Saturday, 11th April 2026 12:02
Home / Analisi mano: che size scegliere per un colore runner runner?

A furia di giocare a poker, impariamo che ci sono molte situazioni “standard”, dove la nostra mano si muove quasi in maniera meccanica verso le chips o verso il mouse.

È quando arriviamo in uno scenario più spinoso, che possiamo sentirci un po’ spiazzati e trovare difficoltà nel prendere una decisione. Ne è un esempio questa mano di cash game online, dove al river il protagonista chiude il punto nuts, ma l’azione prima rende complicato individuare la scelta migliore.

Un classico 3-bettato preflop

Siamo a un tavolo 6-Max cash game su PokerStars, i blinds sono €0,50/€1. Hero si trova Under The Gun, spilla AQ e decide di rilanciare a €2. Dopo due fold, il giocatore da BTN rilancia €7,5, foldano i blinds e Hero si limita al call.

A-Q suited è un’ottima mano, il raise preflop è pressoché obbligatorio da qualsiasi posizione, ma quando il BTN 3-betta va bene tirare un po’ il freno a mano. È vero che è una mano molto forte, ma nel range di re-raise dell’avversario ci sono Q-Q+ e A-K che ci dominano, ed è meglio non esagerare.

Il range di 3-bet del bottone, infatti, è più stretto del normale perché si adatta al range di apertura di UTG, notoriamente più tight e forte di equity. Rimangono molti bluff e mani peggiori – probabilmente tutti gli A-X suited, broadway suited, alcune pocket pair e suited connector – ma Hero non vuole rilanciare per far foldare la parte peggiore del range avversario e scontrarsi solo con quella che la domina fuori posizione. Giusto il call.

Flop di quelli interessanti…

Il dealer virtuale gira sul panno K109. Hero decide di checkare, mossa standard in questo frangente. Dopo una 3-bet e un call, il vantaggio di range è spesso in mano all’ultimo giocatore ad aver manifestato aggressività, e quindi puntare può essere una mossa rischiosa (nonché poco diffusa).

In questo caso in particolare, il flop è pericoloso: sono carte che legano molto bene con la parte forte del range di entrambi i giocatori. È quasi scontato che qualcuno abbia almeno un draw di scala e/o una pair. Per il momento il BTN dovrebbe essere l’unico ad avere Q-J e K-K, le mani più forti in circolazione, quindi a maggior ragione Hero deve fare pot-control.

Il BTN va in continuation bet per €8, praticamente half pot. Nei piatti 3-bettati si tende a utilizzare size più basse, metà piatto è ok. Su un board simile dove il BTN è in vantaggio di range e di nuts, è plausibile che faccia c-bet con tutto il suo range, incluse le mani più deboli come A-2 o 6-5. Il motivo è che considerando lo svantaggio, Hero dovrebbe foldare spesso, e quindi BTN può inserire molti bluff nel range di puntata. Se Hero difendesse a maggior frequenza, BTN guadagnerebbe automaticamente nel lungo termine, estraendo valore dalle sue mani più forti.

Hero chiama correttamente con il progetto di scala e un’overcard. Considerando i bluff avversari, la size, l’equity e le implied odds, foldare qui sarebbe stato un errore. Meglio vedere come si comporta l’avversario nelle street a seguire.

Si può mai checkare questo turn?

Il turn è un 7 che aumenta le probabilità di vittoria di Hero che ora ottiene un combo-draw. Ciò nonostante, è ancora meglio non puntare perché l’avversario può ancora avere molte mani di valore, e su un pot di €32 con uno stack di €86, contro un raise dovremmo scegliere tra foldare una mano con troppi buoni out, o chiamare/andare all in, giocandoci tutto “gamblando” in una situazione di svantaggio.

Il check al turn di villain da BTN ci indica invece che probabilmente non ha una mano forte: con questo stack to pot ratio e una scary card che aumenta le possibilità di scala e colore, l’avversario vorrà probabilmente estrarre valore e negare equity ai nostri progetti. Comunque non è detto che siamo in vantaggio: l’avversario può avere ancora top pair, middle pair o altri draw di scala, oppure tenderci un’articolata trappola prendendosi qualche rischio in più.

Al river il nuts. Ma adesso?

Al river scende un 4 che regala a Hero il punto nuts! Il problema, ora, è capire quale sia il modo migliore per estrarre valore, e per farlo dobbiamo considerare le solite due variabili: size e range di call dell’avversario, cercando il punto d’incontro più favorevole per noi.

Per esempio, sappiamo che puntando più basso l’avversario chiamerà più spesso, ma ovviamente noi perderemo valore rispetto a una size più alta. Viceversa andare all in potrebbe portare a troppi fold l’avversario, ma di tanto in tanto regalarci un piatto più ricco che può compensare i casi di fold.

Meglio domandarsi prima qual è la parte di range che vogliamo prendere di mira: possiamo supporre che i set e i draw di colore non nuts avrebbero puntato al turn, così come le scale già chiuse e plausibilmente anche le doppie coppie. Ciò che rimane sono semplici coppie, includendo A-A, passando per K-X fino a coppie inferiori come Q-Q, Q-T, J-T. Anche queste avrebbero buoni motivi per puntare al turn, ma in qualche caso possono anche checkare behind.

Passando ai blocker, il lato negativo è che blockeriamo molte delle coppie nominate prima (A-A, Q-Q, Q-T, K-Q…). Ciò che c’è di positivo, è che se l’avversario avesse il K saprebbe che le nostre possibilità di colore sono molto risicate. Di base possiamo avere solo AQ, AJ, forse qualche A9, e a volte queste mani le potremmo rilanciare o foldare al flop.

In altre parole, in questo spot nessuno dei due giocatori ha un gran valore. Confidiamo nel fatto che opponent lo sappia e quindi allarghi il suo range di hero-call, e decidiamo di usare una size abbondante, un’overbet che per bilanciare faremo in altri casi anche con mani deboli come gli altri A-Q, A-J suited e coppie basse.

A sorpresa, allo scadere del time bank l’avversario chiama e perde la mano con 99! Come pensato in precedenza, probabilmente è stato un errore non puntare al turn per speculare su tutti i draw possibili. As played, probabilmente al river avrà pensato appunto che la nostra bet era polarizzata, e che quindi potesse pizzicare i nostri bluff o perdere contro il nostro range di valore.

1) Estrai valore – 2) Proteggi la tua mano

Da questa mano possiamo imparare un paio di cose utili: la prima, lezione di Hero, è che dobbiamo sempre domandarci come estrarre più valore possibile dalle nostre mani.

La risposta sta nell’equilibrio tra valore e bluff: sono come due corde che tirano in direzioni opposte, e che in un certo punto al loro centro trovano la situazione ideale. Se in uno spot siamo troppo sbilanciati a favore del valore, un avversario razionale in grado di capirlo chiamerà soltanto contro size più basse, mentre se abbiamo un buon numero di bluff possiamo puntare più forte per ottenere il doppio beneficio di farlo foldare spesso oppure hero-callare e farci pagare il nostro value. Ovviamente a volte perderemo caro con i nostri bluff, fa parte del gioco.

L’altra lezione ce la dà BTN. Non sappiamo perché abbia deciso di checkare al turn, forse si augurava un river meno pericoloso e voleva spingerci a bluffare, forse aveva paura di quel board e voleva pot-controllare. In uno scenario così, però, l’ideale è proprio far pagare i progetti, perché se non si chiudono al river rischi di perdere due strade di valore.

Non bisogna regalare carte ai draw, ma bisogna negare equity dove possibile. Una buona lezione, prendiamo nota che l’avversario potrebbe avere questa tendenza e vediamo se si ripeterà in futuro. Ora, passiamo alla prossima mano…

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