Wednesday, 27th May 2026 17:00
Home / Intervista a Salvatore Russo dopo il 5° posto al PokerStars Open Campione

Tra i protagonisti del PokerStars Open di Campione conclusosi pochi giorni fa, c’era anche Salvatore Russo, grinder italiano alle prese con il suo primo torneo live di rilievo.

Un battesimo tutt’altro che negativo per il giocatore di Rossano, in provincia di Cosenza, che ha messo la firma al quinto posto del payout per un premio che ha sfiorato le sei cifre.

Abbiamo scambiato due parole con Salvo, scoprendo il curriculum pokeristico e la sua esperienza sul palco del PSO Campione .

Ciao Salvo, andiamo con ordine e raccontaci la tua storia come poker player.

Mi sono trasferito a Modena otto anni fa per lavoro. Facevo l’educatore e il poker ancora non faceva parte della mia vita. Poi quando ho conosciuto il gioco ho iniziato piano piano, senza strafare.

Diciamo che il primo contatto con il poker vero l’ho avuto con Emiliano Conti, un noto protagonista del poker italiano sia live che online, che mi ha aiutato nell’evoluzione dal punto di vista tecnico.

Successivamente, sono entrato in contatto con altri giocatori, come Giulio Di Salvo, Mauro Pace, Domenico Lando, con i quali mi sono confrontato ed ho iniziato un percorso di crescita, ma ci tengo a menzionare soprattutto il giocatore di PokerStars Wutrek“, che mi ha aiutato tantissimo sul lato gioco, ma anche sul lato umano, visto che è diventato un mio grande amico.

Ho iniziato come tutti i ragazzi giocando un ABI basso, circa 10-12, scalando pian piano i livelli. Ho fatto molta gavetta, e devo dire che nell’ultimo anno ho raggiunto un livello abbastanza buono e alto. In questo devo ringraziare molto il già citato “Wutrek”, che mi ha dato una grossa spinta dal lato teorico, delle dinamiche in sé.

Poi mi confronto spesso con regular molto preparati del panorama dell’online italiano, come “Gigggi55“, “maxy18.F”, “Lov3thisGam3”, e molti altri ancora.

Salvatore Russo

E questa scalata infine ti ha portato al PokerStars Open.

Come tutte le cose secondo me, questo torneo era destinato a succedere. Io non dovevo nemmeno esserci, questa trasferta a Campione non era nei miei piani.

Un mesetto prima, un mio amico (Serafino, che devo ringraziare!) ha vinto un ticket online e mi ha praticamente scongiurato di venire a giocare con lui. Ho consultato “domenlan” e mi ha detto che era un’ottima idea giocare il Main Event, e che sarebbe salito anche lui con altri ragazzi.

Insomma, ho iniziato il torneo in modo molto tranquillo, non avevo alcun genere di pretesa. Era una trasferta nata così, quindi sono andato a giocare rilassato e tranquillo.

Come è stato partecipare a un torneo così importante?

L’evento PokerStars Open in sé è qualcosa di bellissimo, perché era tanto che non si faceva un torneo di PokerStars in Italia, quindi era molto atteso.

Devo dire che ha soddisfatto tutte le aspettative, è stato qualcosa di davvero bello, con un’atmosfera diversa rispetto a quello che sono stati gli altri miei live.

Tutto era interamente targato PokerStars, quindi diciamo che per la prima volta ho visto qualcosa veramente di alto livello, a partire dai floor a finire con i dealer e tutta l’organizzazione in generale.

La struttura del torneo era bellissima e fanta-giocabile. Il field era un attimino duro rispetto al buy-in, non solo a mio dire, ma anche secondo quelli che sono frequenti di quell’ABI lì. Molti reg hanno confermato che era un field duro per essere un €1.100, anche perché ha attirato tutti – e dico tutti – i reg del panorama italiano, e non solo ma anche tantissimi volti noti del panorama internazionale!

A proposito di field; come ti sei trovato contro gli avversari al Final Table? Li conoscevi?

Naturalmente conoscevo Gaspare Sposato dall’online, e poi abbiamo giocato quasi sempre vicini da 35 left in giù, poi ho conosciuto Barnaba Perone.

In generale, a mio avviso, i più bravi del FT erano proprio Gaspare e Adrian State che poi ha vinto il torneo.

Quasi tutti i finalisti li avevo affrontati anche prima, a due-tre tavoli left, quindi avevo un po’ di storico su tutti. Infatti nello spot finale con 10-10, contro questo oppo non ho alcun tipo di rimpianto, contro un altro giocatore potevo anche decidere di flattare, giocare in maniera diversa.

Gli altri, a mio avviso, erano tutti player normalissimi, non top-reg. Quindi lo reputerei un tavolo facile, con quelle due eccezioni.

Lo spot a cui si riferisce Salvatore Russo è quello della sua eliminazione, dove rilancia da BTN con 1010, incontra la 3-bet di Soceanu da BB con AJ e decide di andare all in. Sul board uscirà 5KQ10A, puoi rivederla nello streaming in fondo all’articolo.

Descrivici le tue emozioni dopo questo risultato.

Durante il torneo, devo essere sincero: è successo talmente in fretta, senza un minimo di aspettativa da parte mia, che sono rimasto abbastanza tranquillo.

Dopo l’uscita, ovviamente un po’ di rammarico c’è, visto come è andata e visto il field.

Ovviamente sono felice, per essere arrivato quinto a un torneo dove non avrei nemmeno dovuto esserci.

Insomma, era uno spot dove ero al 85% al flop e se avessi vinto sarei andato 1° su 5, e in un tavolo dove alcuni non erano così ferrati con l’ICM. Mi sarei sentito molto confident.

Alla base del mio futuro pokeristico c’è sempre lo studio e il miglioramento costante. La cosa che mi caratterizza e che credo dovrebbe caratterizzare un po’ tutti è la consapevolezza di sapere che in questo gioco non si smette mai di imparare. Non basterebbero 10 vite per studiare e imparare tutto.

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