Sunday, 12th April 2026 12:26
Home / Le differenze tra il poker all’italiana e il Texas Hold’Em

Nel Bel Paese, il 5-card draw short deck, più noto come poker tradizionale o poker all’italiana, è stata per decenni la variante più popolare, e probabilmente continua ad esserlo anche oggi, mentre la mania del poker Texas Hold’Em è arrivata fino a qui conquistando migliaia di grinder.

Sebbene sempre di poker si tratti, le differenze tra i due giochi sono molte, e non sempre è facile entrare nell’ottica del No Limit Hold’Em quando siamo abituati al poker italiano o viceversa. Per questo motivo abbiamo deciso di spiegare le differenze principiali tra il poker tradizionale e quello alla texana.

Le puntate iniziali

Il poker all’italiana può avere alcune differenze tra regione e regione, ma tipicamente tutti i partecipanti prima di ricevere le carte pagano l’invito, una cifra fissa da versare nel piatto all’inizio di ogni mano.

A quel punto, in ordine a partire dal giocatore dopo il mazziere, ogni giocatore può aprire il gioco se ha in mano almeno una coppia di J o un progetto di scala reale, e se nessuno soddisfa il requisito si ri-distribuiscono le carte puntando adesso a una coppia di Q, poi K, poi A, e infine si ritorna ai J. Dopo l’apertura, i giocatori possono giocare normalmente con qualsiasi mano.

Nel Texas Hold’Em ci sono delle differenze: le puntate iniziali di solito sono piccolo e grande buio (small blind e big blind) che vengono versate rispettivamente dal giocatore alla sinistra del dealer e dal giocatore ancora più a sinistra. Il grande vale tipicamente il doppio del piccolo, e in certe situazioni possono esserci anche le ante, una puntata obbligatoria da parte di tutto il tavolo.

Il giocatore alla sinistra del grande buio inizia la mano, e può decidere di rilanciare, chiamare o passare a prescindere dalla mano in suo possesso. Non c’è quindi un punto minimo per giocare.

I bui si considerano parte della puntata totale, quindi se un giocatore rilancia per esempio €5 e il giocatore sul big blind ha già messo €2 di buio, potrà aggiungere solo €3 per chiamare.

Nel poker Texas Hold’Em si ricevono solo due carte

Se sei un giocatore del poker tradizionale italiano alla tua prima esperienza con il Texas Hold’Em, dopo la seconda carta distribuita potresti essere ancora in attesa…

Sì, anche se il poker è tradizionalmente a cinque carte, nella variante texana i giocatori ne ricevono solo due in mano. L’obiettivo sarà comunque quello di chiudere il miglior punto formato da cinque carte, utilizzando quelle in mano e quelle comuni di cui stiamo per parlare).

Inoltre non ci sarà nessuna fase di cambio carte. Bisogna determinare se le due in nostro possesso hanno abbastanza potenziale per chiudere un buon punto con le carte che dovranno ancora uscire, in caso contrario passare.

Le carte comuni e i giri di puntata

Per chiudere un punto a cinque carte nel Texas Hold’Em, è necessario utilizzare le common cards, le cinque carte comuni che si dividono in flop, turn e river.

In pratica, ogni giocatore avrà a disposizione fino a sette carte (due in mano e cinque condivise) e tra queste dovrà creare la miglior mano a cinque carte. Potrà usarne tre dal board e due dalla propria mano, oppure quattro dal board e una dalla mano, oppure tutte e cinque quelle del board.

Nel poker italiano esistono solo due giri di puntata: una iniziale, prima del cambio carte, e una successiva al cambio delle carte.

Quando si gioca a Texas Hold’Em, invece, bisogna tenere in considerazione che possono verificarsi fino a quattro giri di puntate: una al preflop, quando vengono distribuite le carte, una al flop, una al turn e infine una al river, ovvero ogni volta che vengono rivelate una o più carte comuni.

La differenza di informazioni tra Hold’Em e poker italiano

Il poker è un gioco d’informazione, si dice: ogni cosa che conosciamo può essere utile per effettuare la scelta migliore.

Nel poker italiano abbiamo bisogno di un pizzico di intuito in più, perché le informazioni in nostro possesso sono molto limitate: possiamo trarre conclusioni dal numero di carte cambiate dagli avversari, le loro puntate, e al più dalle carte che abbiamo scartato.

Grazie alle carte comuni nel Texas Hold’Em abbiamo una panoramica più chiara della situazione e dei punti possibili in mano ai nostri avversari. Per esempio con un board che dice 2-4-5-9-9, siamo certi che nessuno possa avere poker d’assi, ma al massimo di nove, sappiamo quale sia il punto più alto possibile e di conseguenza quanto valga il nostro punto relativamente.

In più con quattro giri di puntate possiamo trarre delle conclusioni sulla forza del nostro avversario, in base alle puntate e alle carte che escono. Per fare un esempio, se ci sono due carte di cuori al flop e l’avversario chiama la nostra puntata, al turn esce il terzo cuori e punta… sicuramente il colore è una possibilità concreta.

In entrambi i giochi valgono altre considerazioni come i tell, il linguaggio del corpo, e altro. Più sappiamo meglio è!

I punteggi. Chi vince tra full e colore?

La differenza tra un mazzo di 52 carte (che si usa nel Texas Hold’Em) e un mazzo ridotto (come nel poker all’italiana) si ripercuote sul valore dei punti. Ed è bene non dimenticarsi di queste differenze importanti e potenzialmente costose!

La prima, più nota e forse importante, è che nel poker tradizionale il colore batte il full, mentre nel Texas Hold’Em il full batte il colore.

A proposito di colori, nel poker tradizionale esiste la gerarchia tra semi, che è diventata famosa per la frasetta “come quando fuori piove” che richiama “cuori quadri fiori picche”, ovvero l’ordine decrescente di valore tra semi.

Per quanto da regolamento non esista tale differenza nemmeno nel 5-card draw, è ormai prassi consolidata. Nell’Hold’Em non esiste un colore più forte di un altro… e comunque è impossibile che ci siano due colori di semi diversi in gioco.

Un altro mito popolare è il valore “circolare” delle scale, dove la scala bassa batte la scala alta, ma viene battuta dalle scale medie. In entrambi i giochi la scala alta A-K-Q-J-10 è la migliore tra le scale possibili.

Per il resto c’è una piccola differenza nella frequenza dei punti possibili, ma non ha una grande rilevanza.

Abbiamo visto quindi le differenze principali tra due giochi che hanno molte cose in comune, eppure è come se fossero agli estremi opposti. Entrambi restano comunque divertenti e appassionanti, e tu quale preferisci?

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