Friday, 24th April 2026 08:23
Home / Fabio Fedullo e la bolla EPT più indimenticabile di sempre

Il momento dello scoppio della bolla è forse il più iconico e persino simbolico, nei tornei di poker. A parte gli eventuali rientri e ogni discorso relativo al profitto effettivo, si tratta di una linea che demarca chi lascia una traccia da chi rimane invisibile. A maggior ragione, se parliamo di un torneo live di grandissima rilevanza come un Main Event EPT, il tutto si moltiplica in maniera esponenziale. Anche in ragione di ciò, quanto accaduto ieri al giocatore italiano Fabio Fedullo all’EPT Malta, rappresenta una sorta di favola.

FABIO FEDULLO E IL SOGNO DEL POKERISTA: BATTERE LE ODDS

Il poker è insieme un gioco democratico e dispotico, perché è vero che ognuno gioca con il proprio portafogli e ce ne sono alcuni molto più pesanti di altri (anzi, ricordiamo sempre che un torneo va giocato a cuor leggero, quindi spendendo cifre che ci permettono di giocare serenamente), ma certe situazioni sono come la “livella” di Totò: portano un pathos che vale per tutti, dal più ricco e affermato professionista al parvenu qualificato online.

Non sappiamo come ci sia arrivato, se qualificato tramite satellite online o live, o se abbia pagato di tasca sua i 5.300€ del buy-in, canonico per ogni tappa dell’European Poker Tour by PokerStars. Quello che conta, è che l’italiano Fabio Fedullo (nella foto di Manuel Kovsca) era arrivato a un punto di non ritorno, nel suo EPT Malta Main Event: era rimasto con 3.000 chips durante il livello 2.000/3.000/3.000, dunque aveva davanti a sé appena un big blind.

  • Plot twist: tutto ciò accade con 136 giocatori rimasti ma con soli 135 posti a premio previsti. Tradotto in termini pratici, siamo in bolla piena!
  • Secondo plot twist: l’organizzazione decide di mandare tutti al Dinner Break. Dunque, In 136 vanno a cenare, sapendo che per quasi tutti ci sarebbe stata la gioia di un premio minimo da almeno 8.400€. Tutti, tranne uno. E, chipcount alla mano, Fabio Fedullo aveva GROSSE probabilità di essere quell’uno. Oltretutto, al rientro, Fedullo sarebbe stato in posizione di Under The Gun: dunque, alla seconda mano, sarebbe stato all-in automatico.

In quale stato d’animo sareste andati voi a cena, al posto di Fabio Fedullo? Comunque ciascuno viva l’esperienza di un torneo di poker, mangiare sapendo di essere – pokeristicamente – un “dead man walking” non era proprio la più fausta delle condizioni.

IL SALVATAGGIO INCREDIBILE IN BOLLA EPT

Al rientro, puntuale come le tasse, arriva la seconda mano. Fabio Fedullo mette le sue fiches residue in mezzo e qui c’è spazio solo per le preghiere, religiose o laiche che siano.

Foldano tutti fino al bottone, posizione in cui siede un altro italiano, Matteo Ferrara. Ingolosito dalla possibilità dello scoppio della bolla, Matteo si limita al call e anche il giocatore sullo small blind, il maltese Shaun Decesare, completa aggiungendo le 1.500 necessarie.

Come si suole fare in questi casi, Ferrara e Decesare optano per un “cooperation play”, ovvero checkano per tutte le strade, sperando che la mano di uno dei due batta quella dello short, decretandone così l’eliminazione e assicurandosi l’ingresso a premio.

Dopo che il dealer ha servito tutte e cinque le carte del board 8 7 4 9 2, tutti sino chiamati a girare le carte, in un drammatico showdown a tre:

  • Shaun Decesare Q 3
  • Fabio Fedullo K 2
  • Matteo Ferrara 6 2

Incredibilmente, Fabio Fedullo scopre di avere la mano migliore, grazie al kicker K che accompagna la sua bottom pair e che si rivela vincente rispetto al kicker 6 di Ferrara.

Improvvisamente, la cena non è più indigesta e Fabio Fedullo risale a 9.000 chips. Sono appena 3bb, ma è sempre meglio di zero.

IL “SACRIFICIO” DI SCHEMION

Poco dopo, la cena diventa una degustazione a tre stelle, visto ciò che accade a un tavolo vicino, dove c’è un allin e un call.

Il tutto è accaduto tra il lituano Evaldas Aniulis e il tedesco Ole Schemion, con quest’ultimo che ha fatto check-raise allin per 80.000 sulla bet da 7.000 del rivale dopo il flop 7 5 3.

Ole, che è un super pro da quasi 21 milioni di dollari in vincite lorde da tornei live, pensava di essere davanti con 9 9 ma scopre l’amara verità: Aniulis gira 7 5 per una doppia coppia che lo pone in netto vantaggio. A Schemion serve che si accoppi il board senza né 7 né 5: di fatto, ha bisogno di un 9, un 3 oppure una coppia runner runner (esempio turn 6, river 6), per sperare di rimanere nel torneo.

Tutto ciò non accade e allora è proprio lui, che prima della mano aveva quasi 90.000 fiches, a impersonare il bubble-man, a essere l’unico – dei 136 andati in pausa cena – a non iscrivere il proprio nome nel payout del torneo.

Il super pro da vincite a sette zeri, ovvero uno di quelli che generalmente usa le sue abilità per mettere lui pressione agli altri in bolla, patisce quella stessa sofferenza.

A casa Fedullo, invece, si festeggia come si può festeggiare il più inatteso degli eventi. E Fabio onora fino alla fine la fortuna avuta, poiché riesce a chiudere il day 2 con 48.000 chips, uno dei più corti tra i 108 rimasti, ma anche chissenefrega, visto come si erano messe le cose.

COME È ANDATA A FINIRE

Nel day 3, poi, Fabio Fedullo si è difeso come ha potuto, uscendo infine al 92° posto. Per lui un premio da 11.050€, ma soprattutto una bella storia da raccontare.

Una storia di ribaltamento delle gerarchie pokeristiche: il super pro, ovvero uno di quelli che in genere sfruttano la paura degli amatori di uscire dal torneo in bolla, esce nel più clamoroso e inatteso dei modi.

Una storia anche motivazionale, se vogliamo: per ricordarci che nel poker (e non solo nel poker), non bisogna mai smettere di sperare e di lottare per un obiettivo. A volte, può nascondersi anche sotto un big blind.

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