Tuesday, 16th April 2024 14:11
Home / Hossein Ensan, campione e gentiluomo

Quanti giocatori conoscete che, magari dopo la vittoria di un torneo online da 10€, si sentono improvvisamente fenomeni e guardano tutti dall’alto in basso? A costoro, dovreste portare come esempio da seguire Hossein Ensan, un giocatore che ha vinto e vince moltissimo, ma rimane estremamente umile, oltre ad essere noto per la sua grande correttezza al tavolo.

HOSSEIN ENSAN, L’EX IMBIANCHINO CHE DIVENNE CAMPIONE DI POKER

Nato in Iran nel 1964, Hossein Ensan emigra in Germania nell’anno della caduta del Muro di Berlino, nel 1989, quando aveva 25 anni. Studia Ingegneria civile, ma ha già una moglie e una figlia e non riesce a stare dietro con le spese. Così comincia a fare diversi tipi di lavori, dal cameriere all’imbianchino al tassista. Con tanti sacrifici riesce a mettere soldi da parte, per mettere su una piccola agenzia di taxi con più veicoli. A quasi 40 anni, poi, scopre il poker. Con il No Limit Hold’em è amore a prima vista, pur essendo legato – come tanti della sua età – al più classico poker a 5 carte.

Negli anni ’10 inizia a frequentare i circuiti tedeschi e internazionali di tornei live, dove dimostra di avere le qualità che servono per andare avanti nel poker: calma, attenzione ai particolari e sangue freddo. Nel 2014 vince un seniors Event all’EPT Barcellona e il circuito organizzato da PokerStars diviene in breve tempo il suo preferito. Nello stesso festival piazza poi il colpaccio, arrivando terzo al Main Event, davanti al nostro Andrea Dato che aveva chiuso 4°. I 652mila euro vinti gli danno ancor maggiore convinzione dei suoi mezzi, e così si arriva alla picca più importante: quella vinta al Main Event dell’EPT Praga 2015.

IL SUO CAPOLAVORO È UN GRAN DISPIACERE ALL’ITALIA

Hossein Ensan continua a centrare risultati, ma non è ancora finita. Il suo vero capolavoro arriva nell’estate del 2019, quando si qualifica al tavolo finale del WSOP Main Event e infine riesce a vincerlo, in un memorabile heads up contro il nostro Dario Sammartino.
Lì Ensan ha dato prova di grande sensibilità di tavolo, un talento nel saper chiamare con mani anche marginali o piazzare un bluff al momento giusto.

Soprattutto, però, mostra sempre un’incredibile umiltà. “Sono un semplice imbianchino”, diceva in fase di presentazione al tavolo finale, e anche dopo avere trionfato nel campionato del mondo di poker, si schermisce ammettendo di essere stato fortunato. In realtà la fortuna ovviamente c’entra, ma i meriti di Ensan sono sicuramente più alti di quanto egli stesso ammetta.

HOSSEIN ENSAN E UN GESTO DI GRANDE CORRETTEZZA

Chiudiamo questo profilo del campione tedesco-iraniano con il video di una mano che lo identifica alla perfezione. Lo spot è accaduto durante l’heads up dell’EPT Praga Main Event 2015.

Arriviamo sul river 10 A 5 2 6, conoscere l’action precedente sarebbe sempre interessante ma in questo caso non è necessario, poiché c’entrano molto di più l’immagine che ognuno aveva dell’avversario, e soprattutto il comportamento di Ensan. Il tedesco parla per primo e punta 400.000 su un piatto da 1.500.000 chips, avendo niente di più che Q 5. Sul bottone/small blind siede il suo rivale per il titolo, il russo Gleb Tremzin, che era leggermente in vantaggio prima della mano, a circa 16 milioni contro 15. Tremzin ha il cosiddetto nulla cosmico, 8 4, ma con poche esitazioni decide di rilanciare fino a 2,3 milioni. Ensan dà un occhio alle sue carte, si aggiusta le chips, le prepara in un’unica pila e li spinge in avanti, per una mini-3bet da 4,6 milioni.

All’apparenza, Tremzin fa call ma sarebbe un call davvero strano, considerando ciò che ha in mano. Infatti, Glem sostiene di aver detto “good call” per complimentarsi con il tedesco, nella convinzione che egli avesse fatto call.
Ensan aveva invece correttamente impilato le chips spingendole davanti con un unico movimento, dunque l’orientamento sembra quello di costringere il russo al call. Tremzin cerca di spiegare le sue ragioni, ma a tagliare la testa al proverbiale toro pensa Hossein Ensan: “Ok signori, facciamo così: Va bene così, non ne voglio di più”, dice per chiudere lì la questione. Ensan aveva capito l’errore in buona fede dell’avversario, che così evita di pagare 2,3 milioni in più per la sua disattenzione, come i floormen erano invece propensi a imporgli.

Questa è solo una delle dimostrazioni di grande sportività del tedesco, che lo rendono un giocatore sempre gradito al tavolo e stimato dai colleghi.

Qui il video: l’episodio è il numero 4 di questa top 5 di mani controverse.

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