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I migliori film ambientati attorno al mondo dei casinò

16 Novembre 2022

Luoghi suggestivi, esclusivi e sognanti come i casinò non potevano che essere fonte di ispirazione per una grossa fetta di sognatori che vive parte delle proprie emozioni attraverso l’arte del cinema. 

Stilare una classifica dei migliori film a tema casinò è un’operazione delicata che richiede l’analisi e ovviamente l’inclusione di alcuni criteri fondamentali. 

I migliori film a tema casinò: i requisiti 

In primis il requisito fondamentale.

Essi devono essere inequivocabilmente correlati al casinò, alle esperienze che si possono vivere fra le sale da gioco e al brivido che si può provare solo in quegli ambienti. 

In secondo luogo devono offrire un punto di vista, un’angolazione di visuale dalla quale è possibile cogliere ben di più di ciò che un ritratto o una foto statica possono fornire. 

In ultimo non dimentichiamo che il cinema non si limita a raccontare una storia, esso è una forma d’arte e per essere considerata tale dovrebbe portare con sé oltre a delle emozioni anche un messaggio che gli spiriti più attenti possono interiorizzare, siano esse emozioni di speranza, gioia, esaltazione, ma anche riflessione sull’animo umano o su noi stessi. 

Una volta dettate le regole della nostra selezione vediamo qui di seguito quelli che secondo noi sono i migliori film a tema casinò. 

Ocean’s Eleven 

Non poteva mancare nella nostra classifica uno dei film con il cast probabilmente più costoso e sicuramente più abbondante di star. 

Questa commedia ripercorre la pianificazione e l’esecuzione della più grande rapina mai perpetrata alle spalle di un casinò. 

Una banda di rapinatori altamente referenziati e iper-specializzati si cimenta in una rocambolesca quanto improbabile incursione nel caveau di uno dei casinò più ricchi al mondo. 

Le vittime di questa impresa sono i tre casinò Bellagio, Mirage e MGM Grand. Tre istituzioni della città di Las Vegas che hanno realmente prestato le proprie sale alle riprese ed hanno incantato con immagini suggestive. 

Nonostante il cast milionario e il budget hollywoodiano il film non può scalare la nostra classifica più di così. 

La pellicola offre infatti un piano decisamente ben congegnato, ma troppo improbabile dove i buoni, seppur ladri, vincono sul ricco cattivo. 

Sebbene fotografia, regia, colonna sonora e anche recitazione siano ai massimi livelli, il film offre ben poco dal punto di vista artistico con una morale ed un messaggio di fondo al limite del puerile che possono accontentare solo uno spettatore che dal cinema si aspetta solo tanta bellezza estetica e qualche battuta ben riuscita. 

Casinò Royale 

Non è nuovo alle sale del casinò il personaggio di James Bond.

In questo film la spia inglese lascia finalmente la deriva supereroistica e fantascientifica dell’uomo che può tutto in favore di un agente segreto meno esperto. 

Il fulcro del film è la partita a poker ambientata nelle sale del casinò di Venezia che ne aumenta il fascino e il glamour anche solo dal punto di vista estetico. 

Un film che conquista per l’interpretazione di un superuomo comunque vulnerabile emotivamente, più violento e fisico rispetto alle precedenti interpretazioni che erano invece più tecnologiche e meno realistiche. 

Anche la Bond girl del film, la talentuosissima Eva Green, assume un aspetto umano molto più in linea con i comportamenti di una persona vera discostandosi così dai cliché delle precedenti Bond girls che assomigliano invece molto di più ad un copione ben scritto piuttosto che ad una persona in carne ed ossa. 

In generale è un film che ci ha convinto molto per il suo ritorno alle origini con personaggi che meglio rispecchiano i caratteristi originali dei libri di Ian Fleming. 

Un ottimo film d’azione condito da aspetti umani e retrò come nei veri romanzi del suo ideatore che però non riesce a scalare di più la nostra classifica a causa di una concorrenza troppo agguerrita. 

Rounders 

Sul gradino più basso del nostro podio sale un capolavoro sulla vita di strada. 

Un cast composto da tre grandi attori che si contendono lo scettro del migliore giocando ad armi pari per tutto il film. 

Matt Damon nei panni di uno studente di legge che prova disperatamente a sfuggire al richiamo della propria natura. Combatte i propri istinti per tutto il film offrendo diverse facce, tutte credibili, dallo studente modello capace e promettente al giocatore dalle doti naturali passando anche attraverso il ruolo di navigato frequentatore di bische. 

Edward Norton con un’interpretazione magistrale del debosciato di strada. Talentuoso, bugiardo e inaffidabile. Talmente perfetto e affascinante da tenere incollati allo schermo chiunque abbia avuto un assaggio della vita nei bassifondi. 

John Malkovich nel ruolo del cattivo sadico e sfottente. La sua decennale esperienza di attore gli permette di offrire un’immagine senza alcun dubbio convincente quanto odiosa sia alla vista che all’udito. 

Il film ha l’enorme pregio di mostrare la vita dei giocatori abituali, di professione, che hanno fatto del poker e del gioco d’azzardo la propria vita. 

Non nasconde, anzi dichiara apertamente tutte le contraddizioni, miserie e incertezze di chi ha scelto un percorso di vita lontano dallo standard americano della torta di mele. 

Un film che può essere solo elogiato per la capacità di offrire quasi senza filtri uno sguardo scomodo e molte volte desolante.  

Casinò 

Un capolavoro di Martin Scorsese che appartiene alla sua personale trilogia sulla mafia insieme a “Quei bravi ragazzi” e “Mean streets”. 

Il film racconta nascita, ascesa e declino di Sam e Nicky nella loro disperata ricerca di un posto all’interno delle famiglie mafiose. 

Un film che non risparmia tradimenti, violenze fisiche e anche psicologiche di uomini e donne incatenati ad una vita che non vogliono ma che non riescono a lasciare.  

Robert De Niro, Joe Pesci e Sharon Stone offrono interpretazioni angoscianti e difficili da digerire nel migliore stile di Martin Scorsese, dove la redenzione non è contemplata. 

A questo quadro si aggiunge un’altra stupenda caratteristica dei personaggi di Scorsese dove nessuno è buono o cattivo, ma sono tutti animati da sentimenti buoni e cattivi, vittime di se stessi e della situazione in cui si trovano. 

Casinò offre uno sguardo cupo sulle vere origini dei casinò di Las Vegas, sulla gestione a braccetto con la malavita e su quanto questa stessa gestione sia radicata e onnipresente in ogni aspetto incluso quello familiare. 

Un film dall’alto valore artistico, storico e profondamente umano. 

Paura e delirio a Las Vegas 

Il gradino più alto della nostra classifica poteva spettare solo ad una pellicola in grado di offrire una visione profonda e tagliente dell’animo umano. 

Questa pellicola è in grado di mescolare insieme tutto il degrado di cui può essere capace un essere umano viziato e senza freni, offrendo la visione in chiave grottesca e ironica. 

Anche in questo film ci viene presentata un’immagine diversa dalle patinate fotografie di Las Vegas in favore di un molto più veritiero affresco sui bassifondi che costituiscono la città molto più dei casinò. 

Ad inframezzare scene esilaranti di fattanza appaiono brevi scene che colpiscono come un pugno sullo stomaco lo spettatore attento. 

Il film, osannato da generazioni di ragazzini amanti dello sballo, è in realtà un’elevata opera di critica e analisi sociale che dovrebbe far riflettere su quanto facile sia per ogni uomo perdere le inibizioni in una città dove ogni vizio è a portata di mano. 

Le pulsioni animali vengono sbattute in faccia allo spettatore con la chiarezza della loro trasversalità. Non importa il livello di cultura, di ricchezza o l’estrazione sociale, siamo tutti possibili vittime dei nostri istinti peggiori se oltrepassiamo quella sottile linea immaginaria. 

Emblematico ed esplicativo di tutto il film è il finale in cui il giornalista Raoul Duke (Johnny Depp) rivela la grande fallacia del messaggio di Tim Leary: un’intera generazione a cui era stato venduto il miraggio di un’espansione di coscienza. 

 “senza mai pensare alla realtà macabra e rapace che stava in attesa di tutti quelli che lo prendevano sul serio, quei consumatori di acido patetici e appassionati che pensavano di comprarsi pace e comprensione a tre dollari la botta. Ma la loro sconfitta e i loro fallimenti sono anche i nostri” “…una generazione di storpi permanenti, ricercatori falliti che non ha mai compreso la falsità mistica della cultura dell’acido. La disperata supposizione che qualcuno o qualcosa custodisse la luce alla fine del tunnel”. 

Un film che merita il gradino più alto per la profondità del messaggio e il modo visionario che ha escogitato per consegnarlo allo spettatore.