Per vincere a poker online non ci sono segreti, ma studio associato a buone abitudini. Una di queste, per esempio, è quella di prendere appunti sugli avversari. Ma come va fatto nel modo giusto? Cerchiamo di capire meglio come fare a identificare e profilare gli avversari.
Amatore o pro, prendere appunti sugli avversari è sempre importante
Che tipo di giocatore sei? O meglio, che tipo di giocatore ti interessa diventare? Si tratta di domande a cui dovremmo già avere pronta una risposta, o comunque pensarci al più presto. Dal nostro approccio, a cascata, discendono infatti una serie di conseguenze. C’è chi sceglie il poker online come palestra per allenare il proprio spirito competitivo, per addestrare la capacità di trovare soluzioni ai problemi, o semplicemente per provare a trasformarla in una fonte di guadagno. E va bene.
C’è chi invece il poker online lo vive come pura passione, come intrattenimento e come modo gradito per vivere scariche di adrenalina. E va benissimo anche così.
Tuttavia, quale che sia il nostro approccio e la nostra aspettativa al tavolo, ci sono abitudini che sono comunque positive. Perché anche chi gioca con spirito amatoriale vuole vincere, e per vincere non è necessario andare a caccia di punti forti, ma anche e soprattutto cercando di approfittare degli errori e delle debolezze altrui.
Ecco perché prendere appunti a poker online è e sarà sempre utilissimo. In questo articolo, cercherò di aiutarvi a capire come farlo con criterio, avendo come riferimento principale chi gioca da un computer, dunque da client desktop. Tuttavia, anche chi gioca da dispositivi mobili può ovviare all’impossibilità di prendere appunti direttamente sulla app. Ma ne parleremo in seguito.
Perché prendere appunti porta sempre un vantaggio
L’amatore che ci legge potrebbe essere portato a pensare: chi se ne frega di mettere le note sugli avversari? Tanto, poi mi ricordo tutto”. Questa è la madre di tutte le fesserie, perché – a meno di essere dei novelli Salomone – la mente non può che cancellare certe informazioni, oppure – peggio ancora – conservarne un ricordo distorto.
Invece, esiste una serie di vantaggi del tutto innegabili, per cui mettere le note sugli avversari è cosa buona e giusta.
Vediamo di isolarne qualcuno, in ordine sparso:
- identificare leak (difetti) nel suo gioco, soprattutto quelli ricorrenti
- comprendere i suoi possibili range
- decidere in maniera più rapida e motivata in un determinato spot
- evitare overthinking (ovvero attribuire a un avversario un livello di gioco o pensiero che non ha)
Perché prendere appunti quando ci sono i software di tracking
Chi di voi gioca in maniera più “strutturata” (non dico “seria”, perché si può essere seri anche giocando per puro divertimento), probabilmente userà già degli HUD, ovvero i software di tracking che ci rivelano in tempo reale le caratteristiche degli avversari al tavolo riguardo ad aggressività (pre e postflop), frequenze di puntata e così via.
Gli stessi software sono poi preziosissimi nel cosiddetto studio post-sessione, quando riprendiamo e approfondiamo le mani che abbiamo giocato, cercando di capire cosa è stato fatto bene, cosa è migliorabile e quali sono invece gli errori.
Anche in presenza degli HUD, comunque, annotare nell’apposito spazio delle tendenze dell’avversario è comunque utile per almeno una delle ragioni elencate (la rapidità e la maggior precisione della decisione).
Cosa annotare e cosa no
Vediamo allora quali caratteristiche serve annotarsi, e quali invece sono inutili e ci fanno solo perdere tempo.
- Tendenze preflop (apre troppo? 3-betta solo forte? Ha una frequenza eccessiva di difesa del Big Blind?)
- Tendenze postflop (frequenza eccessiva di c-bet? Check-raise solo in caso di estrema forza?)
- Timing tell (check immediato equivale a debolezza? Si prende del tempo in più quando ha valore? Tende a slowrollare?)
- Leak emotivi (es. tilta sempre dopo bad beat, overfolda dopo aver perso un grosso pot, troppo aggro quando è deep)
Vediamo cosa invece è del tutto inutile annotare:
- Impressioni superficiali (del tipo “sembra forte”, “sembra un cretino”, “non capisce niente”)
- Simpatia/antipatia (non servono al tavolo se non per vendette stupide)
- Dettagli inutili (“Ha vinto un grosso piatto così e così”, utile solo se aiuta a definirlo meglio, altrimenti zero)
Il poker slang e le abbreviazioni: come scrivere bene una nota
Detto ciò, vediamo adesso di capire come scrivere le note nel modo migliore possibile. Sì, perché nei client di poker lo spazio è limitato ma soprattutto è limitato il tempo a nostra disposizione. Quindi, la priorità deve essere MASSIMA CHIAREZZA CON IL MINIMO POSSIBILE DI CARATTERI.
Ci viene in aiuto il gergo pokeristico, di cui vado a sintetizzare alcune abbreviazioni:
- OR: original raiser
- XR/XC/XS: check-raise, check-call, check-shove
- CB: continuation bet
- EP/MP/LP: early position, middle position, late position
- ES/MS/LS: early stage, middle stage, late stage
- 1x/2x/3x etc: le size usate solitamente dal giocatore in una determinata situazione
- DB/WB: dry board, wet board
Ce ne sono molti altri, ma è per rendere l’idea. Potete comunque aiutarvi con il nostro glossario.
Vediamo allora qualche esempio di nota sintetica e ben scritta:
- CB 100% su DB: il giocatore tende a fare continuation bet il 100% delle volte su board dry (ovvero che non presentano particolari progetti).
- XR solo strong: Quando check-raisa al flop, il giocatore ha quasi sempre nuts, o comunque una mano molto forte.
- Apre troppo wide in ES: il giocatore ha un range troppo ampio nei primi livelli del torneo
- Overfold in LS o bolla: il giocatore è molto/troppo chiuso in bolla o comunque in late stage.
Quando prendere le note
Può sembrare superfluo, ma vale la pena precisarlo. Le note sugli avversari vanno prese prima possibile (magari poi si dimentica o non si ricorda bene uno spot), ma non mentre si è coinvolti in una mano. I momenti migliori per farlo sono quando abbiamo già foldato (e al tavolo non accade nulla che meriti la nostra attenzione), nelle pause oppure (opzione migliore di tutte) dopo uno showdown importante.
Come sfruttare le note
Se impari a prendere le note in modo sintetico ma adatto a te, ovvero che ti permette di capire in un nanosecondo l’utilità dell’informazione, potrai usare quella stessa informazione a tuo vantaggio. Non devi pensare al singolo spot, ma a una situazione potenziale in cui hai decine di note su decine di avversari e ti trovi così nelle condizioni migliori per prendere la decisione giusta, nel minor tempo possibile.
Come prendere appunti quando si gioca da dispositivo mobile
Infine, ci occupiamo di tutti quelli (e non sono affatto pochi) che giocano da dispositivi mobili, telefoni o tablet. Come è noto, sulla app di PokerStars non è possibile inserire manualmente le note su un avversario, né sono visibili quelle prese dal client desktop. Come fare, dunque, per sfruttare le info a nostro vantaggio?
Detto che, per ovvie ragioni, giocare da mobile è una modalità largamente diffusa tra gli amatori e pochissimo o zero tra i professionisti, ci sono comunque degli accorgimenti che possiamo usare per definire meglio alcuni avversari.
Colore: sulla app mobile, toccando l’avatar di un avversario, ci si apre un menu con nove tendine possibili, una incolore più otto colorate: Giallo, Verde, celeste, ciano, blu, viola, rosso, arancione.
Per cominciare, possiamo assegnare a ciascun colore uno stile di gioco o un grado di difficoltà nell’affrontare il giocatore in questione.
Facciamo qualche esempio banale e intuitivo:
- Verde = giocatore scarso, donk
- Giallo = aggressivo ma scarso
- Celeste = calling station
- Viola: giocatore fastidioso se in posizione
- Rosso: top player
Inoltre, si può utilizzare il blocco note del telefono/tablet per annotare sinteticamente alcune tendenze e pattern di determinati avversari.
L’ideale sarebbe una nota per player, ma si rischia di averne troppe e allora è il caso di creare gruppi di note, magari per tipologia di torneo. Una cosa importante è quella di mantenere lo stile delle note come quello che prendiamo sul client desktop, con le stesse abbreviazioni e lo stesso codice.
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