Alcuni mostri sacri del poker sono idolatrati, celebrati come meritano per il loro talento e le incredibili capacità che dimostrano al tavolo. Tuttavia, anche nel nostro gioco preferito nessuno è perfetto. Tutti possono sbagliare, anche leggende viventi come Phil Ivey. E a volte fanno anche errori da principianti, come i due che vi stiamo per mostrare.
PHIL IVEY E UNA MANO INGUARDABILE ALLA PCA 2013
Se seguite o studiate il poker da un po’, avrete capito che questo gioco non si giudica da un piatto vinto o perso, ma dalla bontà delle decisioni prese. I migliori giocatori al mondo sono quelli capaci di rendersi illeggibili o a loro volta di leggere alla perfezione l’avversario, di piazzare un bluff al momento giusto, ma soprattutto sono quelli capaci di prendere la decisione migliore sempre, o quasi.
Uno dei “quasi” più clamorosi di sempre, per Phil Ivey, è una giocata davvero “non da lui” effettuata non in un torneo qualunque, ma al Super High Roller da 100.000$ disputato nel 2013 alla PCA organizzata da PokerStars alle Bahamas. Al tempo si trattava di uno dei tornei più costosi della storia, e quando accade la mano che stiamo per raccontare sono rimasti in gioco 14 dei 43 iscritti. A premio vanno soltanto i primi 8, dunque non siamo ancora nella fase della bolla ma abbastanza vicini.
Siamo nel corso del livello 12.000/24.000 con ante 3.000, in un tavolo televisivo che vede la presenza, tra gli altri, di Phil Ivey, Antonio Esfandiari, Vanessa Selbst e David “Doc” Sands. Proprio Sands rilancia da early position a 57.000 con A♥ 5♥ e, dopo fold generale, tocca a Phil Ivey che si ritrova con 5♣ 2♣ sul big blind e decide di difendere. I giocatori sono piuttosto deep, avendo Sands prima della mano circa 1,7 milioni e Ivey circa 1,4 milioni. Dunque, i due giocano sui circa 60 big blinds effettivi di Ivey.
Il flop recita A♣ 5♦ 3♦ e Phil effettua un check-call sulla continuation bet a 64.000 di David. Il turn complica decisamente le cose, perché scende un 6♣. Sands è ancora nettamente avanti con la sua doppia coppia, ma Ivey adesso ha un progetto di colore più un incastro di scala. Ancora check di Phil, ma dopo la nuova puntata di Sands a 177.000 chips, stavolta Ivey decide di fare check-raise a 527.000. L’altro si prende qualche istante prima di andare allin, una mossa che copre Ivey il quale è chiamato a una decisione che vale il suo torneo. Dopo diversi minuti di riflessione, Ivey decide di chiamare seppur non troppo convinto, infatti quando Sands mostra le sue Ivey esclama “che stupido sono!”. Allo showdown, Phil ha circa il 27% di chance di vincere il piatto, grazie ai suoi 12 outs.
Il river 6♦ non cambia nulla e Phil Ivey esce clamorosamente dal torneo, in quattordicesima posizione e fuori dai premi. Un errore imperdonabile da uno come lui, l’essersi lasciato trascinare in una mano marginale e infine aver sprecato 60 big blinds in questo modo.
IL VIDEO DELLA MANO IVEY VS SANDS
QUANDO PHIL NON VIDE CHE LA SUA MANO ERA VINCENTE AL MAIN EVENT WSOP
Qualche anno prima, Phil Ivey ne aveva combinato una se possibile ancora peggiore. Sembra strano parlare così di uno dei giocatori più forti della storia, per molti il più forte al mondo tutt'ora, ma davvero certe sviste possono capitare a tutti. In questo caso siamo nel 2009 e anche qui non siamo in un torneo qualunque, ma addirittura al WSOP Main Event del 2009. Sono rimasti appena 26 dei 2494 iscritti, e tra questi c'è Phil Ivey, ancora una volta al TV table.
Sul livello 60.000/120.000, è lo stesso Ivey ad aprire i giochi da Under The Gun, rilanciando fino a 320.000 con 8♠ 8♦. Sul big blind siede Jordan Smith, che spilla A♦ 9♣ e risponde con una 3-bet a 1.000.000. Ivey chiama e si va al flop, che è 5♠ Q♥ 10♠. Entrambi i giocatori fanno check e si va al turn Q♠. I due decidono ancora di vedere una carta gratis e così si arriva al river che è un A♠.
Il colore chiuso con l'8 di picche rende vincente la mano di Phil, il quale però - incredibilmente - non se ne accorge. Ivey chiede infatti a Smith cosa abbia e, quando questi risponde "asso" mucka le sue carte stizzito. In tutta evidenza, Phil Ivey non si era accorto della sua carta a picche che si legava con le altre 4 presenti sul board.
Se la prima è una mano in cui la gestione dello stack è brutta, qui siamo a un errore da matita rossa, di quelli che fa chi non conosce bene le regole del poker. Tuttavia, come detto in precedenza, si tratta di una svista che, soprattutto in situazioni di alta tensione, chiunque può commettere. Persino Phil Ivey.
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