Gus Hansen è una sorta di spartiacque generazionale, nel mondo del poker. Se lo conosci, indipendentemente dal fatto che lo ami o lo odi, significa che hai iniziato ad appassionarti al poker dalla metà degli anni 2000. Dunque, molto probabilmente oggi non avrai 20 anni. Sì, perché negli ultimi anni le apparizioni di Gus si sono assai diradate, quindi è assai improbabile che il suo personaggio abbia attratto le ultime generazioni di pokeristi. Tuttavia, si tratta di un personaggio unico che vale la pena approfondire.
GUS HANSEN, DALLO SPORT AL BACKGAMMON AL POKER
Nato a Copenhagen nel 1974, Gus manifesta fin da giovane un evidente spirito competitivo e una naturale attitudine a diversi sport, in particolare il tennis. In tal senso, la sua parabola ricorda un po’ quella di Patrik Antonius poiché, come accaduto al finnico, anche Gus Hansen deve abbandonare ogni velleità di professionismo per via di un infortunio.
Lo spirito competitivo invece non patisce mal di schiena o menischi vari, ed ecco che il giovane Gus convoglia la sua brama di primeggiare nel backgammon. Questo gioco, misto di matematica, strategia e una componente aleatoria come il poker, è molto diffuso in tutta la Scandinavia e in Danimarca in particolare. Dunque, il fatto di diventare il più forte giovane “backgammonista” danese lo fa diventare già un personaggio piuttosto noto.
Ad ogni modo, quello con il backgammon sarà per Gus un rapporto come quello con un’amante, che fa la sua vita ma poi è pronta a riaccoglierti tra le sue braccia quando torni dalle sue parti, come se ci si fosse lasciati solo poche ore prima.
IL VIAGGIO IN USA E IL COLPO DI FULMINE: IL TEXAS HOLD’EM
Verso la fine del vecchio millennio, Gus Hansen si trasferisce negli Stati Uniti, nelle intenzioni originarie per iscriversi all’Università e fare un po’ di vacanza. Tuttavia, come tanti altri futuri campioni americani conosce il poker negli home game tra studenti, ed è il classico colpo di fulmine. Gus ha appena imparato le regole del gioco, ma l’esperienza con il backgammon ha in qualche modo preparato la sua mente ai processi di pensiero del Texas Hold’em, dove pensare due o tre mosse in anticipo rispetto ai tuoi avversari è un vantaggio indispensabile per fare soldi. Così accade, e Gus inizia a capire che il suo futuro è nel No Limit Hold’em.
LO STILE UNICO DI GUS HANSEN: PRIMA LO RENDE FAMOSO…
Nel suo processo di trasformazione da novellino a pokerista professionista, Gus Hansen matura la consapevolezza di dover fare qualcosa di diverso dai suoi avversari, pensare fuori dagli schemi, sorprenderli e toglierli dalla comfort zone. Nasce così un gioco che allora (siamo sul finire degli anni ’90), non faceva praticamente nessuno, una serie di rilanci e controrilanci e l’abitudine a “degustare” un numero indefinito di flop. In tal modo, da un lato affina la parte di strategia improntata all’aggressività preflop, dall’altra matura una grandissima conoscenza del poker postflop, che lo aiuterà tantissimo a diventare uno spettacolare lettore del gioco.
Arrivano i primi grandi successi e una notorietà che era solo questione di tempo, perché nei tavoli televisivi che iniziano a venire trasmessi in tutto il mondo lui è uno dei giocatori più divertenti in assoluto, perché non sai mai cosa devi aspettarti da lui e il pubblico impazzisce a vederlo bluffare con mani trash.
…POI LO FA PRIGIONIERO
Gus vince un paio di WPT e inizia a cimentarsi anche nel cash game high stakes online, cosa che lo farà diventare ancora più famoso, ma che alla lunga sarà anche la sua rovina. Da pro di Full Tilt vince e perde cifre inimmaginabili, ma con il tempo i segni meno diventano sempre molto maggiori dei segni più.
Con il Black Friday, di fatto, finisce la sua avventura nel cash game online, conclusa come uno dei più perdenti in assoluto. Eppure, Gus continua ad essere tra i personaggi più amati di tutto il mondo del poker, ogni sua presenza in un tavolo o cash game televisivo fa registrare numeri altissimi, ma purtroppo qualcosa si è incrinato, nel gioco un tempo spumeggiante di “The Great Dane”.
IL “BUEN RETIRO” E IL RITORNO AGLI SPORT
Gus, da uomo intelligente, si fa delle domande e si allontana per un certo periodo dalle luci dei riflettori. Di fatto non ci tornerà mai più, nell’agone vero e proprio. Gus Hansen preferisce di gran lunga le partite private della Bobby’s Room, la leggendaria sala all’interno del Bellagio dove da anni giocano i migliori al mondo, misurandosi un po’ su tutte le varianti.
Gus Hansen torna a dedicarsi allo sport, anzi AGLI sport: squash, badminton, racketlon fino all’immancabile padel, rappresentando anche la Danimarca in alcuni tornei insieme a Jasper Hougaard, a sua volta ex atleta e giocatore di poker professionista, con due braccialetti WSOP in palmares. Ogni tanto, Gus Hansen torna anche al vecchio amore del backgammon.
Il poker, invece, può aspettare. Gus Hansen mette su famiglia e diventa papà in pieno periodo Covid. Per un periodo intraprende per la prima volta in vita sua un lavoro “normale” (contabile in un’azienda), ma non fa per lui. Per Gus Hansen la sia vita è gioco e competizione, dunque aspettiamo presto di rivederlo come in una delle sue celeberrime ospitate, come in questa vecchia puntata dello Shark Cage di PokerStars.
Visualizza altri blog
Impara a giocare a poker con Pokerstars Learn, esercitati con l'app di PokerStars
Prova la nostra classifica gratuita Scholars per mettere alla prova le tue nuove abilità.