Dopo un periodo intenso in cui i report dell’ICOOP e del Sunday Million Live l’hanno fatta da padrone, il Blog di PokerStars torna ad occuparsi delle mani più belle che si sono giocate nel circuito European poker Tour.
Anche oggi la nostra attenzione si posa su quello che è stato il Main Event del trionfo di Manuel Ferrari, giocatore che si è posto alla ribalta del poker internazionale, vincendo tutta una serie di tornei, prima della sua consacrazione di Barcellona nell’estate del 2026.
La mano tra Manuel Ferrari e Xiaosheng Zheng
Il colpo sul quale vogliamo porre l’accento, è quello che ha visto protagonista il nostro giocatore contro il cinese Zheng, colpo per il quale si sono dette e scritte tantissime parole, soprattutto per come Ferrari ha condotto ogni strada, giocando aggressivo dal pre flop fino al river.
A cinque giocatori rimasti, con bui 125.000/250.000 e Big Blind Ante da 250.000, Manuel Ferrari comanda il tavolo con circa 18 milioni in chip e decide di sfruttare la propria posizione di forza per mettere sotto pressione Xiaosheng Zheng.
L’azzurro apre da bottone con K♦5♦ dopo il fold di chi parlava prima e trova il call del cinese con una coppia di 7 da Small Blind, 7♠7♣, costruisce un bluff su tre strade, fino all’all-in al river. Zheng resiste alle prime due puntate, ma davanti all’ultima, pesantissima bet di Ferrari, utilizza due time bank e decide di passare la mano migliore.
Manuel Ferrari courtesy PokerStars & Manuel Kovsca
L’apertura da bottone di Manuel Ferrari
Ferrari apre a 500.000, esattamente 2 big blind. Una scelta perfettamente coerente con la posizione e con le dinamiche di un tavolo a cinque giocatori: il bottone consente di utilizzare un range particolarmente ampio, mentre lo stack da chip leader rappresenta un’ulteriore arma contro avversari costretti a considerare le conseguenze economiche di un’eventuale eliminazione.
Zheng difende dallo small blind, preferendo il call alla 3-bet. Una scelta che mantiene nel piatto diverse mani dominate, ma che presenta uno svantaggio evidente: il cinese non prende l’inerzia del colpo e sarà costretto a giocare fuori posizione per tutte le strade successive, peraltro dando ulteriori odds al grande buio, che però si dilegua con una mano marginale.
Quella di Zheng è una scelta conservativa che non ha nulla di sbagliato, considerati i due stack, 18,5 e 11,5 milioni circa, evita le 3bet che possono costargli care, per poi rivalutare strada per strada.
La continuation bet al flop
Sul flop giocato in heads up dai due, il dealer gira un baby board che più baby non si può: 4♦3♣2♣, carte che aprono una scala bilaterale all’italiano che la chiuderebbe con un Asso o con un 6.
La continuation bet di 600.000 su un piatto di 1,5 milioni, pari al 40%, permette all’italiano di combinare fold equity e possibilità di miglioramento: il board non favorisce necessariamente tutto il suo range di apertura, perché Zheng può difendere numerose coppie e combinazioni connesse, ma il progetto rende la puntata di Ferrari tecnicamente sensata.
Va da sé che Zheng non possa abbandonare il colpo e a questo punto val e il discorso fatto per il preflop, la sua coppia è un’ottima mano relativa, superiore a numerose continuation bet in bluff e ai progetti presenti nel range avversario. Il call appare quindi una scelta naturale, senza necessità di trasformare una mano con buon valore di showdown in un rilancio che si espone a 3bet letali di un giocatore forte come Ferrari.
Xiaosheng Zheng courtesy PokerStars & Manuel Kovsca
Il 3 che raddoppia il board
Il turn si accoppia quando casca un 3♥, lasciando invariato il progetto di scala dell’italiano. Dopo il secondo check di Zheng, Ferrari punta 1,8 milioni su 2,7 milioni, utilizzando una size pari a circa il 67% del piatto.
Zheng chiama ancora. La decisione è comprensibile, poiché la coppia di sette continua a battere tutti i progetti mancati e numerosi bluff, tuttavia, il call porta il piatto a 6,3 milioni e prepara una situazione estremamente delicata al river, visto che il cinese ha ormai investito circa tre milioni complessivi e sa che un’altra puntata importante potrebbe compromettere la sua permanenza nel torneo.
Il classico 2 di picche…
Il river “double-paira” il board. Significa che il 2♠ forma una doppia coppia sul tavolo, per una situazione che fa accrescere il valore di tutti kicker come una Asso che è presente nel range ipotetico di entrambi i protagonisti della mano, per queste 5 carte comuni: 4♦3♣2♣3♥2♠.
Ferrari manca la scala e non possiede un punto capace di battere la coppia di sette: tecnicamente ha doppia coppia di tre e due con kicker re, mentre Zheng dispone di doppia coppia di sette e tre.
Dopo il terzo check del cinese, Ferrari utilizza una time extension e annuncia l’all-in per 16,1 milioni, una puntata superiore a due volte e mezzo il piatto. Zheng, che ha ancora circa 8,5 milioni, viene messo alla prova per tutto il proprio stack residuo e deve decidere se giocarsi il torneo.
È una puntata estremamente polarizzata, con la quale Ferrari rappresenta principalmente full house, tris e scale, oppure bluff senza sufficiente valore di showdown, sta a Zheng la lettura.
Il cinese folda e lascia il passo ad un incremento sostanziale di Ferrari che rafforza la sua leadership toccando quota 22,5 milioni circa.
Perché è super il bluff di Ferrari
In semplice chip EV, la soglia teorica per il call è circa il 36,4% di equity. In un tavolo finale a cinque giocatori, l’ICM può richiedere una soglia più elevata, ed è proprio questo il caso, con scalini che spostano carriere pokeristiche come quello tra il quinto e il quarto posto dell’European Poker Tour di Barcellona.
Ecco il payout di fine torneo:
| Posizione | Giocatore | Provenienza | Premio |
|---|---|---|---|
| 1 | Manuel Ferrari | Italy | €1,002,488* |
| 2 | Lukas van Eeden | Netherlands | €927,420* |
| 3 | Jose Criado | Spain | €910,642* |
| 4 | Xiaosheng Zheng | China | €471,250 |
| 5 | Michael Dwyer | Ireland | €362,500 |
In quel momento ballavano oltre 100.000 Euro tra il quinto e il quarto posto e, soprattutto, Zheng era in quel momento terzo nel count, con due giocatori short dietro di lui, Van Eden con 5,5 milioni e Dwyer con 3,8 milioni in chips.
L’aspetto più importante è che Ferrari non si limita a rappresentare forza attraverso una grande puntata. Costruisce progressivamente una situazione in cui il suo avversario, pur avendo una mano di discreto valore, deve mettere a rischio la propria sopravvivenza.
Il punto è che una situazione di pressione ICM può rendere redditizie linee estremamente aggressive contro avversari che difendono meno del necessario.
Manuel Ferrari courtesy PokerStars e Manuel Kovsca
La forza dello stack, della posizione, del giocatore
Questo colpo rappresenta un ottimo esempio di come la leadership in un torneo non debba essere interpretata soltanto come un vantaggio quantitativo in gettoni.
Ferrari utilizza il proprio stack come strumento di pressione, scegliendo una linea aggressiva su tre strade e costringendo Zheng a prendere la decisione più costosa possibile: chiamare per la propria eliminazione oppure rinunciare a una mano che, in quel momento, è vincente.
Il merito principale dell’italiano è aver riconosciuto la possibilità di trasformare una mano inizialmente dotata di buona equity in un bluff capace di sfruttare la struttura del torneo.
Resta una distinzione essenziale: il fold di Zheng non dimostra, da solo, né che il cinese abbia commesso un errore né che la linea di Ferrari sia teoricamente ottimale, ma la condotta prima e il risultato poi, denotano una grandissima capacità di Ferrari di saper gestire situazioni di questo tipo.
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