Una delle ragioni che rendono il poker così amato e affascinante, è che in questo gioco nessuno è infallibile, neanche i supereroi. Prendiamo il caso di Phil Ivey, secondo molti il “GOAT” del poker, ma che in carriera ha avuto già defaillance in momenti importanti. E gli è successo ancora, al WPT World Championship di Las Vegas.
Phil Ivey, uscita da “comune mortale” al WPT
Il teatro di questo racconto pokeristico è uno degli eventi più importanti dell’anno, che tradizionalmente si svolge a Las Vegas in dicembre. Parliamo del WPT World Championship, una sorta di finale della stagione del World Poker Tour, torneo da 10.400$ di buy-in che ha attirato 1.825 paganti nelle sale del Wynn.
Nel momento in cui si svolge questa mano siamo già abbondantemente a premio, poiché i giocatori rimasti sono 139 mentre il payout prevedeva 233 posizioni ITM.
Phil Ivey gioca con circa 775.000, stack che equivale a 31 big blinds sul corrente livello, 15.000/25.000/25.000. C’è fold generale fino al bottone, dove siede proprio il campione californiano, che rilancia fino a 50.000 con 10♠ 9♥. C’è il fold del giocatore sullo small blind, mentre il cinese Yuchen Chen decide di difendere il suo big blind con A♦ 3♦.
Sul flop 10♦ 5♠ 4♥ Chen fa check ma, dopo la continuation bet a 25.000 di Ivey decide di completare il check-raise fino a 80.000, con il suo incastro di scala. Phil ci pensa un po’, poi chiama con la sua top pair.
Il turn 6♦ regala ulteriori outs al cinese, che adesso ha anche un progetto di colore nuts e stavolta decide di condurre il gioco, uscendo in puntata per 125.000. Ivey fa ancora call e si va al river, che è un 2♦. Si tratta di una carta-jolly per Chen, che chiude un colore nuts francamente molto poco leggibile.
A questo punto, Yuchen Chen decide di andare direttamente allin. Il suo stack copre nettamente quello di Ivey, che deve decidere per i suoi 500.000 circa residui.
Phil ci pensa, spreca un paio di carte timebank, quindi chiama seppur non in maniera estremamente convinta. Infatti, alla vista del nuts mostrato dall’avversario, vorrebbe buttare via le sue carte, ma le regole dei tornei di poker live vogliono che venga mostrata anche la mano perdente.
Per effetto di questa mano, Phil Ivey esce al 139° posto incassando i 25.000$ di cui forse andrà meno fiero in carriera.
Ivey avrebbe potuto foldare?
Ovviamente nessuno si permette di giudicare la condotta di un supertop player come Phil Ivey, che oltretutto avrà giocato un certo numero di ore contro quel determinato avversario. E poi, se Phil Ivey è diventato Phil Ivey, è anche e soprattutto per il grande talento nel leggere gli avversari. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco, come si dice, e non è neanche la prima volta, né l’errore più marchiano.
Quante volte Chen non 3-betta preflop monster o coppie alte come JJ, QQ, KK, AA? Quante volte lo mette ai resti su quel river con mani che perdono da top pair? Difficile da stabilire, e va sottolineato che Phil Ivey perderebbe qui anche da tutti i 3x, ovvero tutte le combinazioni di due carte che comprendono un 3.
In queste situazioni, un comune mortale tende a ingigantire le probabilità degli scenari in cui top pair è vincente. E anche il leggendario Phil Ivey, a volte, agisce come un comune mortale.
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