Friday, 19th April 2024 06:19
Home / C’era una volta La Casa degli Assi

In questo 2024, precisamente in aprile, compirà 10 anni il primo e finora unico reality show italiano sul poker: La Casa degli Assi. Ricordiamo come funzionava e le caratteristiche del format TV ideato e prodotto da PokerStars, e cerchiamo di capire le ragioni per cui oggi potrebbe o non potrebbe funzionare.

IL POKER E I REALITY SHOW, UN RAPPORTO DIFFICILE

Nel nuovo millennio, prima ancora dei social network, a incidere su abitudini e costumi della società sono stati alcuni format televisivi, a cominciare dal Grande Fratello. Il programma di Endemol è stato il capostipite di tantissimi reality show, alcuni dal grande successi, altri dei tonfi clamorosi. Poteva il poker rimanere esente da tutto ciò? Ovviamente no.

Nella seconda metà degli anni 2000, c’era stato un primo tentativo oltreoceano. Si intitolava “2 month, 2 million” ed era uno show prodotto dal network G4, che vedeva protagonisti quattro professionisti al tempo molto noti sui forum internazionali come Jay Rosenkrantz, Dani Stern, Brian Roberts ed Emil Patel. I quattro, come recitava del resto il titolo stesso, avevano come obiettivo quello di guadagnare 2 milioni di dollari in due mesi, giocando a poker online.

L’esperimento andò benino ma nulla più, sia perché l’obiettivo non venne centrato ma soprattutto perché le dinamiche del poker online non sono molto televisive, e in generale non lo è moltissimo anche il poker in sé, se non vi si costruisce intorno una storia.

LA CASA DEGLI ASSI: POKERSTARS VA IN TV PER DUE ANNI

Circa 5 anni dopo questo tentativo statunitense, è proprio PokerStars.it a rilanciare l’associazione tra poker e reality show, con un prodotto nuovo di zecca: La Casa degli Assi, per la quale la room dalla picca rossa si affida a una casa di produzione specializzata come Magnolia. Il format ideato è una sorta di talent pokeristico, con 17 concorrenti che vengono via via selezionati, istruiti dalle basi del Texas Hold’em, e che in seguito devono superare diverse prove per guadagnarsi il torneo finale e provare a vincere il primo premio, da 50.000€ in gettoni d’oro.

I concorrenti, una parte dei quali si qualificava dai satelliti online e una parte via casting vero e proprio, vengono ripresi sia nelle lezioni con i coach, che nei momenti di relax all’interno della loro dimora marocchina. La sede della prima edizione era infatti a Taroudant, città del Marocco vicino ad Agadir, mentre le puntate dello show sono state trasmesse da Italia 2.
La prima edizione è stata vinta dal 24enne bresciano Daniele Palini (foto in alto), che si aggiudica il tavolo finale.

L’anno dopo, PokerStars ci riprova con “La Casa degli Assi 2”. I concorrenti stavolta sono 19, la sede viene spostata a Malta e le puntate vengono trasmesse su Italia 1. Da fine marzo ai primi di maggio, i concorrenti si sfidano sia al tavolo che davanti alle telecamere, ognuno cercando di emergere con le proprie caratteristiche: qualcuno puntando su una buona conoscenza del poker, altri sul proprio branding personale e sull’abilità davanti alle telecamere. Alla fine vince Sabina Hiatullah, italiana residente in Germania che accompagna a una bella presenza il fatto di essere già una ottima giocatrice prima del reality show.

Dopo il 2015, il programma non viene più rinnovato. Con “La Casa degli Assi”, non sparisce solo il poker dai reality show, ma di lì a poco sparirà quasi completamente anche dalla TV.

POTREBBE TORNARE UNA NUOVA “CASA DEGLI ASSI” OGGI?

Diciamo subito che il successo dello show non fu affatto banale. Non a caso, La Casa degli Assi vinse l’EGR Award come miglior campagna promozionale del 2014. Molta gente nuova si avvicinò al poker, ma tutto questo non bastò.

Il nostro gioco preferito ha sempre subito un evidente ostracismo a livello mediatico, presso i media cosiddetti mainstream. Ancora oggi, è molto facile vedere accostato il nome del poker a qualche episodio di cronaca legato a fenomeni di gioco patologico, anche se magari i casi in questione sono avvenuti con altri tipi di giochi a rischio di dipendenza molto maggiore.

Lo scenario è ulteriormente peggiorato dal 2018, quando la legislazione italiana ha adottato un divieto totale di pubblicità al gioco, che ovviamente ha coinvolto anche il poker. Ciò ha di fatto posto fine a qualsiasi format televisivo (non solo reality show) che avesse a che fare con l’argomento poker.

Eppure, l’interesse per la conoscenza del gioco è ancora molto alto, e lo dimostra il successo che sta avendo oltreoceano “Game of Gold”, un nuovo tipo di reality show che coinvolge stelle mondiali tra cui Daniel Negreanu, Fedor Holz e Johan “YoH ViraL” Guilbert. Se lo scenario normativo italiano dovesse cambiare, ci potrebbe essere margine per qualcosa di nuovo anche da noi. Altrimenti, ci rimarrà soltanto il ricordo dei due simpatici anni de La Casa degli Assi.

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