Saturday, 25th May 2024 08:59
Home / Sam Greenwood e la Giaroni-move che lo aiutò a vincere il PCA 100k

Quelli tra voi che seguono il poker da poco tempo, probabilmente non avranno mai sentito nominare Gianni Giaroni. Eppure, il player bolognese morto nel 2011 a 70 anni, è stato a suo modo un innovatore del gioco. Un gioco che viveva in una dimensione assolutamente personale, ma alcune sue mosse erano del tutto geniali anche perché molto avanti con i tempi. Una di queste è oggi comunemente utilizzata e, per noi italiani, è la Giaroni-move. La vediamo applicata in questo caso da un giocatore diverso da colui che vinse la mano, perché in realtà si tratta di una mossa molto aggressiva e azzardata. Al 100k Super High Roller della PCA 2019, per esempio, la usò Stephen Chidwick contro Sam Greenwood, ma con esiti disastrosi.

CHI ERA GIANNI GIARONI E COSA ERA LA GIARONI-MOVE

Bolognese classe 1941, Gianni Giaroni veniva da un solido background di gambler: era infatti uno scommettitore professionista che aveva guadagnato molti soldi prima con il totocalcio e poi con le scommesse, sempre seguendo alcune regole matematiche che aveva sviluppato in prima persona. Scoperto il Texas Hold’em, Gianni iniziò a frequentare il circuito live con diversi ottimi risultati. Nel 2007 vinceva il suo primo torneo a Nova Gorica, ma è nel 2009 che il suo nome diventò abituale per gli appassionati italiani. Prima un decimo posto all’EPT Sanremo 2009, confermato poi in alcune belle prestazioni offerte in altri tornei made in PokerStars come l’Italian Poker Tour.

A fine 2009 arrivò poi terzo al Main Event del Partouche Poker Tour, incassando 375.200€ ma non senza polemiche. Gianni riteneva infatti di essere stato vittima di una truffa, poiché a suo dire i due avversari che erano terminati ai primi due posti (i francesi Jean-Paul Pasqualini e Cedric Rossi) avevano un qualche sistema per comunicarsi le carte a vicenda. Solo quattro anni dopo, quando Giaroni era purtroppo già morto da due, venne fuori un video che dimostrò come effettivamente il bolognese avesse ragione. Pasqualini e Rossi vennero inizialmente squalificati, ma poi sono tornati a giocare come se nulla fosse.

Al di là di questo spiacevole episodio, Gianni Giaroni è rimasto nel cuore dei pokeristi italiani per una infinita aneddotica, soprattutto dovuta ad alcune epiche citazioni, ma anche alla tecnica che utilizzava. Giaroni era un giocatore molto chiuso, ma aveva improvvise accelerate e una mossa tutta sua. A volte lo si vedeva improvvisamente puntare quasi tutte le sue fiches, spesso in overbet, spessissimo in bluff, lasciandosi dietro una singola chip. Questa cosa induceva spesso in errore gli avversari, ma non sempre la ciambella veniva fuori col buco. A volte capitava che l’avversario chiamasse o che addirittura rilanciasse. In questo caso, Gianni foldava, anche se aveva appena puntato 80.000 fiches lasciandosene dietro soltanto una da 5.000. Questa mossa è nota come Giaroni-move e, negli ultimi anni, è entrata nell’arsenale di molti top player mondiali.

STEPHEN CHIDWICK E LA DISASTROSA GIARONI MOVE CONTRO SAM GREENWOOD

Si guardi cosa successe ad esempio al Super High Roller da 100.000$ della PCA 2019 alle Bahamas. Siamo al tavolo finale, 8 left.

Su blinds 15.000/30.000, è Stephen Chidwick ad aprire le ostilità, con un rilancio da under the gun a 65.000 con A J, avendo dietro poco meno di un milione. Sam Greenwood siede sul big blinds con 1,58 milioni e decide di difendere con A 6.
Sul flop K 8 7 Sam fa check-call alla continuation bet da 60.000 dell’inglese. Così, quando sul piatto ci sono ormai 295.000 chips, sul turn scende un 2. Greenwood fa nuovamente check, ma stavolta l’aggressività di Chidwick sale notevolmente: il suo second barrel è da 300.000, quindi in leggera overbet, e lasciandosi dietro meno di 600.000. Greenwood ci pensa e fa ancora call.
Sul river scende una Q, che chiude il colore nuts del canadese, il quale comunque fa per la terza volta check.

A questo punto Chidwick si lancia nella “Giaroni Move”, puntando 590.000 e lasciandosi dietro una sola chip blu da 5.000. Ovviamente Greenwood vorrebbe anche quella e va allin con il suo punto imbattibile, e Chidwick folda!
A quel punto, sapendo di non avere alcuna possibilità di vincere il piatto, l’inglese preferisce conservare la fiche seppur non corrisponda nemmeno a mezzo small blind. Di certo, infatti, c’era più possibilità di vincere il colpo successivo con “any two cards” rispetto allo zero dello spot in cui aveva investito quasi tutto il suo stack.

Per la cronaca, Chidwick uscirà ottavo e Greenwood andrà a vincere il suo primo Super High Roller. Questa una sintesi del suo torneo (la mano incriminata inizia al minuto 2:33)

SAM GREENWOOD, IL MIGLIORE DI UNA FAMIGLIA DI POKERISTI

Nato nell'ottobre del 1988 a Toronto, Sam Greewood (foto in alto) si avvicina al poker nel 2006, iniziando a giocare MTT online su PokerStars con il nickname "Str8$$$Homey". Dopo qualche tempo, i profitti diventano talmente alti da far decidere a Sam di lasciare il lavoro di agente di borsa per diventare poker pro a tempo pieno. Lo stesso fanno i sui due fratelli, il gemello Lucas e il fratello maggiore Max, seppure non con il suo stesso successo.

Ad oggi, se Max si è fermato a poco più di 2 milioni di dollari in vincite lorde da tornei live, Lucas viaggia al momento a oltre 7 milioni, ma Sam è irraggiungibile a quasi 35 milioni, attualmente nella top 20 della All Time Money List. Tra i canadesi, solo Daniel Negreanu e Tim Adams vantano cifre più alte.

Ma come ha fatto? Con il tempo, Sam Greenwood si è trasformato in un regular dei tornei live e in particolare uno dei primi inquilini degli High Roller e Super High Roller. In questo ambiente ovattato, non ha mai mancato di assumere posizioni anche impopolari, come quando ha accusato il gruppo di giocatori tedeschi di fare un po' troppo gioco di squadra...

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