Wednesday, 21st October 2026 12:40
Home / Scontro Weis-Tsouloftas all’EPT Cipro 2024: chi ha ragione tra bluff e call?

Per la nostra rubrica delle mani più belle che si sono giocate ai Main Event degli European Poker Tour, torniamo oggi indietro al 2024, ultimo anno in cui si è giocato l’EPT di Cipro, quando a trionfare fu il talentuoso tedesco Oliver Weis, che in quella occasione chiuse primo per un premio di oltre un milione di dollari.

Il colpo che abbiamo deciso di commentare fu quello pirotecnico di inizio final table che lo stesso Weis giocò contro il padrone di casa, il cipriota Georgios Tsouloftas.

Quando una mano decide tanto

Ci sono mani nelle quali il risultato racconta soltanto una parte della storia e quella tra Oliver Weis e Georgios Tsouloftas, giocata al tavolo finale del Main Event EPT Cipro 2024, appartiene certamente a questa categoria.

Un bluff su tre strade, una coppia d’assi costretta a trasformarsi in bluff catcher e una decisione al river che vale molto più degli oltre 11 milioni di gettoni finiti nel piatto.

Siamo a sei giocatori left, con i bui a 50.000/100.000 e Big Blind ante da 100.000. Weis si presenta alla mano con uno stack vicino ai 20 milioni, mentre Tsouloftas dispone di circa 5,86 milioni, equivalenti a poco meno di 59 big blind, che diventa lo stack effettivo di questo colpo.

Il tedesco comanda le operazioni, potendo contare su uno stack nettamente superiore a quello degli avversari e su una situazione di payout che gli consente di esercitare una pressione considerevole.

La prima moneta vale 1.030.000 dollari, mentre il sesto classificato riceverà 208.720 dollari. Ma c’è un dettaglio ancora più importante: Anton Wigg è rimasto con pochissimi gettoni dopo aver perso un all-in proprio contro Tsouloftas nella mano precedente, per la precisione solo due BB. Una circostanza che accentua il peso dell’ICM sulle decisioni degli altri giocatori.

Georgios Tsouloftas courtesy PokerStars & Danny Maxwell

L’apertura di Weis

Il tedesco apre da Cutoff con Q♣J♣, una mano ovviamente del tutto legittima per fare action, soprattutto da quella posizione, a prescindere dallo stack dell’original raiser, ma il cipriota che gioca da Bottone, decide di 3Bettare a 650.000 con gli assi neri, A♣A♠, una size che mira a tenere nel piatto il suo rivale che, in relazione al proprio stack, non può proprio foldare.

Il rilancio di Tsouloftas è interessante proprio per la misura scelta: 650.000, pari a 6,5 big blind e appena 2,6 volte l’apertura iniziale. Una 3-bet relativamente contenuta, favorita dalla posizione, che lascia spazio a diversi call da parte dell’original raiser.

Il cipriota non ha alcun interesse a scoraggiare necessariamente l’ingresso nel piatto di tutte le mani dominate e la dimensione della sua puntata può essere utilizzata anche con una porzione più ampia del range di 3-bet, evitando di rendere immediatamente riconoscibile la forza della mano.

Weis deve aggiungere soltanto 400.000 gettoni a un piatto che, considerando bui e ante, è già sufficientemente ricco da giustificare il call con una broadway, per giunta suited. Inoltre, lo stack profondo del tedesco gli permette di affrontare il postflop senza rischiare una quota rilevante del proprio patrimonio in chip.

La donk bet che non ti aspetti

Quello che scombina i piani al 3bettor è però il modo di giocare il colpo da parte di Weis che, dopo un flop che dice 8♠7♣6♠, cambia l’inerzia della situazione anticipando l’eventuale continuation bet del suo rivale, con una donk bet da 1,55 milioni, poco più di metà pot.

Su una texture così coordinata, il range di call preflop del cutoff può contenere diverse combinazioni che interagiscono con il board: coppie medie, set, suited connector e mani dotate di progetti di scala o colore. Il range del bottone conserva naturalmente overpair importanti, ma può trovare maggiori difficoltà contro la parte più forte delle combinazioni disponibili all’avversario.

Weis, però, non ha una coppia, non possiede un progetto diretto di scala e non ha nemmeno una carta di picche con cui costruire un flush draw. Dispone soltanto di due overcard rispetto alle carte comuni e di possibilità marginali di miglioramento nelle strade successive, La donk bet, pertanto, è un bluff puro, il cui obiettivo immediato è mettere pressione alle mani del range di Tsouloftas

Il cipriota ha invece una decisione relativamente semplice: la sua overpair è ancora fortissima, sebbene vulnerabile su numerosi turn. Il call mantiene all’interno del piatto tutti i bluff di Weis senza ingigantire immediatamente lo scontro con un rilancio che potrebbe isolare il cipriota contro mani molto forti.

Inoltre il 3bettor possiede anche l’Asso di Picche, che blockera tutte le combo di colore nut del suo avversario, informazione di non poco conto. Tsouloftas chiama.

La sala gremita dell’EPT Cipro 2024 – Courtesy PokerStars & Danny Maxwell

Carta Jolly al turn, quella che chiude tutto!

Al turn si palesa un 9♠, che, tra le carte che potevano uscire dal mazzo, è una delle più complesse in ordine al confronto tra i due range.

Con tre picche sul tavolo, qualsiasi combinazione che ne contenga altre due ha completato un colore. Contemporaneamente, il board presenta quattro carte consecutive, per cui basta un cinque oppure un dieci per completare una scala.

La coppia d’assi di Tsouloftas resta un’overpair, ma perde buona parte della propria tranquillità, mentre Weis, dal canto suo, trova una carta che può rappresentare credibilmente un ulteriore miglioramento del proprio range e così il tedesco punta 950.000 su un piatto da circa 3,25 milioni: poco meno del 30%.

Il problema è che oggettivamente la posizione di Weis non è cambiata affatto in relazione alla propria mano: le sue due carte di fiori non interferiscono nemmeno in maniera significativa con le combinazioni di scala più naturali dell’avversario e questo rende la selezione della mano come candidato al bluff piuttosto discutibile.

Tsouloftas ha almeno due ragioni per chiamare: il prezzo offerto dalla puntata è favorevole, l’avversario può continuare a bluffare e l’Asso di picche costituisce adesso, oltre che un blocker importante, anche una via per chiudere potenzialmente il colore al river.

Si paira il board al river

Sicuramente è meno pericoloso il 6♣ che scende al river, anzi, buona parte delle doppie coppie di Weis perdono valore per via del board che si accoppia e, a questo punto, Tsouloftas deve evitare i full house, che poche volte dovrebbero giocare donk bettando al flop e, ovviamente, tutte le combo più pericolose e rappresentate da Weis, quelle di scala e di colore.

Il piatto consta di circa 5,15 milioni di gettoni. Weis annuncia l’all-in, costringendo Tsouloftas a decidere se investire gli ultimi 3,41 milioni del proprio stack.

La puntata vale circa il 66% del piatto e pone il cipriota davanti a una scelta estremamente delicata: per chiamare profittevolmente, considerando esclusivamente la chip EV, deve vincere almeno il 28,5% delle volte.

Adesso, però, gli assi del cipriota non possono più essere valutati come una mano dalla forza assoluta, sono diventati dei bluff catcher.

Inoltre c’è il problema della pressione ICM: con Wigg ridotto a uno stack minuscolo, Tsouloftas ha un incentivo economico molto forte a sopravvivere. Un fold gli garantirebbe comunque oltre 34 big blind e ottime prospettive di ottenere almeno un salto nel payout.

Il call sbagliato, invece, significherebbe l’eliminazione immediata al sesto posto, per 208.720 dollari, Il salto tra la sesta posizione e la prima supera gli 820.000 dollari. Naturalmente non è questa la somma direttamente in palio nella singola decisione, ma dà un’idea della dimensione economica dello scontro.

Per questo motivo, la soglia del 28,5% non può essere considerata sufficiente per giustificare automaticamente il call: un’analisi ICM richiederebbe una frequenza di successo più elevata, da determinare sulla base degli stack esatti di tutti i giocatori ancora in corsa.

Tsouloftas utilizza due time bank, osserva Weis, alla fine chiama e incassa un piatto che lo porta a 11,97 milioni di gettoni, avvicinandolo sensibilmente al chip leader.

Oliver Weis courtesy PokerStars & Manuel Kovsca

Tra il bluff di Weis e il call di Tsouloftas

Il dato più interessante dell’intera mano non è necessariamente il call di Tsouloftas, ma la selezione della combinazione con cui Weis decide di portare avanti il bluff.

Ci sono alcuni problemi di carattere strutturale nella mano del tedesco: il primo è l’assenza di blocker rilevanti rispetto al range di valore dell’avversario. Weis non possiede carte di picche, non blocca le scale più naturali e non impedisce a Tsouloftas di avere combinazioni molto forti.

Non basta infatti che il board sia pericoloso per rendere automaticamente profittevole qualsiasi tentativo di rappresentare una mano forte.

A favore del bluff, però, esiste una considerazione che fa capo alle dinamiche di ICM: contro un avversario che deve proteggere la propria sopravvivenza mentre un altro giocatore è vicinissimo all’eliminazione, è ragionevole aspettarsi una maggiore frequenza di fold.

Il tedesco può sfruttare questa circostanza facendo passare anche mani che, in un normale contesto cash game, verrebbero chiamate molto più spesso.

In altre parole, l’intera operazione non è necessariamente sbagliata perché il cipriota ha chiamato. Diventa discutibile se Weis sta bluffando troppo spesso, o con combinazioni meno adatte rispetto alle alternative disponibili nel proprio range.

Il payout alla fine del Main Event

PosizioneGiocatoreProvenienzaPremio
1Oliver WeisGermany$1,030,000
2Georgios TsouloftasCyprus$642,300
3Mikhail ShalamovRussia$459,000
4Andriy LyubovetskiyUkraine$353,100
5Bobby JamesUnited Kingdom$271,400
6Anton WiggSweden$208,720
7Anton KraousBulgaria$160,500
8Andrea DatoItaly$123,400

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