“Abbiamo fatto deal per ICM”. “Per ICM, quello è un fold”. “In quello spot c’è tanta pressione ICM”. Magari hai letto o sentito diverse volte espressioni simili e non sai di cosa si stia parlando. Non preoccuparti, siamo qui apposta per spiegare, in breve e nella maniera più chiara possibile, cosa è questo famigerato ICM.
ICM nel poker: cos’è
Una spiegazione classica che ognuno di noi ha dovuto dare almeno una volta nella vita, è quella in cui un amico, familiare o conoscente esterno al poker chiede, apprendendo che sei chipleader in un torneo con uno stack di 1.650.000 chips: “Ma sono soldi veri?”
Lì, per l’appunto, cerchi di spiegare che le chips dei tornei hanno valore solo nominale, mentre nel cash game ogni chip ha il suo valore reale. Tutto vero, ma sei sicuro di sapere tutto sul valore delle chips?
In realtà, se da un lato è ovviamente sacrosanto che le chips di un torneo non potranno mai venire cambiate in denaro in nessuna cassa di nessun casinò, quello che forse non sai è che le fiches non valgono sempre allo stesso modo, ma il loro valore economico varia in base al momento del torneo.
Ed è proprio per sviluppare e spiegare questo fondamentale concetto, che nasce l’Independent Chip Model, poi abbreviato nell’acronimo ICM.
Tale modello ci aiuta a soppesare il valore monetario delle nostre chips, quando esso diventa rilevante.
Banalizzando: se facciamo double up vincendo un coinflip preflop AK vs QQ durante il terzo livello di un MTT online da oltre duemila iscritti, ovviamente la nostra situazione è migliorata, ma non da un punto di vista economico. Raddoppiare (o anche triplicare) lo stack nei primi livelli, non sposta nulla a livello economico perché i premi sono lontani e il valore delle fiches è solo cEV (chipsEV), mentre non ha ancora alcun valore monetario, che gli americani chiamano $eV ma noi possiamo chiamare tranquillamente €EV (EuroEV).
Viceversa, se raddoppiamo il nostro stack vincendo lo stesso coinflip AK vs QQ a 4 left dello stesso torneo, che paga 6.000€ al primo, 3.500€ al secondo, 2.500€ al terzo e 1.200€ al quarto, le nostre fiches avranno un valore di €EV molto alto, proprio perché essere chipleader, accorciare un avversario, eliminarlo e venire eliminati noi ha un immediato esito monetario.
Per esempio: se raddoppiando lo stack contestualmente eliminiamo anche l’avversario, avremo già guadagnato 1.300€, ovvero la differenza tra il quarto e il terzo posto. Non solo, ma avremo fatto guadagnare la stessa cifra anche ai due avversari che sono stati solo spettatori in quel colpo, per il solo fatto di avere guadagnato uno scalino nel payout.
Come funziona l’ICM e la differenza tra tornei e cash game
L’ICM inserisce dinamiche economiche nei calcoli matematici. Ci sono situazioni in cui foldare può sembrare matematicamente errato, ma economicamente è la scelta giusta.
Ad esempio, chiamare con QQ una 3-bet allin per tutto il proprio stack, nel cash game è molto spesso corretto. In bolla di un torneo, invece, può essere più corretto il fold se, per esempio, ci sono già due allin e call in altri tavoli.
Da un punto di vista concettuale, l’ICM trasforma le chips in valore monetario non lineare, con dinamiche abbastanza simili a quelle del concetto matematico di “utilità marginale decrescente”. Si tratta di un principio secondo il quale il valore di un bene/servizio diminuisce all’aumentare della sua disponibilità, poiché via via sempre meno desiderato.
In pillole:
- Raddoppiare le chips non raddoppia di per sé anche il valore atteso (EV) del tuo torneo. Dipende sempre da quando ciò accade (nei primi livelli non cambia nulla, in bolla raddoppiare è determinante, al tavolo finale può aumentare tantissimo la nostra aspettativa di vincita)
- Sopravvivere in un torneo ha spesso un valore maggiore rispetto a quello di accumulare chips, poiché ha un effetto immediato. In altri termini: le chip che ti consentono di rimanere dentro a un torneo valgono più di quelle che ti consentono di diventare chipleader.
ICM, importanza e limiti
Dunque, acquisito che l’ICM ci aiuta a prendere decisioni nei tornei di poker con una pertinenza economica simile a quanto avviene nel cash game, vediamo quali sono le sue principali applicazioni.
Quando e perché l’ICM è così importante
Le considerazioni ICM diventano importanti in bolla, perché inseriscono delle dinamiche di gioco ad esso collegate. In sostanza, se i giocatori con tante chips possono mettere pressione agli short è esattamente per dinamiche ICM. Allo stesso modo, chi ha uno stack medio deve evitare scontri inutili in bolla, sempre per non vedere diminuire il valore delle proprie chips nel momento più sbagliato.
L’ICM diventa indispensabile nei tavoli finali, per due ragioni:
- Nei deal, perché consente di dividere il montepremi rimanente in base allo stack di ciascun giocatore
- Nelle decisioni in-game, ma anche nello studio post-sessione. In-game perché allenarci a conoscere le dinamiche ICM ci aiuta a prendere decisioni tendenzialmente giuste. In post-sessione perché aiuta a rivedere alcune decisioni prese al tavolo, alla luce del peso economico che esse hanno avuto.
I limiti dell’ICM
Come tutti i modelli matematici, l’ICM ha una validità universale ma sempre teorica, non necessariamente buona per tutti i contesti e le situazioni. Per capire questi limiti, ecco una sintesi di cosa fa e cosa non fa l’ICM.
Cosa fa
- Ci dice quanto vale il nostro stack in un determinato momento del torneo
- Ci suggerisce se la mossa giusta è un call, raise o fold su motivazioni esclusivamente economiche date dai rapporti di grandezza tra i vari stack.
- Permette fare deal corretti poiché suggerisce una distribuzione dei premi sulla base degli stack effettivi.
Cosa non fa
- Non considera l’abilità dei giocatori
- Non considera la posizione
- Non considera history e altre dinamiche tra i giocatori, passate e/o future
Dunque, in definitiva, studiare l’ICM e capire come funziona è utllissimo per TUTTI, anche per avere una cartina di tornasole economica riguardo a cosa dobbiamo aspettarci nelle fasi finali di un torneo. Tuttavia, non va assolutamente preso come oro colato.
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