Ci sono personaggi destinati a lasciare il segno, in qualunque campo si cimentino. Il poker italiano ha avuto la fortuna di essere tra le passioni di Vito Planeta, una delle menti italiane più brillanti che si siano avvicinate al giochino, un autentico maestro degli MTT online ma che aveva trovato modo di farsi conoscere anche live. Circa 11 mesi fa, il 19 febbraio del 2023, Vito ci lasciava, stroncato da un male incurabile. Eppure nessuno, dei tanti pokeristi italiani che lo hanno conosciuto, sono riusciti a dimenticarlo. Raccontiamo oggi la sua storia.
DA PUBLITALIA AL POKER ONLINE: CHI ERA VITO PLANETA
Nato a Palermo nel 1965, Vito Planeta aveva sfruttato i suoi studi economici venendo assunto a Milano in Publitalia, ovvero la holding di Silvio Berlusconi. Dopo essersi occupato di pubblicità e marketing ad altissimi livelli per diversi anni, Vito era tornato in Sicilia per occuparsi dell’azienda di famiglia. Oggi i vini Planeta sono conosciuti in tutto il mondo e ottengono spesso prestigiosi premi, anche grazie alla capacità e alla visione illuminata di Vito.
I suoi interessi spaziavano dal cinema alla letteratura, fino al poker. Al classico poker all’italiana, Planeta aveva giocato fin da ragazzo. Ma ai primi anni 2000 viene colpito dalla febbre del Texas Hold’em e, quando viene regolamentato il poker online in Italia, decide di cimentarvisi.
COME NASCE INVERNOMUTO
Tra i libri che avevano maggiormente affascinato Vito Planeta c’era “Neuromante“, romanzo di fantascienza di William Gibson divenuto famosissimo, nonché una sorta di manifesto del Cyberpunk.
In questo romanzo c’era un personaggio che personaggio non era, ma entità astratta: “Wintermute“, una sorta di intelligenza artificiale (in anticipo di circa 40 anni su quanto stiamo vivendo oggi) perfida e manipolatrice. Così Vito, che aveva già assaggiato il mondo del poker online prima della regolamentazione e sapeva quanto i giocatori tendessero già allora a dare la colpa al “server” per i loro cattivi risultati, decide di usare l’ironia e assume come nickname “Invernomuto“, che altro non era se non la traduzione letterale di “Wintermute“. Un gioco di parole, come a dire “io sono il server”, a prendere in giro certe abitudini dei pokeristi, senza che se ne accorgessero.
Dopo i primi successi, con lo sbarco in Italia di PokerStars nel 2009, Vito non perde l’occasione di iscriversi. Non riesce però a trasferire il suo nickname dell’account che aveva già, così gli tocca crearne uno nuovo e sceglie “DettoInverno”. Il risultato, però, è lo stesso. Oggi il suo profilo su Sharkscope è ancora visibile, e i dati parlano chiaro: fino al 2020 (anno in cui aveva di fatto smesso di giocare), DettoInverno ha accumulato 20.327 tornei online, con un profitto di 211.258€.
COSA AVEVA DI SPECIALE VITO PLANETA NEL POKER
Il successo di Vito Planeta nei tornei online era qualcosa di risaputo, perché nel frattempo lui si era fatto conoscere anche nei tornei live. Al vedere un uomo sulla cinquantina, in mezzo a tanti ragazzini intorno ai venti, si provava una certa sorpresa. Eppure, Vito era la dimostrazione che l’abilità nel poker non ha un’età predefinita.
Le sue sessioni notturne, accompagnate da quintali di sigarette, lo avevano visto vincere praticamente ogni torneo, a tutte le latitudini. Planeta aveva una qualità indispensabile nel poker: sapere osservare, e di conseguenza sapersi adattare. Capire chi hai al tavolo e agire di conseguenza è il presupposto fondamentale per vincere. Invernomuto/DettoInverno faceva così: ti studiava per qualche orbita, magari ti lasciava qualche piatto, ma poi alla prima occasione utile ti piazzava il bluff che non ti aspetti. Magari, se capiva che sei un giocatore orgoglioso e suscettibile, te lo mostrava anche. E se intuiva la tua voglia di vendicarti, la volta seguente ti portava a scuola con una chirurgica value bet.
Oltre a questo, Vito aveva una forte empatia che lo portava a relazionarsi facilmente con tutti, dal più colto al più ignorante. Anche grazie all’amicizia con tanti giocatori forti e tramite il confronto con questi, la sua abilità nel poker è andata crescendo.
Era andato vicinissimo anche al successo live, sfiorando la picca IPT in una tappa giocata a Campione d’Italia. Questo lo ha portato, per un periodo, anche a diventare pro sponsorizzato da una room italiana. Tuttavia, con il passare degli anni il suo impegno nel poker è andato scemando, ma non i suoi profitti. Quando ha accantonato i tornei non lo ha fatto perché non fosse più vincente, ma solo perché il suo tempo era stato progressivamente assorbito da altro.
In primis l’azienda di famiglia, ma non solo. Vito Planeta era un intellettuale a tutto tondo, molto attivo nella sua Palermo e che aveva creato addirittura un festival che unisce teatro a enologia, e che si tiene ogni estate nella tenuta di Sciaranuova sull’Etna.
La stessa tenuta, l’anno scorso, è stata scelta da HBO e Lucky Red per ospitare una puntata della fortunata serie “The White Lotus”, che ha mostrato al mondo intero le meraviglie della Sicilia, e anche i vini Planeta. Questo colpo mediatico era stato il suo ultimo capolavoro, prima che la malattia prendesse il sopravvento.
Ancora oggi, però, quel signore attempato che sapeva farsi ventenne quando parlava con i grinder e al contempo organizzava eventi culturali portando persino le grandi produzioni televisive americane in Sicilia, non ha smesso di essere amato da chiunque ci abbia avuto a che fare. Anche i (tanti) che ci hanno perso al tavolo, conservano di lui un ricordo da persona speciale.
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