Wednesday, 24th June 2026 16:46
Home / Analisi mano: Seidel va all-in per valore, ma Hecklen folda da meglio

Le Triton Super High Roller Series disputate a Londra nell’agosto 2023 ci hanno regalato diversi spunti tecnici da approfondire.

Una mano particolarmente interessante ha visto protagonisti il decano Erik Seidel (a oggi ottavo nella all-time money list) e il fortissimo danese Henrik “hhecklen” Hecklen nell’evento inaugurale da 25.000$ di iscrizione.

Uno spot multiway

Siamo in early stage, elemento che aggiunge ancor più interesse allo spot in questione, visto che non è mai semplice sbirciare le carte dei super professionisti durante i day1 di questi eventi.

Primo livello di gioco, blinds 500/1000, bb ante 1000.

Erik Seidel, forte di uno stack di 241.500 pezzi, apre la danze rilanciando a 2.500 da Utg+1 con A-7 di fiori. Chiamano sia Nikolai Mamut da bottone che Pascal LeFrancois da small blind, ma a testimonianza di uno stile di gioco decisamente aggressivo, Hecklen (stack 240.000) opta per uno squeeze 19.000 da big blind con 5-6 di picche.

Chiama solamente Seidel.

Il Flop

Il flop è sicuramente più che discreto per Hecklen visto che centra una doppia coppia, ma nel range avversario ci sono sicuramente alcune pocket pair migliori. La mano appare quindi piuttosto complessa da affrontare. Detto ciò una c-bet sembra sicuramente un opzione più che ragionevole. Hecklen sceglie una size pari a circa 1/4 pot: 12.000. Seidel, godendo del vantaggio posizionale, decide che è troppo presto per arrendersi e contando di essere qualche volta ancora avanti chiama la puntata del danese.

Tricky Turn

Il 6 di fiori al turn è sicuramente una delle carte più belle per Hecklen che centra un illeggibile full house e continua ancora una volta a puntare, cercando a questo punto di estrarre valore proprio da quelle combo di Seidel che lo battevano flop (7-7, 8-8, 9-9, T-T, Q-Q).

Erik ha ora doppia coppia più un asso in mano, ma soprattutto ha anche progetto di colore. E contro il range di squeeze + 2-barrell di Hecklen è assolutamente ragionevole comprendere il suo call alla puntata 34.000 del rivale. Chiamando anche turn, Seidel scoraggia probabilmente diversi eventuali bluff al river, visto che molto probabilmente giocherebbe allo stesso modo anche con un J in mano…

Colpo di scena al river

Al river si materializza un 3 di fiori che appare potenzialmente drammatico per l’americano.

Ma ecco che accade l’impensabile: Hecklen punta ancora. La size è di 68.000 su pot da 136.000, ovvero mezzo piatto spaccato. A questo punto è davvero difficile entrare nella testa di un futuro hall-of-famer come Seidel ma con ogni probabilità, questa size gli lascia credere che Hecklen non abbia quasi mai un J e sia davvero remota (seppur reale) l’ipotesi di un full di 6. Nonostante sia solamente il primo livello di gioco, Seidel decide dunque di andare all-in per 175.000 chips, assumendo (forse) che il danese abbia davvero un over pair come Q-Q, K-K, A-A. Nonostante le incredibili pot odds, Hecklen scuote la testa e dopo meno di un minuto decide di foldare la sua mano.

Il dubbio

Proprio per ciò che dicevamo prima, un dubbio ci resta: non è che quel vecchio volpone di Seidel abbiamo voluto trasformare il suo flush in bluff fiducioso che l’avversario non avrebbe mai messo visto che, as played, rappresenta un J alla perfezione?

Difficile crederlo semplicemente per gli stack in gioco, ma è un’opzione che non ci sentiamo affatto di escludere, anche perchè l’americano ha sicuramente qualche J-x in più del suo avversario se stimiamo un range di open/flat da early position.

E a questo punto non ci resta che chiedervi: che avreste fatto nei panni di Hecklen?  

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