Saturday, 15th August 2026 21:54
Home / Il pazzesco bluff di Benny Spindler che ci racconta quanto è cambiato il poker

Il Poker, nella modalità No Limit Hold’em che tutti conosciamo e di cui ci siamo innamorati, ha sempre avuto le stesse regole. Tuttavia, diffidate da chi vi dice che alla fine è sempre lo stesso gioco, perché semplicemente così non è. Il poker è cambiato moltissimo nel corso degli anni, evolvendosi in base a mode e tendenze di gioco. E c’è una mano perfetta per spiegare quanta acqua è passata sotto i ponti, dal 2010 ad oggi: uno spot dell’EPT Londra 2010 tra Benny Spindler e Paul Foltyn.

STESSE REGOLE, MA NON LO STESSO GIOCO: COME CAMBIA IL NO LIMIT HOLD’EM NEL TEMPO

Una cosa che si sente ripetere spesso è che il poker è un gioco in continua evoluzione, ma non è un luogo comune: è davvero così. Le regole del No Limit Hold’em sono sempre le stesse, così come le mosse possibili: call, raise e fold. Eppure, trattandosi di un gioco a informazioni incomplete, è per forza di cose soggetto a cambiamenti, al mutare delle tendenze dei giocatori.

Una cosa che cambia spesso sono le size, ovvero l’ammontare delle puntate. Una volta la size standard di apertura era tre volte il grande buio o anche di più, mentre oggi difficilmente si supera il 2x. Sono cambiati di molto le grammatiche di mosse come i rilanci e i bluff. Ci sono situazioni in cui una volta si preferiva il check-raise mentre oggi si predilige il check-call o magari anche il bet-fold, e così via.

Uno dei cambiamenti più radicali, però, riguarda il baricentro stesso dell’azione di gioco. La palestra è sempre quella del poker online, dove per forza di cose si giocano milioni e milioni di mani, a rappresentare un campione infinitamente più esteso rispetto a quanto possa mai avvenire nei tavoli verdi veri e propri. Infatti è proprio online che si affilano le armi e le strategie che poi vengono applicate anche live.

Una volta, diciamo fino al boom del poker nel 2003 con Chris Moneymaker, si giocava molto il board. O meglio, il gioco si svolgeva per la maggior parte su flop, turn e river. Dall’avvento del poker su internet, nella seconda parte degli anni 2000, il baricentro si è spostato progressivamente sempre più sul preflop.

Se le dinamiche più frequenti delle mani erano raise e uno o più call preflop, dal 2004-2005 in avanti si sono visti sempre più spesso raise, 3-bet, 4-bet e così via. In sostanza, la battaglia dei livelli di pensiero si era spostata massivamente sul preflop e sui possibili range con cui un tale avversario potesse fare una determinata mossa. Ciò ha portato ad assistere anche a delle 7-bet, come quella che state per vedere.

BENNY SPINDLER E L’INCREDIBILE 7-BET A EPT LONDRA

Siamo ai primi di ottobre del 2010, all’EPT Londra da 5.250£, organizzato come sempre da PokerStars. Sono rimasti 110 giocatori dei 691 iscritti e siamo al TV table, mentre si gioca il livello 1.500/3.000.

Ad aprire le ostilità c’è lo svedese Mattias Bergstrom, che rilancia da UTG+1 a 7.000 con 4 4. Lo scandinavo ha quasi 100 big blinds dietro, ma è destinato a essere solo spettatore di quanto sta per accadere. Subito dopo di lui siede infatti Benjamin “Benny” Spindler, tedesco noto online con nickname come “psychobenny”, che la dicono lunga sul suo stile di gioco. Il ragazzo è in quel momento uno dei più aggressivi del circuito e infatti 3-betta a 20.000, avendo in mano K J e uno stack da quasi 500mila fiches. Già così siamo di fronte a un’azione piuttosto “allegra”, ma non siamo solo all’inizio!

Sul cutoff siede l’inglese Robert Foltyn, che conosce bene Spindler con cui avrà giocato tantissimo online e in questo caso ha 301.000 in chips davanti. Foltyn mette un altro po’ di carbonella sul fuoco, 4-bettando a 50.000 con i suoi A 6. Molti di voi avranno già il voltastomaco ma, ancora, non è finita.

Bergrstrom si fa rapidamente da parte, ma non Spindler: la sua decisione è infatti quella di una 5-bet da 90.000. La palla torna a Foltyn, a cui la cosa non sta molto bene: così arriva la 6-bet a 140.000, mossa fortissima perché si lascia dietro appena 160.000 gettoni. Praticamente, non si è visto nemmeno il flop e l’inglese ha investito quasi mezzo stack. La parola torna a Benny Spindler, che dopo interminabili istanti annuncia la 7-bet allin. Foltyn, a questo punto, non impiega che qualche secondo per buttare via le sue carte, e Spindler incassa così un piattone senza neanche far servire una carta comune al dealer.

IL VIDEO DELLA MANO

Questo il video che immortala l’avveniristico spot:

PERCHÈ QUESTA MANO OGGI NON POTREBBE ESISTERE

Quella che avete appena (ri)visto è una mano che risultava incredibilmente sofisticata, ai tempi. Oggi, tredici anni dopo, semplicemente non potrebbe esistere. O meglio, in teoria lo potremmo rivedere, ma è molto difficile che ciò accada, perché sono radicalmente cambiate molte dinamiche di gioco.

Oggi si 3-betta e 4-betta eccetera, ma con una frequenza molto inferiore a quella del 2010. Il baricentro del gioco si è spostato sul postflop, il gioco sul board è ridiventato primario e su quello si fonda la maggior parte delle strategie. La maggioranza dei bluff avviene fra turn e river. Però, come è accaduto già più volte in passato, non è detto che in un prossimo futuro non torni prepotentemente di moda l'aggressività preflop.

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