Wednesday, 24th June 2026 13:57
Home / Poker d’assi: triplo check fino al river e poi…

Mano davvero singolare quella che stiamo per raccontare oggi, giocata all’EPT Cipro di questo anno, e annoverata tra le migliori mani del 2024.

I protagonisti sono lo svedese Anton Wigg, giocatore con oltre 5 milioni di vincite lorde, l’inglese Daniel Jackson e il francese Samuel Dray.

In questa mano ci sono tutte le componenti di uno show da gustare: un poker d’assi, un torneo con oltre un milione di primo premio in palio, e un’action unica da analizzare.

Assi camuffati

Al Main Event dell’European Poker Tour di PokerStars rimangono 32 giocatori, tutti In The Money.

Preflop rilancia Dray da short con 235k, facendo un raise 40k da BTN con K9. Con meno di 12bb di stack, un raise x2 non è l’ideale perché rischia di mettere nella posizione di giocare postflop, quasi in condizione di hit or fold per una porzione molto alta dello stack.

Wigg spilla la miglior mano di partenza, AA, ma incredibilmente sceglie di limitarsi al call! In questo modo per gli altri sarà più complicato leggere la sua mano, può incentivare il Big Blind a partecipare alla mano, e inoltre se Dray hittasse qualcosa sul flop, sarebbe praticamente obbligato a giocare i 10bb rimanenti.

Il call finale di Jackson con J10 è standard viste le ottime pot odds: deve aggiungere 1bb per un pot che diventerebbe di 7bb!

Top set al flop? Check!

Sul panno verde scendono AK5. Wigg ha il nuts con il suo top set, ma potrebbe sentirsi in pericolo se cadesse una carta a quadri o un 10/J/Q. Ad ogni modo non punta da primo a parlare perché sarebbe una mossa sospetta, e inoltre blockera le top pair. Meglio un check in trapping.

Jackson trova una scala a incastro e checka a sua volta. Dray ha hittato una second pair, ma anche lui preferisce checkare, probabilmente per tastare il terreno e scoprire se qualcun altro ha un asso.

Anche al turn giro di check

Il turn è un J, una carta un po’ pericolosa. Wigg non ha più il nuts, ma verosimilmente il suo set resta il punto migliore. Sceglie di prendersi un rischio ulteriore, checkando una seconda volta. Probabilmente l’idea è di andare in check-raise, sperando che qualcuno punti almeno in questa seconda street.

Jackson ora ha una coppia di J, che difficilmente in 3-way sarà la mano migliore, e fa di nuovo check. La situazione di Dray non è cambiata molto: ha valore di showdown, ma se puntasse probabilmente si troverebbe contro mani migliori o situazioni difficili. Check anche per lui, nella speranza di vincere questi 7bb senza fare azione.

Poker al river! L’action è sorprendente

Il river è un incredibile A che regala nientemeno che un poker d’assi a Wigg! E, ancora più incredibilmente, checka per la terza volta con il nuts assoluto.

In questo caso, a malincuore, può essere la scelta corretta. È vero che rischia di non estrarre affatto valore, ma è altrettanto vero che, vista l’action e il board, gli altri due giocatori non hanno dimostrato di avere mani buone per un call. Meglio indurli a puntare per valore o bluff.

La coppia di Jack di Jackson acquisisce un po’ di valore, perché questo asso al river riduce le possibilità che gli altri ne abbiano uno, e per questo decide di puntare 40k, due big blinds. Non è chiarissimo da chi voglia prendere valore, forse da qualche Q-high o qualche pocket pair più bassa.

Dopo tutti questi check, il K di Dray potrebbe verosimilmente essere buono, e quest’ultimo decide di chiamare, nella speranza di estrarre un po’ di valore da un J, una coppia inferiore o magari una carta alta.

A questo punto il raise di Wigg è scontato, si spiega da sé. Curiosa la size, 325k, che sembra voler mettere all in Dray e portare al fold Jackson. In realtà, a sorpresa, l’effetto è stato contrario.

Jackson non crede nella mossa di Wigg e decide di chiamare, noncurante del terzo giocatore. In fondo, se pizzicasse Wigg in bluff vincerebbe qualcosa anche perdendo contro Dray.

Dray invece folda scocciato, convinto che il suo K non sia sufficiente a vincere dopo quest’action inattesa. E alla vista del poker con cui Wigg si incamera il pot, capisce di aver avuto ragione.

Conclusioni

È molto particolare vedere un giocatore con un quads checkare per tre street, ma in effetti questa situazione particolare forse richiedeva proprio questo. Puntare, in qualsiasi momento, nella maggior parte dei casi avrebbe portato troppi fold.

Non meravigliosa la giocata di Jackson al river, che scommette praticamente un terzo del suo stack puntando sul fatto che Wigg fosse in bluff.

Sulla condotta di Dray non c’è molto da dire. Avrebbe potuto rischiare un po’ di più all’inizio, nel tentativo di raddoppiare o almeno vincere qualche bb uncontested, ma as played il resto della mano era tutto corretto.

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