Il poker internazionale ai massimi livelli continentali, cominciava a muovere i suoi primi passi, richiamando l’attenzione dei giocatori oltreoceano, attirati dal successo che stava cominciando ad avere, in maniera sempre più crescente, l’European Poker Tour targato Pokerstars.
Era appena finita la tappa di Barcellona, quella dell’apertura della season numero 5, vinta da Sebastian Ruthenberg, che i migliori giocatori d’Europa si trasferirono in massa nel Regno Unito, dove si giocò un Main Event piuttosto popolato.
Buy In in sterline, vittoria americana
Alla tappa successiva a quella catalana, non vollero mancare un totale di 596 giocatori, che decisero di investire, chi direttamente e chi tramite satelliti giocati su PokerStars, un costo di iscrizione pari a £5.200.
La seconda tappa della stagione numero 5, aprì i battenti una delle location più affascinanti del Vecchio Continente, il ” Victoria Grosvenor” di Londra, dove il prize pool raggiunse, al termine della registrazione tardiva, la somma di £3.349.200, a fronte di un montepremi garantito, più che triplicato, di un milione di sterline, 6.132.718 dollari.
Tale cifra fu suddivisa in 56 quote, la cui più piccola fu messa in tasca dai primi, o se preferite, dagli ultimi 8 players in the money, per un premio di £8.156.
Michael Martin courtesy Pokernews
A mettere le mani sulla vittoria, fu lo statunitense Michael Martin che, nonostante in quel periodo andasse veramente per la maggiore, la sua carriera da pokerista professionista si fermò molto presto.
Martin ha infatti incassato 3,3 milioni di Dollari secondo il sito di raccolta Hendonmod, ma dopo un clamoroso rush iniziale in cui fece fuoco e fiamme, conquistando tra il 2007 e il 2008 un primo e due secondi posti per un totale di circa 2,5 milioni di dollari, di lui si è persa traccia pochi anni più tardi, con sempre minori partecipazioni ai tornei più importanti, per poi fare una sparuta apparizione nel 2019 ad un torneo che definire secondario è un eufemismo e infine sparire completamente dalla circolazione.
I nostri giocatori
In Italia, come riportato in parecchie altre circostanze, il movimento pokeristico cominciava a diventare molto importante, tanto che le tappe degli European Poker Tour, erano nel mirino dei players nostrani che provavano a conquistare un posto ai tavoli dei più forti al mondo recandosi direttamente nel luogo dei tornei per mettersi in moto e vincere un satellite per questi grandi eventi, oppure iscrivendosi direttamente alla casse.
Per quanto riguarda la tappa britannica, mancò l’acuto da parte dei nostri connazionali, anche se riuscirono ad andare a premio Andrea Benelli, 36° per £11.419, Carlo Gabriele, 42° per £9.789 e Stefano Panzeri, 52° per £8.156.
I più conosciuti a premio
In un torneo così prestigioso, ovviamente non mancarono i grandi nomi del poker internazionale di allora e alcuni di essi riuscirono anche a piazzare la bandierina al Vic.
Vanno ricordati, tra gli altri, Arnaud Mattern, 51° per £8.156, Vanessa Rousso, che all’epoca giocava con la patch di PokerStars, 39^ per £11.419, Scotty Nguyen, 32° per £13.052 e Sorel Mizzi, 27° per la stessa cifra di Nguyen.
Vanessa Rousso
A pochi passi dal tavolo finale, invece, chiusero il loro lungo cammino Peter Eastgate, che più tardi diventò Campione del Mondo al Main Event WSOP di Las Vegas e il francese David Benyamine, 12° per £26.102.
Degno di menzione solitaria è Max Pescatori, che in quell’occasione fu il migliore dei nostri, chiudendo al 15° posto £19.576.
Il tavolo finale e il trionfo finale di Martin
Fu una grandissima rimonta di Martin a caratterizzare il tavolo finale del Main Event EPT di Londra del 2008.
Laureato alla Penn State e campioncino in erba di Hockey su ghiaccio, prima del tavolo finale di questo torneo, intervistato da Pokernews, Martin dichiarava: “quando ho iniziato, mio padre non era affatto entusiasta, ma mia madre è stata la mia prima tifosa. Mi ha prestato i miei primi $ 100 con cui giocare online e quando ho guadagnato i miei primi $ 1.000, le ho chiesto se dovevo incassare e lei ha detto di no!“
Quando cominciò il final table, Martin giocava con 728.000 gettoni, più o meno a metà del guado, con poco più di 20 Big Blind, visto che il livello di partenza del tavolo, fu 15.000/30.000 Ante 3.000 ( allora si giocava con l’Ante pagato da tutti i giocatori in tutte le mani, ma diventò ben presto il più short della compagnia con 311.000 chips, prima del suo clamoroso come back che lo porterà fino alla vittoria finale.
Una eliminazione dopo l’altra, e l’americano faceva fuori il compianto Strassmann, che perdeva il coin flip della sua permanenza con una coppia di jack, J♥J♠, contro K♦Q♥ di Martin che trovava una Q♦ al flop e da quel momento si vestiva da super eroe, senza perdere più nemmeno un colpo.
Il testa a testa finale con la vittoria di Michael Martin
Nel testa a testa finale, Martin iniziava a 4,8 milioni contro Michael Turienec che lo affrontava con 1.2 milioni e dopo vari capovolgimenti di fronte, arrivava la mano finale.
Martin metteva ai resti il suo avversario da Small Blind con una coppia di 4, 4♣4♥, chiamato da BB da Tureniec che sperava di vincere il coin flip del suo double up con K♥9♣. Il board, 6♥3♠2♦4♦2♠, premiava la coppia dell’americano che poteva così levare le braccia al cielo e mettere in tasca un primo premio da un milione di Sterline.
| Premio | Provenienza | Giocatore | Premio |
|---|---|---|---|
| 1st | United States | Michael Martin | £1,000,000 |
| 2nd | Sweden | Michael Tureniec | £525,314 |
| 3rd | Poland | Marcin Horecki | £303,439 |
| 4th | United States | Eric Liu | £234,920 |
| 5th | Canada | Philippe D’Auteuil | £195,766 |
| 6th | United States | Alan Smurfit | £153,351 |
| 7th | Germany | Johannes Strassmann | £120,723 |
| 8th | France | Antony Lellouche | £81,569 |
| 9th | Sweden | Erik Sjodin | £50,574 |
| 10th | Norway | Frode Gjesdal | £50,574 |
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