Provare a qualificarsi online per un torneo live è sempre un modo molto intelligente di approcciarsi al poker, oggi come 15-16 anni fa. C’è però qualcuno che, grazie a una sorta di specializzazione nei tornei satellite, ha posto le basi non solo per una carriera da poker pro che dura ancora oggi, ma è anche diventato un viaggiatore per vocazione. Parliamo di Stephen Chidwick.
STEPHEN CHIDWICK, IL PRIMO “SATELLITE PRO” DELLA STORIA?
Stephen James Chidwick nasce nel maggio del 1989 a Deal, cittadina del Kent che si affaccia sullo stretto di Dover, nel sud-est dell’Inghilterra. Al di là delle facili battute sul nome della sua città natale e sul fatto che il ragazzo sia poi diventato un poker pro, la svolta per Stephen arriva ai primi anni 2000 con il boom del poker online. Chidwick è uno di quei ragazzi che migliaia e migliaia di appassionati ammiravano molto ma magari ignorandone nome e cognome, e conoscendolo soltanto per il nickname: “stevie444“.
Tra i primi mass-grinder, Chidwick si specializza prima nei sit’n’go, arrivando ai più alti livelli di buy-in consentiti sulla piattaforma internazionale di PokerStars. Quindi, è tra i primi ad intuire il potenziale dei tornei satellite per i vari eventi live. Al tempo, la room dalla picca rossa proponeva i satelliti a “Step”, qualcosa di abbastanza simile all’attuale sistema Power Path, ma più semplice e più “battibile.” Lui e altri pionieri come ad esempio Joe “floes” Serock si iscrivevano direttamente agli step 6, da 2.100$ di buy-in, per provare a trarre quello che non poteva che essere un cospicuo vantaggio: incontrare giocatori che sì hanno speso molto meno, magari partendo dagli step 1 da un dollaro di buy-in, ma farlo potendo contare su un’abilità infinitamente maggiore.
Così, con questo sistema e in generale con un grinding massiccio dei satelliti, Chidwick si guadagna una miriade di pacchetti per gli eventi più importanti, come le varie tappe EPT, la PCA e il Main Event WSOP. Pacchetti dal valore di 10 e a volte anche 15mila dollari, di cui Stephen fa letteralmente incetta. A volte capitava di vincere più pacchetti per lo stesso evento, e in quel caso il valore dei pacchetti in eccesso si trasformava nel valore corrispondente finito sul proprio conto di gioco, sotto forma di “T$” (i dollari da torneo, da rigiocare prima di poterli prelevare). Oggi il sistema è cambiato, vincere più pacchetti per lo stesso evento è spesso impossibile, ma quella di “grindare satelliti” è comunque un’attività profittevole, anche alle nostre latitudini.
Tra i giocatori italiani che hanno vinto più pacchetti per i tornei live, per esempio, c’è un’istituzione del poker online come Emiliano Conti.
STEPHEN CHIDWICK OGGI, VIAGGIATORE HIGH STAKES
Ad ogni modo, quel tempo dei pacchetti vinti in serie è ormai dietro le spalle, ma ha lasciato un’eredità importante in Stephen Chidwick. Da qualche anno, ormai, l’inglese è un inquilino abituale dei vari circuiti High Roller e Super High Roller, gioca abitualmente buy-in da 10-20mila euro in su, non disdegnandone a 5 e in qualche caso anche a 6 zeri.
Il poker ha cambiato la sua vita perché lo ha reso ricco, ma non è mai solo una questione di soldi. In un’intervista di qualche tempo fa, Stephen Chidwick ricordava quel periodo come fondamentale per la sua crescita, non solo come giocatore: “Grazie ai pacchetti iniziai a frequentare i tornei live, e grazie a quelle esperienze mi sono letteralmente innamorato del viaggiare, del vedere nuovi posti, incontrare nuova gente, imparare nuove culture.”
Oggi Stephen Chidwick è un 35enne che si può definire un uomo di mondo, è sempre un giocatore d’elite ma non ama definirsi tale, anzi la modestia non lo ha mai abbandonato. Parlando dei suoi esordi e degli anni in cui grindava tanto online, Stevie si definisce così: “ero un giocatore come altri, abbastanza mediocre e comunque senza nulla di speciale.” Sono stati la curiosità dell’approfondire e la tensione a migliorarsi a renderlo speciale. Poi sono arrivati i solver, ma anche in quello Chidwick è stato una sorta di pioniere. “Fui tra i primi a usare Pio Solver, era un modo per essere ancora più avanti perché riuscivi a trovare risposte a molte più domande, rispetto a prima”.
Poi, lo studio incessante ha abituato la mente di Stephen Chidwick ad avere molte più opzioni in testa, per una miriade di situazioni. Ed è questo, alla fine, che gli permette di frequentare con profitto anche i livelli più esclusivi di buy-in sul pianeta.
IL TALENTO DI “STEVIE444”
Potete ammirare una dimostrazione dello stile e del talento al tavolo di Stephen Chidwick in questa sintesi di un final table favoloso: quello del 100.000€ Super High Roller all’EPT Monte Carlo 2016.
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