Sunday, 5th April 2026 02:54
Home / Analisi Mano: Maria Ho vs. Alexandra Botez, chiamare per perdere a volte conviene

Due protagoniste d’eccezione in uno scontro cash game dal formato particolare: la streamer e influencer scacchistica ormai appassionata di poker Alexandra Botez contro la professionista Maria Ho.

Perché format particolare? La Mystery Cash Challenge di PokerStars è un evento che unisce l’essenza del cash game al brivido del Mystery Bounty.

Sostanzialmente si gioca cash game con blinds €25/€50 e modalità pot limit preflop, no limit postflop. Si giocano sei round da 10 mani ciascuno, e all’ultima mano di ogni round, chi ha vinto almeno una mano può partecipare al bomb pot.

Il bomb pot vede tutti i qualificati giocare direttamente dal flop, e il vincitore di questa mano riceve un Mystery Bounty e un premio aggiuntivo e divertente, come la possibilità di scegliere un avversario che non può parlare per le prossime nove mani.

Insomma un format divertente con nomi di spicco del poker e grandi intrattenitori, ma non per questo meno tecnico e avvincente da un punto di vista pokeristico. Ora ve lo dimostriamo.

Ho 3-betta in posizione preflop

Dopo lo straddle di Sam Grafton, Alexandra Botez (€19.900) spilla AJ cutoff e rilancia fino a €200, Maria Ho (€10.700) dal bottone 3-betta con KQ in mano a €600 e riceve il call della scacchista.

Action decisamente standard, con due mani di buon valore. A-J è sicuramente nel range di apertura di cutoff, e K-Qs è una buona 3-bet in posizione perché blockera le mani più forti. Sapendo che il BTN può 3-bettare spesso, il call con A-J è buono, soprattutto giocando con stack effettivo 200x.

Non sempre è il momento di un check-raise

Sul panno cadono A84, una top pair per la Botez e un flush draw per Maria.

Alexandra bussa sul tavolo per indicare un check, che è la mossa più standard dopo aver chiamato la 3-bet di un avversario fuori posizione. Permette di indurre l’avversario a puntare con mani più deboli, e di foldare senza spese quando abbiamo una mano scarsa.

Maria Ho prende €550 e va in continuation bet, mossa perfetta perché ha un progetto di colore nuts, quindi può far foldare l’avversaria o avere comunque una buona equity in caso di call (36%), e perché avendo 3-bettato preflop rappresenta molti più assi di Alexandra.

Botez rilancia €1.600. Questa mossa non è consigliabile, perché in questo momento il range di Maria contiene mani più forti di quella di Alexandra (A-Q, A-K, A-A) e mani più deboli (A-X suited e bluff). Questo raise porta a foldare gran parte dei bluff e alcune mani più deboli, mentre troverà il call dalle mani più forti. Esattamente il contrario di quello che si vorrebbe!

Maria Ho giustamente chiama con il suo progetto di colore, pot odds perfette.

Al turn si calmano le acque…

Al turn si gira una Q, second pair per Maria Ho.

Dopo il check-raise al flop, Botez decide di checkare su questa donna al turn. Il piatto è di €4.575 e lo stack effettivo (quello di Maria Ho) è di €8.500.

La parola passa a Maria che si regala una carta checkando dietro. Con l’azione sospetta precedente, non c’è motivo di ingrossare il piatto ora che ha un po’ di valore allo showdown, ma non una mano davvero forte. In più ha la possibilità di chiudere il suo progetto senza investire altre chips.

Botez prende valore, ma Maria Ho chiama correttamente

Il river è un 3 e Alexandra Botez punta €1.500. Probabilmente, dopo il check behind di Maria, Botez tende ad escludere A-K e spera che non sia una trappola con A-Q o un set. Inoltre Botez con l’asso di cuori blockera gran parte di questo range, incluso un eventuale A-8 suited, di cui rimane solo la combo di picche.

Maria non esita a chiamare velocemente e a perdere allo showdown.

Visto il format particolare, che ricompensa chi vince la mano, si può pensare che si possa giocare un po’ più “light”, ma in questo caso entrambe le ragazze avevano già vinto una mano in precedenza, quindi non c’entra.

Semplicemente, l’action di Alexandra non è abbastanza convincente da foldare una second pair. Agli occhi di Maria, cosa può avere la Botez? Escludiamo A-K e altre monster perché avrebbero 4-bettato preflop, escludiamo gran parte delle two-pair perché avrebbero puntato al turn, così come i set 8-8 e 4-4.

Può essere che raramente ci sia A-Q che ha voluto andare in slowplay al turn, e c’è qualche A-X suited (non tutti perché non sempre vogliono essere giocati fuori posizione). Oltre a questo si trovano progetti di colore come J10 e 109, delle underpair come 9-9 o 7-7 che hanno provato a vincere il piatto al flop, e forse qualche bluff puro.

Non importa se vinci ora, conta solo l’EV

Insomma, Maria ha perso la mano, ma le riflessioni che l’hanno portata a giocare in questo modo rimangono corrette.

Nel poker non si può vincere sempre. Per citare lo storico Amarillo Slim: “Nessuno è sempre un vincitore, e chi dice di esserlo è un bugiardo o non gioca a poker“.

Quello che conta è cercare sempre di fare la mossa migliore, e che si vinca o che si perda, nel lungo termine il nostro bilancio tenderà al positivo.

Anche la matematica stessa lo spiega: le pot odds di Maria al river erano del 25% dato dal calcolo [1.500/(4.575+1.500)]. Questo significa che le bastava avere una chance più alta del 25% di vincere questa mano, per far sì che questa mossa si riveli vantaggiosa.

Articoli correlati

Ultimi Articoli

Impara a giocare a poker con Pokerstars Learn, esercitati con l'app di PokerStars

Prova la nostra classifica gratuita Scholars per mettere alla prova le tue nuove abilità.