Abbiamo affrontato gli argomenti equity e fold equity, concludiamo il trittico parlando della realizzazione dell’equity, l’unico tra questi concetti ad essere – se vogliamo – meno matematica e più dipendente dalla propria capacità di stima.
Non per questo, però, si rivela meno importante. Anzi, la realizzazione dell’equity è indispensabile e ha un impatto su ogni mano di poker online o live che viene giocata.
Realizzazione dell’equity contro equity “grezza”
Quando si parla genericamente di equity, ci si riferisce a quella che ora chiameremo “equity grezza“, ovvero la probabilità matematica di vittoria tra due mani o range.
Sappiamo bene che nel poker non esiste solo l’equity. Ci sono situazioni in cui possiamo anche avere le pot odds adeguate, ma continuare nella mano risulta rischioso o contro-producente.
Pensiamo ad esempio di chiamare un raise da BB con K♥Q♥ e su flop A♠9♣8♣ il nostro avversario c-betta 1,5bb su pot di 6,5. Le pot-odds sono altissime, ci basta vincere il 16% delle volte, e sicuramente il nostro avversario blufferà più di una volta su sei, il che rende giustificabile un call anche con questa mano su un board che non aiuta affatto.
Però la risposta giusta è senza dubbio il fold: giochiamo fuori posizione, è l’avversario l’aggressore, ha molti assi che non supereremo se non con un runner runner, e dobbiamo aspettarci altre bet tra turn e river che possono diventare costose.
La realizzazione dell’equity è un fattore che indica la quantità di equity che una mano si aspetta verosimilmente di concretizzare. In altre parole, aggiusta l’equity grezza in base alle altre variabili in gioco, come posizione, aggressività, stack, eccetera.
L’importanza della “EQR” per il calcolo del valore atteso
Fondamentalmente possiamo dire che l’equity come definita di solito ha senso solo quando si è in all in o non vengono effettuate altre puntate. Nei casi restanti, l’equity grezza moltiplicata per la realizzazione dell’equity ci da una panoramica più realistica della forza della nostra mano.
Nello specifico, per chi ha sentito parlare di EV, (expected value, valore atteso), la definizione matematica di questo è proprio la moltiplicazione di equity, realizzazione dell’equity e ammontare del piatto.
La EQR possiamo vederla un po’ come un moltiplicatore per l’equity grezza. Se affrontiamo una situazione complicata, questo moltiplicatore scenderà (per esempio stimiamo di realizzare l’80% della nostra equity grezza. Un coinflip sarebbe realisticamente 50%*80%=40%) mentre se abbiamo dei vantaggi possiamo anche incrementarla (siamo chipleader in posizione e l’avversario non rappresenta forza: magari possiamo realizzare il 120% della nostra equity!).
A dire il vero, la formula del valore atteso detta in precedenza è in realtà l’inversa di quella della realizzazione dell’equity. Quest’ultima infatti non si può calcolare senza conoscere il proprio EV, e questo ultimo dato si può ottenere solo tramite simulazioni e statistiche.
Resta tuttavia un esercizio importante da fare al tavolo, quello di stimare la propria EQR e la propria EV, perché più affiniamo questa stima più saremo vicini alla precisione e più sarà semplice per noi decidere quale sia la mossa più vantaggiosa.
Cosa influenza la realizzazione dell’equity?
Andiamo al sodo: quali sono i fattori che influenzano la realizzazione dell’equity? In poche parole, tutto ciò che riguarda una mano di poker eccetto proprio l’equity grezza.
Partiamo con il concetto di giocabilità della mano. Per esempio, un 7♦6♦ ha una probabilità di vittoria inferiore a Q♠4♥, ma i suited connector hanno più giocabilità perché c’è un numero maggiore di board sul quale possono puntare, chiamare o rilanciare, grazie ai progetti di scala o colore. Mani come Q-4 hanno una penalità nella realizzazione dell’equity, perché anche una top pair potrebbe risultare fragile, dominata da un A-Q avversario o da eventuali overcard.
Il fattore posizionale ha un impatto decisivo in ogni mano di poker, e influenza la EQR avvantaggiando il giocatore in posizione. Anche l’aggressività è importante: il giocatore che ha rilanciato, tendenzialmente ha un vantaggio nella realizzazione dell’equity. In realtà è più corretto dire che è il vantaggio di range che influenza la realizzazione dell’equity.
Un altro aspetto essenziale è la profondità dello stack in relazione al piatto, ovvero lo stack to pot ratio. Più è alto l’SPR, più il giocatore in posizione realizza la sua equity, e viceversa per il giocatore OOP.
Per concludere, ovviamente c’è il fattore skill: più alte sono le tue skill, più avrai un vantaggio nella realizzazione della tua equity, e più i tuoi avversari saranno forti, più questo tuo vantaggio scenderà a loro beneficio. Insomma, la differenza di skill sbilancia anche la EQR, ed è per questo che la regola aurea del poker è giocare contro avversari meno forti di noi.
Sovra-realizzare e sotto-realizzare
A questo punto dovrebbe essere abbastanza comprensibile – anche grazie all’esempio fatto in precedenza – come la realizzazione dell’equity può abbassare la nostra equity grezza.
Pensiamo di avere A♣2♣ su board 8♦J♦10♦, fuori posizione, contro il raise di Phil Ivey da UTG, giocando con 50bb su un piatto di 10bb. Sì, abbiamo dell’equity perché possiamo pescare un asso tra turn e river, o battere tutti i draw di Phil che non si chiuderanno… ma realisticamente quante volte pensiamo di arrivare allo showdown?
Ovviamente l’EQR può scalfire la nostra equity e diminuirla, ma viceversa può anche aumentarla! Sembra controintuitivo, ma la risposta sta negli stessi termini.
Immaginiamo di essere Phil Ivey nello spot appena descritto, e abbiamo semplicemente K♠9♦. Tecnicamente la nostra equity grezza sta a 67,6%, quindi ci dovremmo aspettare di vincere 6,76bb, ma realisticamente punteremo e l’avversario folderà, quindi realizzeremo circa il 150% della nostra equity.
Ovviamente questo discorso non ha senso perché non possiamo sapere che il nostro avversario abbia proprio A♣2♣, ma sapendo che faremo foldare gran parte del range avversario, e avendo buone possibilità di vincere contro la parte che chiama, possiamo aspettarci che comunque realizzeremo più equity rispetto a quella calcolata.
Conclusioni
Comprendere la realizzazione dell’equity e i suoi fattori principali è importante per raffinare la nostra capacità di decidere quando chiamare o non chiamare, puntare o non puntare, e per stimare il valore atteso delle nostre giocate.
Ci aiuta a capire meglio l’importanza di fattori come posizione e aggressività, come cambia il gioco in base agli stack, e perché alcune mani più deboli vengono preferite ad altre più forti (suited connector contro carta alta).
In un certo senso ci permette di capire la reale forza della nostra mano, che non è fissa ma è plasmabile dalla situazione e dalle circostanze. La stessa mano può essere un pessimo call ma un’ottima bet, un grande fold o un pessimo all-in.
L’aspetto negativo, è che non è possibile calcolare matematicamente il valore dell’EQR al tavolo. Quello positivo, è che essendo consapevoli della sua esistenza possiamo tenerlo in considerazione e fare delle stime, trasferendo poi le analisi nello studio post sessione e diventando sempre migliori nel comprenderlo.
Torna all’inizioVisualizza altri blog
Impara a giocare a poker con Pokerstars Learn, esercitati con l'app di PokerStars
Prova la nostra classifica gratuita Scholars per mettere alla prova le tue nuove abilità.