Tuesday, 23rd July 2024 03:26
Home / Non ci sarà mai più nessuno come Dario Minieri

Il prossimo 10 febbraio compirà quarant’anni, ma per tutti gli appassionati di Texas Hold’em è e rimarrà sempre “Darietto”, con quell’apparenza da elfo con i poteri magici del pokerista. Parliamo ovviamente di Dario Minieri, uno dei giocatori più capaci, nella storia del giochino, di accendere i cuori degli appassionati.

DARIO MINIERI, SEMPRE UNO DEI PIÙ AMATI

Nato a Roma il 10 febbraio del 1985, Dario Minieri si avvicina al poker grazie a un altro dei giochi che hanno catalizzato l’attenzione dei giovani e giovanissimi a partire dai primi anni 2000: Magic: The Gathering.

Quel gioco di carte collezionabili, così intriso di strategia e di gestione del rischio, è stato la palestra per tantissimi giocatori divenuti poi professionisti o addirittura campioni di poker: David Williams, Shaun Deeb, Bryn Kenney e, per rimanere in Italia, Rocco Palumbo, Flavio Ferrari Zumbini, Andrea Dato, Pierpaolo Fabretti, Stefano Fiore e diversi altri.

A metà circa degli anni 2000, la “scuola romana” del Magic si trasferì armi e bagagli al poker, portando in esso i canoni di un gioco iperaggressivo che hanno sconvolto le dinamiche del gioco. Nella seconda metà del decennio, nel poker online arrivarono i giovani leoni che portarono il No Limit Hold’em su un altro livello. Già nel preflop, tantissime 3-bet e 4-bet a mettere pressione con range molto ampi di mani, qualcosa che prima non si era mai vista e che oggi sembra persino superata, ma solo perché l’evoluzione del gioco è qualcosa di continuo e inarrestabile.

LA PORSCHE E L’ASSALTO ALL’EPT

Così, da signor nessuno, Dario inizia a farsi notare sulla piattaforma internazionale di PokerStars. Il suo nickname “dariominieri” diventa presto uno dei più ricercati dai “railbirds“, ovvero gli osservatori esterni che amavano aprire i tavoli dei tornei e tavoli cash game per seguire le gesta dei giocatori più famosi e imparare qualcosa di nuovo.

Dario diventa un inquilino abituale dei sit’n go high stakes, in particolare quelli heads up, dei quali si segnala come uno dei più forti specialisti. Le tantissime partite giocate lo portano a scalare i livelli del Vip System della room dalla picca rossa. La sua popolarità diventa planetaria quando diventa il primo giocatore, nella storia del poker online, a comprare una Porsche con gli FPP, i punti dell’allora Vip System di PokerStars.

L’European Poker Tour diventa il suo terreno di caccia preferito, perché nei tornei live la sua aggressività faceva ancora più la differenza rispetto a quanto avveniva online. Dopo il primo ITM al Grand Final di Montecarlo nel 2006, arriva il 3° posto nella tappa di Baden sempre nel 2006. Dario Minieri diventa un giocatore sponsorizzato di PokerStars e un’icona pokeristica sempre più ricercata. Il suo terzo posto all’EPT Sanremo 2008, dietro a Jason Mercier e Anthony Lellouche, rimane forse il più grande rimpianto non solo nella sua carriera, ma nella storia del poker italiano.

Nella stessa estate, però, Dario Minieri trova il suo successo più importante, vincendo il braccialetto da campione del mondo a Las Vegas, in un evento da 2.500$ di buy-in. La sua stella brilla ancora per qualche anno, nonostante gli avversari gli abbiano gradualmente preso le misure. Come si diceva prima, il poker si evolve di continuo e i giocatori adottano correttivi alle strategie, per affinarle e migliorarle anche e soprattutto in base alle caratteristiche dell’avversario che si trova di fronte.

IL DECLINO E L’IMMORTALITÀ POKERISTICA

In questo è forse mancato, Dario Minieri. Il campione romano non ha mai realmente conosciuto la parola “controllo“, se fosse un’automobile sarebbe un modello senza freno a mano. Questo è ovviamente un limite grosso, da un punto di vista tecnico, ma dall’altra parte è qualcosa che ha contribuito a creare il grande fascino intorno al suo personaggio. Dario Minieri al tavolo da poker è quello che ognuno di noi ha sognato almeno una volta di essere, uno capace di attaccare tutti, in qualsiasi momento e con qualsiasi coppia di carte, di bluffare contro chiunque in qualsiasi momento.

Dario Minieri è stato un esempio di coraggio pokeristico come pochi altri in precedenza, forse pareggiato dal solo Viktor “Isildur1” Blom. Come lo svedese, Dario Minieri era un fenomeno capace di mille ragionamenti in pochi secondi, qualcosa che oggi in molti fanno aiutandosi con i solver. E forse proprio per questo, la nostalgia di attaccanti puri come Dario è anche la nostalgia di un poker che non esiste più. E non perché quello di una volta fosse migliore: il gioco di oggi è molto più evoluto e perfezionato, ma il fascino pionieristico dell’aggressività alla Minieri rimarrà per sempre nel cuore di chi ha vissuto quel meraviglioso periodo.

AH COME GIOCAVA DARIO!

In questo video, tratto da un episodio del PokerStars Big Game, c’è tutto il bello dello stile di Dario Minieri al tavolo, che costò un bel “tilt” al malcapitato Phil Hellmuth…

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