Il poker è un gioco situazionale come pochi altri. Anche il concetto di “nuts” è relativo a quella singola mano giocata, e non c’è un punto o una coppia di carte specifica che ci consenta di vincere sempre, così come non può esistere una mano perdente in partenza. Nei tornei di poker live, in particolare, ci sono due fattori che possono spostare più di ogni altro le valutazioni: l’immagine e la posizione al tavolo. Ce lo dimostra una mano giocata da Jonathan Little e Alexandros Kolonias al PCA Main Event 2023.
ALEXANDROS KOLONIAS VS JONATHAN LITTLE, QUANDO L’IMMAGINE AL TAVOLO È TUTTO
Sono rimasti appena in 14 su 889 paganti, al Main Event da 10.000$ del PokerStars Caribbean Adventure, meglio noto come PCA, nel gennaio 2023. Sul livello 20.000/40.000 BB ante 40.000, c’è fold generale fino ad Alexandros Kolonias, che apre i giochi da bottone a 80.000 avendo dietro uno stack da 1,06 milioni. Sul big blind siede Jonathan Little, veterano dei poker pro americani nonché coach e autore di diversi libri strategici di successo. Little decide di difendere con K♥10♠, forte di uno stack residuo da quasi 2,7 milioni.
Sul flop scendono 8♠Q♠3♦ e Little decide di fare check-raise a 200.000 sulla continuation bet da 80.000 del greco, che si adegua.
Si va così al turn che è un 8♣, sul quale decidono entrambi di fare check. Il river è una Q♦, carta su cui Little checka per una terza volta, mentre Kolonias decide di puntare 200.000, pari a circa un terzo del piatto. Jonathan Little ci pensa, spende anche una carta timebank, scruta a fondo il suo avversario ma poi si convince di essere buono con K alta e fa call. Purtroppo per lui, Kolonias aveva davvero top range e gira A♣Q♣, in un colpo che per lui è andato bene forse oltre ogni più rosea previsione, non avendo rischiato praticamente mai di perdere il piatto.
PERCHÈ LITTLE HA CHIAMATO CON K ALTA?
Cosa è stato decisivo in questo caso? La posizione ha avuto un ruolo, poiché da bottone si apre mediamente un range di carte tendenzialmente ampio, anche se Kolonias partiva con meno di 30bb. In questo caso, oltre alla posizione, ha avuto certamente un ruolo la cosiddetta “history” tra i due giocatori. Sia Little che Kolonias avranno giocato moltissime mani uno contro l’altro, anche perché lo stesso greco è a sua volta un regular storico dei tornei online sulla piattaforma internazionale di PokerStars, oltre ad avere vinto diversi live importanti.
La frequenza di bluff stimata da Little per il suo avversario doveva essere particolarmente alta, in questo caso, per convincersi a chiamare sul river dopo quel tipo di azione sul flop, e comunque 14 left in un torneo che pagava cifre a sei zeri nelle primissime posizioni.
Ad ogni modo, né Jonathan Little né Alex Kolonias sono riusciti poi a vincere il torneo, per un trofeo andato infine al portoghese Michel Dattani per $1,31 milioni. Kolonias chiuse 7° per 236.500$, Little 9° per 139.900$.
IL VIDEO DELLA MANO
Qui, dal minuto 27:30, potrete assistere coi vostri occhi a questo colpo che ci dice tutta l’importanza di immagine e posizione al tavolo.
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