Saturday, 25th May 2024 08:24
Home / Qual è il commento ideale per uno streaming di poker?

Il colpo a sensazione di PokerStars, che per il final table dell’EPT Montecarlo ha ingaggiato i fratelli Fabio e Maurizio Caressa, riporta in auge un argomento sempre molto caro agli appassionati. Come deve essere, se esiste, il commento ideale a un torneo di poker live?

POKER E COMUNICAZIONE, COME VANNO COMMENTATI I TV TABLE?

In base ai feedback che si leggono sui vari social network, sembra che l’ingaggio di Fabio Caressa e suo fratello Maurizio per commentare il tavolo finale dell’EPT Montecarlo abbia colto nel segno. I due popolari giornalisti, del resto, incarnano anche la nostalgia di un certo poker che fu, ovvero i tempi di Pokeritalia24, dunque era in qualche modo prevedibile che a una buona fetta di pubblico questa scelta sia piaciuta.

Ma esiste una ricetta vincente? No, perché non esiste un solo tipo di tavolo da commentare. Soprattutto, il poker commentato in presa diretta è cosa completamente diversa da quello che si vedeva nelle trasmissioni registrate e montate, nei tempi in cui il gioco aveva dimora nella tv generalista. Commentare degli highlights è un conto, dover tenere viva l’attenzione del pubblico per 7-8 ore consecutive è tutta un’altra storia, anche perché il poker “vero” è pieno di tempi morti e il rischio-noia è sempre dietro l’angolo.

Poi c’è torneo e torneo, perché un conto è il final table di un EPT Grand Final o di un WSOP Main Event, un altro è lo streaming di un torneo minore. E poi un conto è un tavolo finale giocato ultra-deep, un altro un contesto di struttura crollata in cui sono tutti o quasi in modalità “push-or-fold“. Insomma, i possibili ingredienti dello spettacolo del poker live sono tanti, dunque è praticamente impossibile determinare un modello vincente per tutte le stagioni.

I CARESSAS E IL MIX COI TECNICI: LA FORMULA GIUSTA PER GLI STREAMING DI POKER?

Meglio un professionista della comunicazione che conosca a menadito il poker, le sue dinamiche e i suoi personaggi, oppure dei giornalisti esterni a un settore di cui sono comunque appassionati? Un intrattenitore o un tecnico che sappia spiegare le possibili ragioni di una cold 4-bet o di un bluffone sul river? Al recente final table dell’EPT Montecarlo, abbiamo avuto un interessante esempio di contaminazione, o meglio integrazione tra qualità diverse. I Caressas ci mettevano il mestiere e la licenza di fare battute su chiunque, essendo in qualche modo giustificabile il fatto che gran parte dei giocatori fosse per loro ignota. Fang e Fabretti aggiungevano elementi di tecnica e “grammatica” pokeristica, per non perdere il filo sullo svolgimento del gioco e provare a dare ad esso qualche interpretazione. Alberto Russo, gestiva e sintetizzava il tutto da perfetto padrone di casa.

I due fratelli hanno portato entrambi una grande riconoscibilità, uno derivante da oltre 20 anni di carriera nel calcio e l’altro dai tempi di PokerItalia24, tempi in cui “offendere” bonariamente un giocatore per una mossa un po’ azzardata era la norma.

Ovviamente, questo tipo di disinvoltura non possono permettersela Fang, Fabretti e Russo, dovendo mantenere un certo obbligatorio distacco. Questo doppio registro comunicativo ha funzionato, e il management di PokerStars si darà da fare per affinare ancora meglio il prodotto nella prossima stagione dello European Poker Tour.

L’ESEMPIO DELLE WSOP

Intanto, tra poco meno di un mese iniziano le World Series Of Poker di Las Vegas, che hanno invece delle formule molto ben oliate da anni. Il classicone delle WSOP è rappresentato dal duo Lon McEachern-Norman Chad, che per anni ci hanno accompagnato nei vari Main Event. Sia McEachern che Chad hanno alle spalle lunghe carriere da giornalisti sportivi, poi specializzatisi nel poker. Al duo, negli ultimi anni, si sono aggiunte altre voci più tecniche di player molto abili anche con il microfono come Maria Ho e Will Jaffe.

L’intesa tra i vari commentatori WSOP è pressoché perfetta, perché nei vari showdown, allin preflop e altre situazioni piuttosto “semplici” è la dimensione dell’intrattenimento puro a farla da padrona, mentre in spot complicati sono le voci tecniche a prendere maggiormente le redini della cronaca.

LA GENERAZIONE DEGLI STREAMER: PREGI E DIFETTI

Ci sono poi le nuove generazioni di commento ai tavoli televisivi, ed è quella degli streamer. Parliamo di ragazzi e ragazze che hanno fatto e fanno lunghe ore di dirette su Twitch, raccontando fondamentalmente tavoli di MTT online, ma sviluppando grande sintonia con il proprio pubblico, condividendo ragionamenti e linee di gioco ma non solo. Gli streamer sono un’alternativa possibile per i commenti dei tornei live, anche se in genere presentano un problema di linguaggio. Il pubblico dei follower su Twitch è mediamente molto più edotto a slang pokeristico e terminologie anglofone, anche brutalmente italianizzate, cosa questa che può invece risultare un po’ indigesta al grande pubblico come quello di un EPT.

Il segreto, forse, è quello di continuare a sperimentare per trovare la formula migliore di raccontare le tante ore di diretta pokeristica. Non dimenticando mai che l’appassionato vuole sì imparare cose nuove, ma soprattutto divertirsi.

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