Wednesday, 29th July 2026 10:57
Home / Il poker è ancora un ambiente ostile per le donne?

Il poker è una disciplina che insegna a pensare fuori dagli schemi, ad andare oltre i luoghi comuni. Tuttavia, all’interno del suo mondo i luoghi comuni non sono assenti e anzi uno, in particolare, è in comune con altri mondi e contesti sociali e culturali. In quattro parole: il poker è maschilista? O sarebbe meglio dire, è ancora maschilista?

IL POKER E (ANCORA) UN MONDO MASCHILISTA?

Ci sono attività e ambienti che sono molto identificati sessualmente, per una serie di consuetudini e cliché che poi si sedimentano nel comune sentire. Per intenderci, ci sono professioni che vengono percepite come esclusivamente maschili (vedi quelle che esigono una marcata fisicità come manovale, carpentiere, minatore etc) e altre esclusivamente femminili (la maestra d’asilo, per esempio).

Ma di stereotipi è piena la nostra società, e uno di questi ha sempre riguardato anche il poker. Forse per il suo essere legato a una iconografia prettamente machista quanto ormai anacronistica (si pensi alle classiche bische che sfociavano in proverbiali duelli), il popolo del poker è sempre stato a larghissima maggioranza maschile. Le percentuali di donne iscritte nei tornei di poker live è sempre stata molto bassa, diciamo nettamente sotto al 10%. Di conseguenza, è sempre stata residuale anche la percentuale di donne che li vincono, i tornei.

Ma c’è del vero nello stereotipo che vuole le donne giocare peggio degli uomini? Come in tutti gli stereotipi, non c’è assolutamente nulla di scientifico che possa dimostrare nulla del genere. Parlando molto (ma molto) in generale, la donna tende ad avere un approccio più conservativo nel decision making. Dunque, applicando questo assunto grezzo al poker, il gioco rischierebbe di diventare troppo prevedibile ed exploitabile. Tuttavia, essendo il poker un gioco che porta al tavolo qualità e difetti del singolo individuo e non fredde statistiche relative ad insiemi, è evidente che le cose non siano così semplici.

Negli anni, nonostante un rapporto di nettissima inferiorità come numeri di iscritti, le donne al tavolo hanno raccontato una storia differente. Forse molti di voi non sapranno che la prima persona a vincere per due volte un Main Event dell’EPT di PokerStars è stata proprio una donna: Victoria Coren, a segno a Londra nel 2006 e a Sanremo nel 2014.

POKERSTARS E LE DONNE: LA STORIA CONTINUA

Proprio la room dalla picca rossa è sempre stata all’avanguardia nel tentativo di coinvolgere sempre di più le donne, oltre che di esaltare le eccellenze femminili. Oltre a Coren, hanno fatto parte del PokerStars Team Pro giocatrici fortissime come Vanessa Selbst, Liv Boeree, oltre a Vanessa Rousso, Isabelle Mercier, Celina Lin, la nostra Giada Fang e diverse altre, anche in rappresentanza di mercati regional più specifici come quelli asiatici.

Ma anche di questi tempi, la rappresentanza femminile è ben presente nel team di pro e ambasciatori di PokerStars. Ci sono la poker pro Marle Cordeiro Spragg, la scrittrice Maria Konnikova (foto), la scacchista Jennifer Shahade. A queste, si è recentemente aggiunta Caitlin Comeskey. Nativa del Texas e proveniente da studi di arte drammatica, la Comeskey è diventata celebre nel web per alcuni video che la vedevano protagonista nei tavoli mid e low stakes, contenuti che l’hanno portata a vincere il Global Poker Award 2023 come miglior content creator per formati brevi.

CAITLIN COMESKEY E L’ESSERE DONNA COME OPPORTUNITÀ NEL POKER

Intervistata di recente da Dan Cates sul suo podcast, Caitlin Comeskey ha detto la sua sulle donne nel poker, ed è sicuramente un’opinione originale. “Oggi è davvero facile, per una donna, trovare opportunità nel poker e anche in maniera veloce. Perché il poker è uno di quei settori fortemente inflazionati dai maschi, dunque c’è una enorme domanda di presenza femminile da riempire. La morale della favola è che c’è un grosso vantaggio per te, nel senso di una possibilità di crescere molto velocemente, perché ad esempio io sarei la benvenuta tipo in ogni singola partita anche high stakes alla quale volessi partecipare, ovviamente avendo i soldi per sedermici.”

Di fatto, quindi, Comeskey rovescia la prospettiva, evidenziando come la bassa concorrenza possa trasformarsi in un’opportunità.

LE DONNE E L’ATMOSFERA AL TAVOLO, IERI E OGGI

Al di là dei numeri e delle percentuali, il discorso si fa serio quando si parla di comportamenti al tavolo. Molte volte, in passato, è capitato che le donne non si sentissero a loro agio al tavolo da poker. Una volta Linda Johnson, tra le prime figure di riferimento per le donne nel poker, raccontò di un uomo che la accolse al tavolo accusandola di essersi “intrufolata dove non era desiderata”. Johnson raccontava anche che un tempo, diciamo fino agli anni ’80, non era infrequente venire accolta con un “benvenuta, tesoro” da un room manager che non aveva mai visto prima. Addirittura, la decana delle pokeriste americane raccontò di una volta che gli otto avversari di un final table si riunirono in combutta per eliminarla dal torneo.

Oggi le cose sono molto cambiate. Un elemento di vantaggio per le donne è l’accessibilità degli strumenti per migliorare il proprio gioco. Ad esempio, nel poker online non esistono uomini e donne, si è tutti dietro a uno schermo e lì una donna può crearsi il suo background tecnico, affinare la conoscenza dei board e imparando le situazioni in cui giocare per valore e quelle in cui è il caso di bluffare, e così via.

E poi c’è la sfida del poker live. Certo c’è ancora molta strada da fare, ma il poker di oggi appare meno ostentatamente maschilista rispetto a qualche tempo fa.

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