il ritmo della mano.
I migliori giocatori costruiscono una parte enorme del loro winrate proprio dal bottone, sfruttando continuation bet più efficaci, bluff più credibili e una migliore gestione del piatto.
Small Blind (SB)
Lo small blind è una posizione estremamente complessa al tavolo da poker. Hai già investito metà del buio, ma sarai fuori posizione per tutta la mano. Questo crea una dinamica di difficile gestione: devi difendere abbastanza da non essere exploitabile, ma senza esagerare.
Nel poker moderno, lo small blind è diventato una posizione molto aggressiva nel preflop, con frequenti 3-bet, range polarizzati e un mix di strategie tra call e raise.
Postflop, però, resta la posizione più scomoda del tavolo: per gestire al meglio il fatto di essere i primi a parlare, servono grande disciplina e capacità di lettura.
Big Blind (BB)
Il big blind è una posizione unica: sei l’ultimo a parlare preflop e molto spesso il primo nel postflop. Hai già investito un buio intero, quindi devi difendere con un range molto ampio, soprattutto contro aperture da bottone e cutoff.
Per gestire al meglio il big blind, devi imparare a difendere con mani marginali, a piazzare check-raise strategici e ad adattarti exploitativamente agli avversari.
Un errore comune da big blind è quello di difendere troppo passivamente. In realtà il grande buio richiede una buona dose di aggressività per non diventare un bersaglio facile degli avversari.
Resta comunque la posizione con il valore atteso più negativo di tutto il tavolo.
Le posizioni ai tavoli 6-Max
Le posizioni che abbiamo illustrato sono valide nei tavoli ‘full-ring’ da nove giocatori. Nei tavoli 6-Max le differenze sono notevoli.
Con meno avversari a dare battaglia, il gioco da ‘early position’ (dalle prime posizioni del tavolo, ndr) diventa meno penalizzante e i range si possono allargare sensibilmente.
L’UTG, per esempio, equivale quasi a un middle position di un full ring visto che dopo di lui devono parlare hijack, cutoff e bottone oltre ai giocatori sui blinds.
Nei tavoli 6-Max il gioco è molto più aggressivo e dinamico, le aperture sono più frequenti così come le tribet, e la pressione costante sugli avversari diventa fondamentale per andare avanti.
Chi non adatta i propri range al 6-Max rischia di diventare troppo passivo e di perdere EV in modo sistematico.
Le posizioni in heads-up
In heads-up, il concetto di posizione raggiunge il massimo della sua importanza. Ci sono solo due giocatori: il bottone, che è anche small blind, e il big blind.
Il bottone agisce per primo preflop ma per ultimo postflop. Questo crea una dinamica unica perché la posizione cambia valore tra preflop e postflop.
Il bottone ha comunque un vantaggio complessivo enorme, perché è nel gioco postflop che si genera la maggior parte dell’EV.
In heads-up i range sono larghissimi, l’aggressività è fondamentale e la lettura dell’avversario può diventare decisiva.
Nei testa a testa non esistono “mani buone” o “mani brutte” in senso assoluto: tutto dipende dalla posizione, dal timing e dall’avversario.
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