Tra gli appuntamenti live che faranno da ponte fino a quello che sarà il PokerStars European Poker Tour di Barcellona in programma dal 16 al 29 di agosto, c’è quello tutto italiano della Campione Poker Week, la kermesse schedulata al Casino che sorge sulle rive del Lago di Lugano dal 29 al 02 agosto.
In ordine al Main Event, che rappresenta praticamente il cuore pulsante di tutta la settimana corta della CPW, abbiamo dato uno sguardo alla struttura e ci sono alcune particolarità da mettere a fuoco, soprattutto se pensiamo alla strategia da adottare per provare ad arrivare in fondo.
Campione Poker Week: la struttura
Partiamo proprio dalla comprensione della struttura, che prevede l’ormai consolidata tradizione dell’utilizzo delle dinamiche dello Special Price in capo al Day 1A, il primo flight del torneo che si giocherà nel tardo pomeriggio di mercoledì 29 luglio e per il quale è richiesto un costo di iscrizione pari a €200.
Per tutti i flight di partenza, che sono 5 suddivisi nei 4 giorni che portano da mercoledì a sabato, lo starting stack è il medesimo, 40.000 gettoni con la distinzione della durata dei livelli tra i primi 4 Day 1 da 30 minuti e l’ultimo programmato nella serata di sabato primo agosto, il Day 1E, che si giocherà in modalità turbo per 20 minuti a livello.
Tutti i giocatori qualificati al Final Day potranno considerarsi a premio per un già conteggiato ammontare di €400, mentre la giornata finale si giocherà domenica 02 agosto a partire dalla ore 14:00.
Chips courtesy PokerStars & Danny Maxwell
La scelta del flight
Il Main Event della Campione Poker Week propone dunque una struttura particolare, nella quale la strategia non dipende soltanto dalle carte e dagli avversari, ma anche dalla scelta del flight.
Tutti i Day 1, come appena scritto, mettono a disposizione uno stack iniziale da 40.000 chips e conducono alla qualificazione del 12,5% del field, con accesso al Final Day già accompagnato da un premio minimo di €400. Cambiano però il buy-in, la durata dei livelli e, soprattutto, il tipo di giocatore che potrebbe sedersi al tavolo.
L’obiettivo iniziale non deve essere semplicemente “sopravvivere”. Con soltanto un giocatore ogni otto destinato a passare il turno, servirà costruire uno stack sufficiente per non affrontare la parte conclusiva del flight con un margine troppo ridotto.
Lo Special Price
Il Day 1A di mercoledì 29 luglio è il primo flight e presenta un buy-in speciale da €200, inferiore ai €250 previsti per le giornate successive. Lo stack rimane di 40.000 chips e i livelli durano 30 minuti, esattamente come nei Day 1B, 1C e 1D.
Dal punto di vista economico, il Day 1A è quindi la soluzione più conveniente. È anche probabile che attiri giocatori interessati alla promozione e partecipanti che vogliono provare a qualificarsi subito, lasciandosi eventualmente la possibilità di rientrare nei flight successivi. Proprio per questo motivo il field potrebbe risultare piuttosto eterogeneo e probabilmente più facile da affrontare.
Il consiglio è quello di scegliere il Day 1A quando si ha la possibilità di giocare senza fretta e senza l’obbligo di chiudere la qualificazione in una sola occasione. Il costo inferiore permette di affrontare il torneo con maggiore serenità, ma non deve trasformarsi in una giustificazione per giocare in maniera superficiale.
I Day 1B e 1C, entrambi con partenza alle 18:00, mantengono la struttura ordinaria: €250 di buy-in, 40.000 chips e livelli da 30 minuti. Sono probabilmente i flight più equilibrati, perché offrono tempo sufficiente per studiare il tavolo e sviluppare una strategia completa senza la pressione tipica delle giornate conclusive.
Il Day 1D di sabato parte invece alle 14:00 e potrebbe essere il flight più affollato. Un field numeroso significa più chips complessive in circolazione, ma anche una maggiore varietà di profili: regular, occasionali e giocatori arrivati a Campione soltanto per il fine settimana. In questo contesto diventa essenziale individuare rapidamente chi vuole accumulare, chi sta semplicemente aspettando carte premium e chi tende a esagerare con bluff e all-in.
Evitare la fretta
Con 40.000 chips iniziali e livelli da 30 minuti, nei primi flight non esiste la necessità di creare immediatamente piatti enormi. Anche senza conoscere nel dettaglio tutti gli incrementi dei bui, la struttura consente di partire con una profondità sufficiente per giocare post-flop e raccogliere informazioni sugli avversari.
Nelle prime fasi bisogna valorizzare soprattutto la posizione. Mani come assi suited, coppie piccole e medie e suited connector possono essere giocate con profitto quando si agisce dal cutoff o dal bottone, ma perdono parte del loro valore fuori posizione. Non bisogna innamorarsi di una mano soltanto perché ha buone possibilità teoriche di chiudere scala o colore.
Courtesy PokerStars & Danny Maxwell
Contro avversari che chiamano troppo, la strategia migliore rimane quella più semplice: ridurre i bluff e puntare con decisione per valore. In tornei live di questo tipo molti giocatori tendono a seguire con top pair deboli, progetti marginali e coppie intermedie. Cercare bluff elaborati contro chi non vuole passare può diventare soltanto un modo costoso per complicarsi il torneo.
Allo stesso tempo, non bisogna confondere la prudenza con la passività. La qualificazione riguarda soltanto il 12,5% dei partecipanti: chi trascorre l’intero Day 1 limitandosi ad aspettare mani premium rischia di arrivare alle ultime fasi con uno stack troppo corto per esercitare qualsiasi pressione.
Aggressività al passo coi livelli
Quando i bui cominciano a pesare maggiormente, la strategia deve cambiare. È il momento di ampliare le aperture da late position, difendere con maggiore attenzione il big blind e individuare gli stack che non vogliono correre rischi.
I giocatori con stack medi sono spesso i bersagli più interessanti. Gli short stack possono reagire andando direttamente all-in, mentre i big stack hanno la possibilità di chiamare o contrattaccare senza compromettere il torneo. Chi possiede uno stack intermedio, invece, tende a evitare gli scontri che potrebbero farlo precipitare verso la zona eliminazione.
Questo non significa rilanciare ogni mano. La pressione deve essere esercitata scegliendo situazioni nelle quali posizione, stack e tendenze avversarie lavorano nella stessa direzione. Rubare bui e ante diventa importante, ma aprire troppo largo contro giocatori aggressivi o contro stack predisposti alla 3-bet all-in può produrre l’effetto opposto.
La fase della bolla
Il torneo viene fermato quando rimane il 12,5% del field e tutti i qualificati accedono al Final Day già a premio per almeno €400. La fase conclusiva di ogni flight assume quindi le caratteristiche di una vera bolla.
Qui bisogna osservare non soltanto le carte, ma anche il numero dei giocatori rimasti e la distribuzione degli stack. Chi possiede uno stack molto corto non può permettersi di attendere indefinitamente, soprattutto se i bui stanno per aumentare. In assenza di situazioni estreme, è preferibile scegliere uno spot nel quale entrare per primo nel piatto piuttosto che chiamare l’all-in di un avversario.
Per i big stack la bolla rappresenta una grande occasione. Possono attaccare i giocatori medi, che hanno molto da perdere e non vogliono compromettere una qualificazione ormai vicina.
Il nuovo cambio di marcia al Final Day
Domenica 2 agosto il Final Day riparte alle 14:00 con livelli da 40 minuti. Tutti i qualificati sono già in the money e questo elimina la pressione del min-cash, ma non quella degli aumenti di premio.
La durata superiore dei livelli restituisce spazio al gioco tecnico. Chi arriva con uno stack profondo non deve sentirsi obbligato a dominare ogni piatto: può selezionare gli avversari, sfruttare la posizione e costruire le mani su più strade. Chi riparte corto dovrà invece conoscere perfettamente il proprio stack espresso in big blind e individuare rapidamente le occasioni per raddoppiare.
La vera chiave del Main Event sarà adattarsi continuamente. La stessa condotta non può funzionare all’inizio del Day 1, vicino al taglio del 12,5%, nel flight Turbo e nel Final Day. Chi saprà modificare aggressività, selezione delle mani e obiettivi in base alla fase del torneo avrà molte più possibilità non soltanto di qualificarsi, ma di arrivare fino alle posizioni che contano davvero.
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