Friday, 15th May 2026 08:23
Home / Phil Laak vi ha influenzato anche se non lo conoscete

Nel mondo del poker esistono i grandi giocatori, campioni, i campionissimi, ma anche le icone. L’attributo “iconico” è forse abusato in generale nella nostra società, ma nel caso di Phil Laak è la pura verità. Parliamo, infatti, del giocatore che più di ogni altro ha stabilito degli standard estetici che pressoché ogni pokerista ha sfoderato – almeno una volta – al tavolo.

CHI È E DA DOVE VIENE PHIL LAAK

Nato nel settembre del 1972 a Dublino, in Irlanda, Phil Laak si trasferisce negli Stati Uniti con tutta la famiglia, quando aveva circa 4 anni. I “Laaks” si erano stabiliti in Massachusetts, ed è proprio nella locale università che consegue la sua laurea in Ingegneria Meccanica. Oltre che per le materie scientifiche, Phil si era segnalato fin da giovanissimo per una naturale predisposizione per i giochi di carte e di strategia. In famiglia era molto forte a un gioco chiamato Tripoli, ma in generale aveva una innata abilità nel riuscire a individuare le strategie giuste per vincere, pressoché in ogni gioco.

DAL BACKGAMMON AL POKER, GRAZIE AL “MAGO”

Dopo la laurea, Phil viaggia un po’ per il mondo, in particolare in Europa, e capisce presto che il futuro da ingegnere lo avrebbe annoiato. Lui cercava un altro tipo di vita, e dunque anche di lavoro, che lo lasciasse più libero. Tornato in USA, capita per caso in una partita di Backgammon, che si svolgeva nel retro di un ristorante, a New York. Compreso velocemente come riuscire a guadagnare con costanza, Phil Laak vive per qualche tempo nella Grande Mela, facendo di fatto il professionista di Backgammon.

Poi cambia costa e vola sulla West Coast, dove scopre il poker anche per via di un coinquilino che – a sua volta – avrebbe fatto la storia del giochino: Antonio Esfandiari.

Così, il mondo del poker diventa piano piano il suo mondo, in particolare il cash game.

PHIL LAAK E JENNIFER TILLY, LA COPPIA GLAMOUR

Tuttavia, a dargli la grande notorietà sono alcuni tornei di poker live, in particolare un WPT Celebrity Invitational nel 2004, che per lui sarà la svolta e non solo da un punto di vista professionale. A quell’evento, un misto di poker e beneficenza, incontra l’attrice Jennifer Tilly. I due iniziano a frequentarsi e non hanno più smesso di stare insieme, divenendo di gran lunga la coppia più amata e glamour del poker.

Phil Laak diventa una stella dei cash game televisivi come High Stakes Poker, format in cui è richiestissimo per la sua simpatia e la parlantina irrefrenabile, che a volte viene usata come “arma” strategica, ad esempio per provare a mandare in tilt Phil Hellmuth.

FELPA E OCCHIALI DA SOLE AL TAVOLO? LI HA INVENTATI LUI!

Ma c’è una ragione per cui l’importanza di Phil Laak, nella storia e nel costume del poker, è incalcolabile.

Quanti di voi, quando si sono avvicinati al poker, lo hanno fatto indossando una felpa con cappuccio e occhiali da sole? Quello che, nell’immaginario collettivo è diventato il classico abbigliamento da giocatore di Texas Hold’em, venne proprio lanciato da Phil Laak. Per questo modo di presentarsi, Phil fu soprannominato da subito “Unabomber”, proprio per quella mise che ricordava il famigerato terrorista Theodore John Kaczynski, arrestato nel 1996 dopo diversi attentati e noto appunto come “The Unabomber”. L’identikit di Kaczynski era proprio di un uomo che indossava felpa con cappuccio e occhiali da sole, outfit poi scelto da Laak perché aiutava a dissimulare le emozioni al tavolo.

Phil Laak è noto anche per avere stabilito un singolare record di resistenza. Tra il 2 e il 7 giugno del 2010, al Bellagio di Las Vegas, Laak rimase al tavolo per 115 ore consecutive giocando cash game, superando il precedente primato di 72 ore e 2 minuti, appartenente a Larry Olmsted.

PHIL LAAK AL TAVOLO, DIVERTIMENTO ASSICURATO

Qui di seguito trovate una sintesi di alcuni momenti con Phil Laak al tavolo, un giocatore la cui sola presenza è una sostanziale garanzia di divertimento, ma non solo: come tutti i personaggi creativi, anche Phil Laak ha delle intuizioni geniali al tavolo. Cliccando su “play” capirete perché.

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