L’overbet è una delle armi più potenti ma meno comprese nell’arsenale di un pokerista. Un modo perfetto per estrarre molto valore e mettere sotto pressione gli avversari, ma è anche una tecnica che, se mal utilizzata, può rivelarsi molto costosa.
Per questo motivo andiamo a scoprire di più sull’overbet poker, che cosa è, come funziona e quando utilizzarla in modo efficace e profittevole.
Che cosa è l’overbet nel poker
L’overbet è una puntata di una size superiore al valore del piatto corrente. Ad esempio, se il piatto è di €100, un’overbet potrebbe essere di €150, €200 o anche di più. Questa mossa viene spesso utilizzata per massimizzare il valore da mani molto forti, per forzare l’avversario a foldare in situazioni specifiche, o per mettere in difficoltà una parte del range avversario.
L’overbet è una mossa che può rivelarsi utile sia nel cash game che nel poker a torneo e può essere un’ottima strategia per spezzare le dinamiche standard del gioco, mettendo gli avversari in spot complicati nel decidere se chiamare, rilanciare o foldare.
Quando scegliere un’overbet
Seguendo due concetti fondamentali del poker moderno, diventa piuttosto semplice capire i quando e i come di un’overbet:
- Più è alto il nostro vantaggio di nuts, più alta sarà la size che possiamo scegliere
- Più alta sarà la size che utilizzeremo, più bluff potremo aggiungere nel nostro range
(Si noti che queste sono indicazioni generiche, e come al solito nel poker ogni scenario è a sé e può rappresentare un’eccezione).
Di base con queste possiamo designare il profilo di un’overbet: si utilizza con un range molto polarizzato (ovvero composto da mani nuts e da mani di bluff, senza valore medio) e quando le nostre mani molto forti sono nettamente superiori alle mani più forti dell’avversario.
Proprio per questo motivo è più comune trovare overbet su turn e river, piuttosto che sui flop, dove molte mani mantengono ancora una buona equity anche non essendo nuts.
Vantaggio di nuts
Il nuts advantage è un comune metodo di confronto dei due range in gioco, che paragona la parte più forte di entrambi e decreta chi è in vantaggio.
Per completezza, si differenza dal range advantage perché questo evidenzia chi ha il range con equity totale più alta. Possiamo essere in vantaggio di range ma in svantaggio di nuts e viceversa.
Tendenzialmente si mette in confronto circa il miglior 25% di range. Più è alta la forbice tra questi, più il giocatore in vantaggio potrà adottare size maggiori. Questo proprio perché vorrà estrarre più valore possibile da queste mani difficili da battere.
È molto comune, infatti, utilizzare questa mossa quando ci si trova contro un range capped, cioè che non contiene le mani di massimo valore. Per esempio, un giocatore che preflop si limita al call da BB non dovrebbe avere molte overpair e top set, e su board dove noi possiamo invece avere overpair, set, doppie coppie, avremo un forte nuts advantage.
L’idea alla base di tutto è che l’avversario dovrà sudare per trovare delle mani sufficientemente forti per chiamare la nostra bet. Non potrà foldare sempre, perché potremmo exploitarlo bluffando sempre, e quindi dovrà trovare il giusto equilibrio per chiamare.
Dall’altro lato, chi overbetta per lo stesso motivo dovrà trovare il giusto numero di bluff per rendere il tutto profittevole.
Range polarizzato
Il pensiero che deriva dalla frase precedente, è che grazie alle nostre overbet con le mani più forti, dovremo trovare un adeguato numero di bluff per bilanciare il tutto.
Infatti, se facessimo overbet solo con mani nuts, l’avversario dovrebbe semplicemente foldare sempre, e in più potrebbe capire che non abbiamo il nuts quando usiamo un’altra size.
Allora per incentivarlo al call, vincere piatti uncontested con mani deboli, e in generale metterlo in situazioni difficili, dovremo implementare un po’ di mani di bluff all’interno della nostra strategia di overbet.
La risposta matematica si trova nel calcolo del bluff-to-value ratio, e, per semplificare, è pari all’equity necessaria all’avversario per chiamare. Si noti che per quanto la precisione sia lodevole, non è necessaria per essere vincenti: nella maggior parte dei casi va bene una stima!
Passiamo invece a come scegliere i bluff. I consigli di base che possiamo dare in queste poche righe è selezionare i bluff con buona equity al flop (forti draw, draw + overcard…) e nelle street successive prendere le mani senza possibilità di vittoria allo showdown, che blockerino il range di value dell’avversario, e non blockerino eventuali bluff o progetti.
Buone overbet a tutti!
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