Saturday, 15th August 2026 20:13
Home / La “qualità nascosta” di Michael Mizrachi

Pressoché tutti gli appassionati di poker conoscono Michael Mizrachi. Chi non frequenta l’ambiente del Texas Hold’em da abbastanza tempo per conoscerne le gesta della carriera, lo ha sicuramente scoperto in questa incredibile estate, con il titolo da campione del mondo di poker, il quarto Poker Players Championship e l’ingresso nella Poker Hall Of Fame.

COSA HA DI SPECIALE MICHAEL MIZRACHI?

Conosciuto i rudimenti dei giochi da casinò fin da ragazzo in famiglia in particolare grazie al fratello maggiore Robert, che era stato anche selezionato da Marcel Luske per il suo Circle of Outlaws, insieme ad altri talenti tra cui Noah Boeken e il nostro Luca Pagano, Michael Mizrachi ha avuto da subito un grande impatto al tavolo.

Sin da giovanissimo, si è dimostrato competitivo ovunque ci fosse un vantaggio da prendersi, a testimonianza di una qualità da vincente puro che non si può definire o insegnare, ma solo prenderne atto e ammirare.

Dopo tutti questi anni, Michael Mizrachi è diventato mostruosamente bravo praticamente in tutte le varianti conosciute del poker, anche se magari “tecnicamente” i migliori sono altri.

La bravura di “The Grinder” risiede in qualcosa che nemmeno lui ha saputo definire. Una volta, rispondendo a quale fosse il segreto del suo successo, ha detto “Vedo e capisco cose che altri non vedono o non capiscono, ma non saprei spiegarlo meglio.”

L’INTELLIGENZA EMOTIVA DI THE GRINDER

C’è una definizione per questo tipo di bravura e non è magia, o quella parola a quattro lettere che state tutti immaginando, che inizia per C e finisce per ULO. La qualità, che serve per molte altre cose oltre al tavolo da poker, si chiama “intelligenza emotiva.”

In generale, si definisce “intelligenza emotiva” un misto di consapevolezza sé, autocontrollo, motivazione, empatia e abilità sociale/relazionale. Al tavolo da poker, invece, si traduce con una capacità di essere sempre in controllo di ciò che accade intorno a sé, carpire tell, intimidire con uno sguardo, ma anche nel saper scegliere quando è il caso di prendere una linea fuori dagli schemi. Magari ciò si traduce in un bluffcatch, un hero call o un raise allin in bluff totale. In generale, l’intelligenza emotiva al tavolo da poker aiuta a trovare un modo per vincere, se c’è. Ed è esattamente quello che fa Michael Mizrachi.

L’ARTE “DIVINATORIA” DI MICHAEL MIZRACHI

Ma “The Grinder” ha anche qualità “divinatorie”. Le virgolette sono d’obbligo, ma vi accorgerete di cosa stiamo parlando guardando questo simpaticissimo video diffuso da PokerStars qualche giorno fa. Lo trovate al numero #4 di questa speciale classifica.

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