Thursday, 30th April 2026 19:45
Home / Giocarsi 80 Bui con Asso-Jack alla quinta mano: analisi ai low buy in

Torniamo ad occuparci di uno dei tornei che più appeal hanno riscontrato negli ultimi anni su PokerStars, il Monday Jackpot, che, nella serata di lunedì, ha completato la sua ennesima edizione, che ha visto trionfare dopo circa 8 ore e mezzo di torneo “giammyago3001“.

Al vincitore è andato un premio di €3.648,46+€431,08, tra piazzamento relativo al payout e buste misteriose aperte lungo il suo cammino, mentre al secondo posto ha chiuso “Kvararskelia5“, runner up per un premio di €2.623,30+€75,29.

Early stage vs late stage

Alcuni giorni fa vi abbiamo presentato la mano conclusiva del torneo, proprio quella che ha portato il vincitore a chiudere l’evento.

In quell’occasione i due sono venuti alla resa dei conti in un colpo in cui giocavano con uno stack molto profondo per essere in heads up, circa 50 Big Blind a testa, dopo che il flop aveva prodotto un flush draw nuts, poi non completato da “Kvararskelia5“ e il colore floppato dall’ormai prossimo vincitore del torneo.

Oggi facciamo esattamente il contrario, visto che vi diamo conto di una mano che ha avuto luogo in early stage, all’inizio del torneo, con uno stack altissimo per tutti i giocatori al tavolo e dinamiche che vengono improvvisamente stravolte da ciò che succede tra “Murakami101” e “desdeMacondo”.

Situazione di poker al flop su un tavolo online durante un cash game

Analisi ai low buy: paga dazio “desdeMacondo”

Il livello è ovviamente ancora quello di ingresso, per uno starting stack, come detto, intatto da 40.000 chips per quasi tutti, e i bui che dicono Small Blind 200, Big Blind 400, Ante 50.

Si gioca dunque con tanti Bui da investire, per cui una profondissima capacità di manovra che mette in condizione di poter attendere qualche livello e capire lo stile dei propri avversari, per poi portare a proprio vantaggio le informazioni prese di qua e di là.

Nelle prime quattro mani è sicuramente successo qualcosa di particolare, perché lo Small Blind gioca con circa 50.000 chips e ci sono un paio di giocatori, tra cui il Grande Buio, che di bui ne hanno parecchi di meno

La mano comincia con un’apertura da early position, un call successivo e la difesa da Grande Buio, per una dinamica piuttosto standard che poi cambia improvvisamente con l’incedere delle strade successive al primo giro di puntate.

La mano

DesdeMacondo è sul big blind con AJ e circa 31.400 chips, quindi uno stack vicino agli 80 bui effettivi a inizio mano. Felixgiov apre da posizione intermedia a 1.800, una size piuttosto corposa, pari a 4,5x. Murakami101 chiama da posizione successiva con K10, passano tutti fino al big blind, che completa con A-J offsuit.

Il flop, A62 è già piuttosto particolare, perché, se da una parte regala la Toip Pair con un buon kicker al grande buio, dall’altra apre un progetto di colore nuts a Murakami101 e l’azione ricomincia con il Grande Buio che checka, trovando la puntata di 3.000 su un piatto da 6.000, half pot perfetto, da parte dell’Original Raiser.

Murakami101 decide di chiamare e il Grande Buio, le mette tutte per poco meno di 30.000 chips, causando il fold di Felixgiov e il call del terzo incomodo protagonista della mano.

A questo punto si va allo showdown che, dopo il turn, un J, rivoluziona tutto al river, per via di un 8 che permette a Murakami101 di intascare le chip ed eliminare il suo avversario.

Analisi ai low buy della mano

Cominciamo subito col dire che A-J offsuit da big blind è una mano che molti giocatori difendono quasi automaticamente, soprattutto nei tornei low buy-in, perché “c’è l’asso” e perché si ha già investito il buio. Però qui il contesto è più delicato.

Siamo di fronte ad una apertura da EP piuttosto larga, 4,5x, per cui il Grande Buio deve investire ulteriori 1.400 gettoni per entrare in un pot già molto alto per via del caller, con una mano che non ci assicura nulla e che andrà giocata fuori posizione.

Questa combo ne domina molte, certo, ad esempio tutti gli assi più piccoli, ma è dominata da una combo di Assi con maggiore equity, AK e AQ e in caso di Asso al flop, non si è mai certi di stare comodi, a meno che non si floppi la two pair.

Il call non è scandaloso, soprattutto in un torneo low buy-in dove i range possono essere più larghi e meno disciplinati, ma non va considerato automatico.

Standard check al flop

Il check su un flop che possiamo considerare molto buono, è abbastanza standard ed è normale che chi ha aperto la mano decida di c-bettare spesso le tre carte comuni con l’Asso, che è quello che, a tutti gli effetti, succede.

Il punto decisivo, però, è il call di Murakami101. Quando un giocatore chiama su questo flop dopo apertura preflop e c-bet, il suo range non è più fatto di mani deboli. Può avere assi migliori, assi suited, set come 6-6 o 2-2, qualche A-6 suited o A-2 suited, e naturalmente molti progetti di colore.

La mossa più importante della mano è il check-raise all-in del big blind. DesdeMacondo manda 29.550 chips su un piatto che, prima del suo push, è di circa 12.000. È quindi uno shove molto lungo, più che doppio rispetto al pot.

Nei tornei a basso Buy In è un ragionamento che troverete spesso: abbiamo Top Pair e Kicker buono, non vogliamo che, nelle strade successive, vengano a scoppiarci con mani particolare e, soprattutto, proviamo a spingere fuori dalla mano i progetti più pericolosi che, però, se hanno una buona equity, non folderanno mai proprio perché è un torneo low buy in e, soprattutto, in questo caso non è da condannare a priori.

Contro A-J su quel flop, Murakami101 ha circa il 38% di equity, quindi non è affatto morto. Sta perdendo in quel momento, ma ha una quantità di possibilità sufficiente per rendere il call molto vicino.

Analisi ai low buy: il call è così brutto?

A freddo, molti direbbero: “Ha chiamato all-in con un progetto e ha avuto fortuna”. In realtà la mano è più sottile. Murakami deve aggiungere 26.550 chips per un piatto finale che arriverà a 68.100. Gli serve quindi una equity intorno al 39% per rendere il call in chip EV più o meno corretto.

In altre parole, il call di Murakami non è una follia. È aggressivo, rischioso, forse leggermente tirato dal punto di vista puramente matematico, ma in un contesto low buy-in diventa molto più comprensibile.

Soprattutto perché il push del big blind gli consegna una decisione chiara: pagare per realizzare tutta la sua equity, senza dover affrontare ulteriori puntate su turn e river.

Forse la linea più prudente e probabilmente più solida sarebbe stata il check-call al flop.

DesdeMacondo avrebbe potuto chiamare i 3.000, tenere dentro mani peggiori, controllare la dimensione del piatto e rivalutare il turn che, come avete visto, gli avrebbe dato top pair, che forse non avrebbe cambiato tanto, visto che a quel punto, con ogni probabilità, avrebbero checkato tutti e si sarebbe arrivati comunque al river favorevole a Murakami101.

In definitiva questa mano insegna una cosa molto utile per i giocatori amatoriali: top pair non significa automaticamente stack-off, soprattutto quando il piatto è multiway e l’action davanti a noi è già stata bet più call.

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