Secondo la regola d’oro del poker, un giocatore vincente è quello che riesce a farsi pagare dagli avversari quando ha il punto migliore, e riesce a farli foldare quando a un eventuale showdown risulterebbe sconfitto.
Non sempre però è facile farsi pagare dagli avversari, in particolare se associano la azione che intavoliamo a un punto di valore più forte del loro.
Per questo, ai livelli più alti di gioco, vige il principio massimo del bilanciamento: intavolando una determinata azione sia quando si ha un punto di estrema forza sia quando si è in bluff completo, complichiamo agli avversari la lettura della mano in nostro possesso.
Lo stesso principio guida le action per deception, con cui vogliamo far capire all’avversario di avere un punto all’estremo opposto di quello che realmente abbiamo.
La deception in breve
Con il termine ‘deception’ si intendono quelle azioni che mirano a convincere l’avversario di qualcosa che non è vero o che vogliono portarlo a intavolare una azione errata sulla base di presupposti non veri.
Fondamentalmente una azione intavolata per deception vuole confondere l’avversario sulla forza della mano contro cui sta giocando in quel momento.
Lo slow-play, il bluff e i semi-bluff sono tutte giocate per deception.
Checkare dietro top pair top kicker
Siamo all’Afternoon on Stars, il torneo pomeridiano di PokerStars da 50€ di buy-in, su blinds 2.000-4.000 ante 400.
Con 209.292 di stack ‘RickyCNM’ apre x2 secco da utg K♦A♥, difende ‘KARFADJ’ da big blind con 44.314.
Flop 7♣A♦8♥ check to check.
Turn 3♥ ‘KARFADJ’ check, ‘RickyCNM’ bet 8.480, call.
River 2♣ ‘KARFADJ’ checka con 31.834 chips su pot di 38.160, ‘RickyCNM’ lo mette all-in, ‘KARFADJ’ snappa ed è player out!
Anatomia di un check per deception
Guardando alla azione dal preflop al river, appare chiaro come il momento ‘deceptivo’ della mano arrivi dopo le prime tre carte comuni, con la decisione di ‘RickyCNM’ di checkare dietro top pair top kicker.
Un check piazzato non solo per deception ma anche, probabilmente, con lo scopo di tenere dentro alla mano tutto il range con cui l’avversario folderebbe alla sua continuation bet.
Il flop con quell’asso, infatti, intercetta il range di original raiser molto più di quello di big blind, che contiene solamente assi deboli visto che con assi forti avrebbe verosimilmente tribettato preflop.
Scongiurare il fold avversario
Sul 3 che scende al turn ‘KARFADJ’ checka di nuovo e ‘RickyCNM’ punta 8.480 su piatto di 21.200. Una bet da parte sua è qui scontata se non vuole perdere troppo valore con il bel punto che ha ‘under-reppato’ al flop (ovvero che ha giocato in modo tale da rappresentare una forza inferiore a quella reale, ndr).
A questo punto il call di ‘KARFADJ’ può arrivare molto più facilmente rispetto alla prima strada, visto che ai suoi occhi il check avversario del flop potrebbe benissimo significare che ‘RickyCNM’ è sprovvisto di asso.
Se original raiser avesse proseguito al flop, una second barrel avrebbe probabilmente ottenuto l’effetto di portare l’avversario al fold. Da notare comunque la size adottata da ‘RickyCNM’ per la bet turn, che di fatto committa l’avversario: dopo aver chiamato infatti ‘KARFADJ’ si presenta al river con meno di una pot-sized bet (ovvero lo stack che gli rimane è inferiore all’importo del piatto, ndr).
Un call scontato?
In ultima strada infatti dopo il suo check e il push di ‘RickyCNM’, ‘KARFADJ’ deve decidere se mettere le sue ultime 31.834 chips su un piatto che ammonta a 69.994.
Per pot odds, il punto di pareggio del call è quindi:
31.834/(69.994+31.834)=0,312…=31,2%
‘KARFADJ’ con la sua top pair senza kicker deve essere buono meno spesso di una volta su tre affinché il suo call presenti una aspettativa di guadagno sul lungo periodo.
Se ha chiamato evidentemente era convinto di essere buono un numero di volte superiore a quello indicato dal punto di pareggio delle pot-odds e non ha ritenuto che fosse il caso di foldare.
In questa sua convinzione – che poi si è rivelata falsa, tanta voce in capitolo ha avuto sicuramente quel check al flop di ‘RickyCNM’.
Una linea alternativa sotto il nome di ‘pot control’
A carte viste, forse l’esito della mano sarebbe stato lo stesso anche con una linea diversa e più standard da parte di ‘RickyCNM’.
Davanti a una continuation bet al flop e a un check behind al turn dell’avversario, infatti, molto probabilmente ‘KARFADJ’ avrebbe ugualmente fatto finire tutte le sue chips al centro del tavolo al river.
Con questa linea però, come già scritto, a carte coperte la continuation bet al flop avrebbe ricevuto il fold avversario a frequenza medio-alta. Checkando dietro invece ‘RickyCNM’ ha confuso l’avversario rendendogli la mano di difficile lettura.
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