Il poker Texas Hold’Em è un gioco particolare, dalle strategie intricate che si possono studiare e analizzare all’infinito senza giungere a una conclusione “scientifica”.
Migliaia di variabili, di possibilità, di carte che possono uscire, eppure… nulla di tutto questo esisterebbe se non ci fossero i blinds.
Quelle due puntate obbligatorie – piccolo e grande buio – sono il “la” di tutto il gioco. Se non esistessero, nessuno avrebbe nessun incentivo a giocare qualunque mano che non sia A-A e…. sarebbe un gioco noiosissimo.
In fondo: perché mai dovremmo rischiare di rilanciare un K-K? Tutti folderebbero e non guadagneremmo nulla, oppure un avversario con A-A ci aspetterebbe al varco per batterci.
Grazie a quei piccoli blinds abbiamo un motivo per rilanciare: se tutti foldano possiamo vincere qualcosina, e poi a ogni giro di bottone anche noi dobbiamo pagare i blinds, e dobbiamo aumentare un po’ il rischio per rifarci di questa perdita.
Tutta la dinamica del poker nasce attorno al tentativo di vincere quel 1,5bb, di difendersi da questi furti e di combattere per un piatto che diventa sempre più interessante. Quindi partiamo dalle basi.
Il furto dei bui: che cos’è e perché farlo
Con furto dei bui, in gergo anglo-pokeristico “steal”, si intende un rilancio preflop da late position (tipicamente da bottone, ma anche da cutoff) o dallo small blind, mirato a far foldare il big blind e vincere il suo buio. Ovviamente nessun giocatore deve aver rilanciato prima.
In un certo senso si potrebbe dire che i blinds si rubano da tutte le posizioni e con tutte le mani, ma atteniamoci alla versione comune: open-raise dalle posizioni prima del big blind con mani mediocri.
La potenza di questa mossa risiede tutta nel fatto che il big blind non avendo ancora parlato, ha una mano totalmente casuale ai nostri occhi: potrebbe avere A-A, certamente, ma molto spesso avrà mani come 10-2, 7-4, K-6 e simili, con le quali non amerà giocare.
E le volte in cui chiameranno? Spesso giocheremo in posizione che è un enorme vantaggio, e se i nostri avversari non sono preparatissimi possiamo addirittura fare profit automatico. Approfondiremo meglio in seguito.
Da questa dinamica deriva che da small blind potremo rilanciare con un range veramente ampio, perché spesso il BB folderà. Lo stesso discorso vale per il bottone, che anche se deve affrontare i range incogniti sia di SB che di BB, e quindi doppia probabilità di trovare qualcuno mano forte, avrà dalla sua il vantaggio posizionale.
Da cutoff le cose cominciano a cambiare, perché si aggiunge il rischio che il bottone abbia una buona mano e giochi in posizione contro di noi, rendendo meno profittevole un raise, e più ci si allontana dal bottone (hijack, middle position…) più giocatori in posizione dovremo affrontare, e quindi più i nostri range si restringeranno. Vediamo un po’ di dettagli.
Il gioco da bottone
Questa è la posizione in assoluto più conveniente per uno steal: minacciamo i bui versati sia da SB che da BB (ed eventualmente ante, o altra dead money) e giocheremo sempre in posizione postflop contro chiunque.
Ci sono alcune variabili che vanno considerate prima di decidere se una mano va rilanciata o meno. Alcune di queste sono gli stack effettivi, la predisposizione al fold dei blinds, la fase del torneo e molto altro.
Buone candidate per un raise da questa posizione sono gli A-X suited e i K-X suited, perché hanno buona equity postflop e blockerano molte mani con cui i bui possono chiamare: significa che avendo un asso o un kappa in mano, si diminuisce la probabilità che gli avversari abbiano mani come A-Q, K-Q, A-A e simili. Anche assi off-suited sono buoni per questo motivo, nonostante perdano un po’ di giocabilità postflop.
La giocabilità postflop è un argomento molto importante per quanto riguarda la scelta delle mani da rilanciare. Anche se otterremo molti fold con i nostri steal, dobbiamo aspettarci di ricevere comunque un buon numero di call e dover giocare il postflop, per fortuna in posizione.
Per questo motivo avere mani che possono trovare molti flop vantaggiosi è una buona idea. Prediligiamo quindi mani suited e connector, oppure con figure che possano farci trovare progetti di alto valore e blockerino le mani che gli avversari possono chiamare. Anche gap connector come 7♣5♣, two gap connector come 10♥7♥ e simili vanno molto bene.
Dal cutoff vale lo stesso discorso, ma il range deve essere molto più tendente al valore per difenderci dal bottone che gioca in posizione. Quindi magari possiamo lasciar stare two-gap connector e gap connector bassi, e mani come Q♠7♠ che da bottone possiamo aprire.
Se uno dei blinds decide di 3-bettare, dovremo avere chiaro con quali mani giocheremo e quali preferiremo foldare. Le mani di valore sono un call o una 4-bet quasi scontata, ma a volte per non permettere agli avversari di exploitarci facendo sempre un re-raise, dobbiamo chiamare con mani che magari hanno meno equity ma possono trovare flop su cui giocare molto bene. Per esempio possiamo chiamare una 3-bet con 9♣8♣, che può dire la sua su molti board medi e/o con dei fiori.
Addirittura possiamo selezionare alcune mani da 4-bettare in bluff, per non essere face up (dimostrare sempre mani forti). A questo proposito si tendono a preferire solitamente mani con blocker e alta giocabilità, prima tra tutte A-5 suited: blockera gli assi avversari, può chiudere colore nuts e anche scala.
Il gioco dai blinds
Partiamo dal range di steal di Small Blind: per farla breve è molto simile a quello da bottone, ma la differenza è come risponde a eventuali 3-bet.
Giocando fuori posizione, infatti, è ideale diminuire i call al minimo indispensabile e compensare con un maggior numero di 4-bet in bluff e per valore, e ovviamente di fold.
Affrontiamo ora il discorso della difesa dei bui, molto interessante.
Il BB sarà il giocatore più preso di mira dai rilanci avversari, ma avrà un vantaggio che altri non hanno: nessun altro giocatore parla dopo di lui pre-flop.
Inoltre avrà spesso grandi pot odds perché avendo già versato 1bb, dovrà aggiungerne di meno per un call. Per esempio, dopo un raise 2,5bb del bottone e il fold di SB, il big blind dovrà aggiungere solo 1,5bb per un piatto da 5,5 totali. È sufficiente un 27% di equity, che anche ridotta per lo svantaggio posizionale, resta molto conveniente.
Per dirla in altri termini, dal Big Blind si potranno chiamare molti rilanci anche con mani non proprio buonissime, nella speranza di hittare un buon flop. Il discorso si estremizza contro i raise di SB, perché giocheremo anche in posizione, quindi sarà bene chiamare… quasi qualsiasi mano.
In ogni caso è sempre da considerare l’opzione re-raise, con un buon range di valore, anche mid value a seconda delle situazioni, e bluff.
Invece, la risposta dello SB ai raise dei giocatori da late position è molto diversa. Meglio evitare i call – alcune strategie non li considerano proprio – e aumentare il range di 3-bet, sempre bilanciato tra bluff e valore.
Perché? Perché chiamando diamo un incentivo al big blind per chiamare (le sue pot odds sono alle stelle) e giocheremmo contro due avversari fuori posizione, ma soprattutto per re-raisare con uno squeeze che si rivela molto profittevole, perché otterrà molti fold dai range ampi e tendenzialmente deboli di steal e call da SB.
Steal nel cash game
Un blind o un blind e mezzo sembra non abbiano un gran valore, ma come abbiamo avuto modo di vedere sono il motivo per fare action.
Nel cash game giocando 100x solitamente, si tende circa a un range di raise da SB e da BTN che va dal 40% al 50% del totale delle mani. Tra queste dobbiamo ricordarci di selezionare le migliori con i criteri precedenti (blocker, giocabilità, equity) ed essere preparati a sapere come comportarci con le stesse in caso di re-raise dei blind.
Da cutoff per esempio il range di apertura gira attorno al 25%-30%, per capire quanto una sola posizione in mezzo possa impattare la selezione dei range.
Più gli stack si faranno deep, più ci dovremo aspettare di non vincere il buio e di giocare postflop. Questo è perché molte mani guadagneranno implied odds per giocare, grazie agli stack più grandi. Questo non è un motivo per fare meno steal, ma invece per chiamare 3-bet con mani più marginali! E allo stesso modo aumenteranno i range di difesa.
Steal negli MTT
Negli MTT il discorso si complica un po’, perché le variabili in gioco sono estremamente maggiori: fase del torneo, stack dei giocatori sui blinds, SPR…
Vista la complessità, rimandiamo ad altri approfondimenti nel corso MTT di PokerStars, dove vengono valutati pro e contro dei raise nelle varie situazioni di un torneo.
Un concetto di base molto importante, è che al diminuire degli stack effettivi varrà sempre di più l’equity grezza rispetto alla giocabilità post-flop. Il motivo è che aumenteranno le situazioni in cui si dovrà andare all in preflop, e una mano come 6♦5♦ non giocherà quasi mai in una situazione di vantaggio.
Carte basse, suited e connector, valgono molto di più in early stage o quando ci si aspetta di giocare postflop. In casi di stack più risicati, meglio andare verso mani come A-X anche off suited, K-X e coppie. Insomma, carte che blockerano e possono giocare con un vantaggio di equity.
Quando gli stack si fanno molto, molto bassi, possiamo dimenticare gli steal in bluff con dei mini-raise. Quando abbiamo 10bb, vincere 1,5 blinds più le ante è una benedizione per il nostro stack, e dobbiamo massimizzare la fold equity andando direttamente all in, anche quando vogliamo solo rubare i bui.
È una situazione più rischiosa, ma è anche qui il brivido degli MTT.
Torna all’inizioVisualizza altri blog
Impara a giocare a poker con Pokerstars Learn, esercitati con l'app di PokerStars
Prova la nostra classifica gratuita Scholars per mettere alla prova le tue nuove abilità.