Qual è la parte difficile della matematica del poker? Ovviamente il fatto di non conoscere la mano del giocatore avversario, cosa che rende tutto molto più complicato, a tratti addirittura astratto.
Del resto la regola d’oro del poker dice proprio questo: se giochi la tua mano come se conoscessi le carte dell’avversario vinci, viceversa stai perdendo.
Le Implied Odds (e il loro contrario, le Reverse Implied Odds) sono effettivamente più complesse della matematica di base del poker. Rischiano di essere una giustificazione per chiamare fuori odds, e – forse – non giocheremmo così se conoscessimo le carte dell’avversario.
In realtà è possibile, per quanto un po’ lunghetto, stimare il valore di IO e RIO, e in questa mano giocata al cash game NL100 di PokerStars un esempio lo vedremo nel concreto.
Preflop
Spilliamo 9♥8♥ da cutoff: suited connector meravigliosi da rilanciare, in particolar modo da late position. Il giocatore di BTN sceglie di fare un re-raise che ci mette un po’ in difficoltà poiché giocheremo la mano fuori posizione e plausibilmente partendo con un’equity inferiore.
Comunque 98s è una mano che può trovare molti flop vantaggiosi, e dovendo aggiungere solo 5,5bb su un piatto che diventerebbe di 17,5 il call è quasi scontato, anche considerando i malus, e comunque incentivato dal fatto che stiamo giocando per uno stack effettivo di quasi 150bb.
Un flop interessante…
Il flop è uno dei migliori: Q♥10♠6♠ per una double belly (progetto di scala a doppio incastro) e un backdoor di colore. Due carte alte fanno sospettare che l’avversario avrà hittato qualcosa con buona probabilità, quindi dobbiamo aspettarci delle continuation bet e di dover pagare qualcosa per vedere le prossime carte.
Va notato subito che, in caso di J, potremmo chiudere un’ottima scala, ma dovremmo tenere in considerazione che nel range di opponent ci sono tutti gli A-K che chiuderebbero una scala superiore.
Come da previsione il BTN punta, esattamente half-pot. Come sappiamo, questa size richiederebbe il 25% di equity per il call (ricordiamo la formula: bet/bet+pot) e aspettandoci una c-bet con tutto il range o quasi, pensiamo di superarla. Call.
Una size da fold, cosa fare?
Al turn scende un’altra Q♣ che paira il board. Da un lato questa cosa può essere un problema perché aumenta i full che ostacolano una possibile scala, dall’altra aumenta il valore di alcuni punti dell’avversario, tra cui Q-X, 10-X e overpair.
Checkiamo ancora perché è la mossa più frequente e non vogliamo ingrossare il piatto se non è necessario. Anche se non comune, si potrebbe andare in leading in semi-bluff, puntando proprio sul fatto che il range avversario sia largo e contenga molte mani deboli. Questa mossa ovviamente andrebbe bilanciata con qualche mano forte, ma in questo caso scegliamo per il check.
L’avversario punta €29,50 su un pot di €35. È una size abbastanza importante, circa 85% del pot, che richiede un’equity di oltre il 30%. Noi abbiamo 8 out per vincere, che sappiamo corrispondere circa al 16%, una possibilità ben lontana da quella richiesta.
Sappiamo anche, però, che se riuscissimo a hittare la carta che ci serve potremmo vincere una grossa fetta di stack al nostro avversario, e basterebbe foldare nel resto dei casi per rendere la mossa profittevole.
Allora calcoliamo quanto dovremmo vincere al river per rispettare il calcolo delle implied: rifacendoci alla formula precedente, il calcolo diventa bet/(bet+pot+X) = 16%, dove X è proprio il valore che dovremo guadagnare al river per fare profit.
Risolvendo, scopriamo che con un all in al river potremmo vincere ciò che manca dal piatto per farci fare profit. Call!
Da notare che in game non riusciremo a fare calcoli così precisi velocemente. Una stima in quei casi è meglio di niente! Per esempio possiamo arrotondare la size a 30, per notare che avremmo pot odds di 30/95 = poco più del 30%. Se ci serve il 16%, che è circa la metà, dobbiamo raddoppiare il numero al denominatore, facendo aggiungere all’avversario altre 95. In questo modo avremo implied odds del 15%, sufficienti a chiamare.
River da 10 e lode
Il river è un 7♥! Esattamente ciò che serviva! Vista la predisposizione di oppo a puntare, considerando che vogliamo prendere di mira la parte forte del suo range, decidiamo di rischiare un po’ di più e checkare.
L’avversario punta €24 su pot di €94, una size inferiore rispetto a quelle precedenti, che ci preoccupa: forse non ha una mano abbastanza buona? In questo caso, meglio così: almeno, se foldasse, avremmo vinto l’ultima bet.
Andiamo all in come da piano, e l’avversario pensa un paio di secondi prima di foldare.
Gli errori del calcolo delle Implied Odds
Questo esempio in realtà era un mezzo trabocchetto! Il calcolo delle Implied Odds era assolutamente giusto, utile da studiare e imparare, ma purtroppo alcuni concetti trascurati lo hanno reso errato.
Punto 1: dobbiamo prevedere di vincere in media il valore calcolato. Questo significa che, se vogliamo altri €95 nel piatto e l’avversario ha ancora €101,70 di stack, lui dovrebbe giocarsi tutto più o meno nel 94% dei casi. È una prospettiva irrealistica, perché vorrebbe dire che ha pochissimo range di bluff, e/o che le nostre action non risultino troppo strong.
Ipotizziamo mancassero €35 dal pot per soddisfare le nostre Implied Odds. A quel punto, avremmo potuto puntare al river €70, aspettandoci un call nel 50% dei casi, e così avremmo soddisfatto l’equazione.
Insomma, non bisogna “sperare” che l’avversario chiami quella cifra, bisogna prevedere ed essere realistici sull’esito. E non è realistico pensare che un avversario vada all in quasi nel 100% dei casi…
Punto 2: non sono state prese in considerazione le Reverse Implied Odds. I (magari pochi) full house dell’avversario, le eventuali scale con A-K se fosse uscito un Jack, i colori se al river fosse uscita una picca… sono tutti fattori che vanno a influenzare il conto finale.
Magari calcolarli può essere davvero troppo complesso, ma a stima sappiamo che il valore totale deve essere ancora più alto: probabilmente l’all in finale potrebbe non essere abbastanza.
Punto 3: non sono stati presi in considerazione altri piccoli esiti possibili della mano, per esempio hittare un 9 o un 8, oppure provare un bluff quando il river è blank. Non cambia tantissimo la nostra strategia, ma qualcosa lo fa, e dobbiamo quanto meno pensarci.
Conclusioni: come avrete notato, le Implied Odds hanno un calcolo, ma umanamente arriva fino a un certo punto di precisione. Poi l’arte delle stime prende il sopravvento. Bisogna aumentare la propria sensibilità per stimare le probabilità che avvengano i diversi scenari, quanto incidono e quanto possono modificare il nostro calcolo.
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