C’è stato un periodo, abbastanza lungo, in cui sembrava che gli italiani avessero addosso una sorta di maledizione, nell’European Poker Tour. Poi arrivò Salvatore Bonavena, con un hero call che cambiò tutto. O meglio, pose le condizioni affinché un lungo digiuno si interrompesse.
L’EPT, GLI ITALIANI E LA MALEDIZIONE
L’European Poker Tour di PokerStars esisteva da 4 anni e in Italia era ormai boom dei tornei di poker live, al punto che proprio nel 2008 c’era stata la prima tappa italiana nella storia del circuito, con Sanremo.
I nostri giocatori, però, sembrava avessero una maledizione. Ci eravamo andati vicini con Luca Pagano nella primissima tappa di Barcellona (3°) e altre due volte (8° a Deauville 2004, 6° a Montecarlo 2008), con Dario Alioto (7° a Barcellona 2005), Dario Minieri (3° a Baden 2006, a Sanremo 2008 e a Varsavia 2008), Cristiano Blanco (2° a Dortmund 2007), Gino Alacqua (2° a Praga 2007, 6° a Budapest 2008), Daniele Mazzia (4° a Barcellona 2008), Marino Serenelli (5° a Budapest 2008) e Andrea Benelli (7° a Varsavia 2008).
In trentasette tornei avevamo accumulato tredici finalisti, due secondi posti, quattro terzi posti ma nessuna vittoria. Sembrava, appunto, una maledizione, per uno dei paesi che portavano più giocatori nel circuito.
EPT PRAGA 2008: IL MOMENTO GIUSTO
Si arriva così al dicembre 2008, quando l’Hilton di Praga ospita una tappa EPT per la seconda volta dopo i 555 iscritti dell’anno precedente. Il successo si ripete, perché gli iscritti sono 570. Anche stavolta gli italiani si presentano in gran numero e tre dei nostri raggiungono il tavolo finale: Salvatore Bonavena, Massimo Di Cicco e Franco Cirianni. Sembra la volta buona.
Una storia nella storia riguarda proprio Bonavena, che nella giornata precedente aveva messo a segno una rimonta sensazionale. Il calabrese partiva da 32° su 32 rimasti a 36.500 chips, pari a nemmeno 8 big blinds, visto che si riprendeva dal livello 2.500/5.000. A fine day 3, quelle chips erano diventate 1.400.000 e Salvatore era chipleader del tavolo finale!
Il tutto, grazie a questo “coolerino”…
L'HERO CALL DI SALVATORE BONAVENA CHE CAMBIÒ TUTTO
Si giunge così a 3 left. La sensazione che possa essere la volta buona è sempre più forte, perché due dei tre sono italiani, ma c'è un problema che si chiama Andrew Chen. Il giovane canadese è davvero bravo e insegue abbastanza da vicino Salvatore Bonavena che è sempre chipleader a 2,36 milioni, mentre Massimo Di Cicco è più indietro a circa 1 milione, peraltro dopo avere appena raddoppiato ai danni del connazionale.
Si gioca su livello 30.000/60.000 ante 6.000 e Chen, dopo fold di Di Cicco da bottone, completa da small blind con Q♥ 7♣. Salvatore Bonavena spilla Q♣ 3♦ e decide di checkare la sua opzione. Si va pertanto al flop K♠ K♥ 3♠ che lega la mano del calabrese, dandogli una doppia coppia. Chen decide di puntare 75.000 e Salvatore, dopo qualche istante di attesa, fa call.
Il turn è un A♥ e la linea del canadese si fa più aggressiva: la puntata è stavolta da 180.000, Bonavena si prende un po' più di tempo ma fa ancora call.
Con il piatto diventato da quasi 650mila fiches, si giunge così al river 8♥. Chen prova a completare la terza strada in bluff, puntando ben 500.000. Salvatore Bonavena deglutisce, riflette una trentina di secondi e poi dichiara call, esultando poi alla vista del bluff avversario.
Si tratta di un hero call dall'enorme importanza, perché depotenzia assai lo stack e la fiducia di Andrew Chen, il quale infatti uscirà poco dopo in terza posizione, mentre Bonavena e Di Cicco si giocheranno in heads up la prima picca italiana della storia.
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