Monday, 17th August 2026 07:31
Home / Guida alle size di 3-bet nel poker moderno: posizione, stack e avversari

Nei nostri ultimi articoli di strategia, abbiamo spesso fatto riferimento a come e quanto sono cambiate le dinamiche che influenzano le mani giocate sia in seno alla macro disciplina degli MTT, che a quella che quelle che governano il cash game: la size di 3-bet nel poker moderno non viene meno a questo enunciato, anzi, ne è una specie di cartina di tornasole. 

Cosa cambia rispetto al passato

Intanto, prima di addentrarci sulle misure che è più conveniente utilizzare per le 3-bet, per i giocatori alle prime armi, la definizione standard è la seguente: la 3-bet è semplicemente il terzo rilancio nelle dinamiche preflop.

Per capirci: 

  • Il big blind è la prima puntata piena obbligatoria.
  • Un giocatore rilancia dopo di lui: questo viene chiamato in gergo raise.
  • Un altro giocatore rilancia ancora dopo il primo raise: questa è una 3bet. 

Nel poker moderno la 3-bet non è più soltanto una dichiarazione di forza. Per tanti anni, soprattutto ai tavoli più morbidi, il controrilancio preflop veniva interpretato quasi sempre come un cartello luminoso: “Ho una mano fortissima”. 

Oggi non funziona più così. La 3-bet è diventata uno strumento molto più raffinato, perché serve a costruire valore, generare fold equity, isolare avversari deboli, impedire agli altri di realizzare equity gratis e prendere il controllo, o se preferite l’inerzia, del colpo. 

Una 3-bet non esiste da sola: esiste in rapporto alla size dell’apertura, alla posizione, alla profondità degli stack e alla qualità del range avversario. Una 3-bet da 9bb contro un’apertura da 2bb non comunica la stessa cosa di una 3-bet da 12bb contro un’apertura da 3bb. 

Nel poker moderno la 3-bet è un messaggio, e il messaggio deve essere coerente con la storia che vuoi raccontare. 

Size di 3-bet nel poker moderno: posizione e fuori posizione

Il primo concetto da fissare è che non possiamo usare la stessa size quando saremo in posizione e quando giocheremo fuori posizione. Questa è una delle basi del poker moderno, ma anche uno degli errori più frequenti tra coloro che stanno cominciando da poco.

Quando siamo in posizione, possiamo permetterci una 3-bet più contenuta. Avremo il vantaggio di parlare per ultimi postflop, potremo controllare meglio la dimensione del piatto e realizzeremo più facilmente la nostra equity. Per questo, contro un’apertura standard, una size intorno a tre volte il rilancio iniziale è spesso sufficiente. Se un giocatore apre a 2,5x, una 3-bet in posizione può stare tranquillamente tra 7x e 8x. 

Fuori posizione, invece, il discorso cambia. Da small blind o da big blind non avremo il vantaggio dell’ultima parola nelle street successive, quindi dobbiamo compensare con una size più alta. Non è solo una questione di “far pagare di più”: è un modo per ridurre il vantaggio posizionale dell’avversario, abbassare la sua convenienza a chiamare e rendere più difficile per lui giocare tante mani speculative contro di noi. Se il bottone apre a 2,5x, una 3-bet dallo small blind può salire a 9x, 10x o anche qualcosa in più, soprattutto contro avversari che chiamano troppo. 

Cash game e tornei

Non esistono le stesse dinamiche se prendiamo in esame cash game e tornei, tutt’altro, visto che, se in un tavolo libero si gioca molto spesso con 100 Big Blind o più davanti, nei tornei l’entità degli stack sono talmente varie, che altrettanto vari saranno i comportamenti quando sarà necessario utilizzare una 3-bet. 

Con 30, 25 o 20 big blind, una 3-bet troppo grande può diventare praticamente vincolante ( committed ), cioè ci mette in una situazione in cui abbiamo investito così tanto da non poter più foldare. Per questo nei tornei moderni si vedono spesso 3-bet più piccole, soprattutto quando gli stack iniziano ad accorciarsi. Non perché siano “timide”, ma perché devono lasciare margine decisionale in relazione alla risposta dell’original raiser e/o di un’eventuale 4-bet di chi agisce dopo di noi.

Con 40 o 50 bui possiamo ancora lavorare con le size abbastanza standard che abbiamo visto in precedenza per il cash game.

Size di 3-bet nel poker moderno: tipologia di avversari

Anche in relazione a chi si comporta in un certo modo al tavolo, varieranno anche le nostre size. Contro un giocatore che apre troppo e folda molto alle 3-bet, possiamo usare size efficienti, non necessariamente enormi. In posizione, una 3-bet contenuta può bastare per mettere pressione al suo range largo, spendendo poco quando siamo in bluff e massimizzando il rapporto rischio-rendimento. 

Contro un giocatore che non folda mai, invece, la logica cambia. Se sappiamo che l’avversario chiama troppe 3-bet, soprattutto fuori posizione, dobbiamo ridurre i bluff e aumentare il valore. In questi casi non ha senso 3-bettare piccolo con mani forti solo per “tenerlo dentro”, perché dentro ci entra comunque. Meglio usare size più robuste e fargli pagare caro il vizio di voler vedere troppi flop. 

Questo è un punto fondamentale per chi gioca microlimiti o tornei a buy-in basso. Molti avversari non ragionano in termini di range, posizione o equity. Vedono una mano carina e chiamano. Se noi abbiamo A-A, K-K, Q-Q, A-K o mani molto forti, non dobbiamo aver paura di perdere clienti. Dobbiamo costruire piatti grandi quando partiamo avanti. 

Il poker moderno premia chi capisce il contesto

Il poker moderno non premia chi usa sempre la stessa size in automatico, premia chi capisce il contesto. In posizione possiamo essere più chirurgici, fuori posizione dobbiamo essere più severi; stesso discorso contro chi folda troppo possiamo rischiare meno. Contro chi chiama troppo dobbiamo farci pagare di più. Con stack profondi possiamo costruire piatti più grandi. Con stack corti dobbiamo evitare size che ci incastrano senza motivo. 

La 3-bet, nel poker di oggi, non può più essere considerata soltanto una mossa aggressiva o un modo per dire all’avversario che abbiamo una mano forte: è una scelta strategica completa, dentro la quale entrano posizione, range, stack, tipo di avversario e obiettivo della mano. 

La size è il modo in cui questa scelta prende forma concreta, perché determina il prezzo che offriamo, la pressione che esercitiamo e il tipo di errore che vogliamo indurre. Chi impara a dosarla bene smette di rilanciare “a sentimento” e comincia davvero a giocare un poker più moderno, più solido e soprattutto meno prevedibile. 

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