La mano del giorno viene dai tavoli cash game Zoom NL10 e l’abbiamo scelta sì per la spettacolarità del suo showdown (poker contro top full non è roba da tutti i giorni!) ma anche perché è interessante da approfondire da un punto di vista tecnico.
Tendenzialmente la regola aurea del poker ci invita a estrarre più valore possibile con le proprie mani buone, e non a nasconderle troppo. Se si teme che i nostri avversari possano foldare spesso in una situazione, tanto meglio! Possiamo approfittarne vincendo con un numero maggiore di bluff negli spot simili.
Lo stesso discorso però non è valido nel 100% dei casi. Ci sono mani davvero troppo forti che vogliono assolutamente vincere il massimo possibile, e board troppo fragili dove gli avversari possono avere ben poche mani per pagarci. Ed è così che si crea questa dinamica davvero strana.
Un classico tribettato, ma da Early Position
L’azione è inaugurata dal giocatore Under The Gun, che apre con un rilancio standard da €0,25 forte del suo 10♦10♠.
Hero spilla K♣K♦ dal posto a fianco, una delle migliori mani in assoluto del Texas Hold’Em, e come da canone fa un re-raise a €0,80. Il resto del tavolo folda, e Original Raiser sceglie di limitarsi al call.
Con una mano come 10-10, nessuna mossa è prettamente sbagliata in questo caso specifico: chiamare permette di giocare il postflop con una buona pocket pair seppure fuori posizione, 4-bettare è una buona mossa ma espone al rischio di una 5-bet (notare che gli stack sono piuttosto deep), e infine foldare è una scelta più conservativa ma accettabile considerando il range dell’avversario.
Si va al flop.
Quads sul tavolo al flop, nessuno fa niente
Immaginiamo il luccichio negli occhi di UTG quando sulle prime tre common cards scivolano 10♥10♣6♣… Un poker servito, virtualmente imbattibile se non per qualche runout davvero pazzesco.
UTG checka correttamente, non c’è nessun motivo per puntare. Hero andrà in continuation bet relativamente spesso e UTG puntando otterrebbe meno action dall’avversario.
Hero invece decide di fare check. Il motivo è che questo board in realtà non offre troppi punti concreti a UTG per continuare: ci si aspetta un call da carte suited a fiori, pocket pair e qualche T-X giocato con cautela, forse qualche overcard come Q-J o A-J, ma a questi livelli è meno comune.
Hero si assume il rischio di vedere un A al turn che lo potrebbe mettere in difficoltà, in cambio della possibilità di qualche altra carta che possa aiutare il range avversario ed estrarre più valore. Non la scelta più comune, ma comunque non sbagliata.
Il cooler è al turn, ma ancora tutto tace
Sul turn K♥ sappiamo già che Hero ne uscirà con le ossa rotte.
A questo punto ci si aspetterebbe una probe bet di UTG che non ha ottenuto nulla dal suo quads, e invece arriva un altro check!
Il ragionamento è elementare: puntando potrebbe estrarre valore da K-X, draw di colore (che raddoppiano) o di scala. Ma checkando probabilmente tutte queste mani punterebbero, e forse si potrebbe aggiungere qualcosa di bluff o mid-value.
Puntare rimarebbe comunque un’azione sensata, primo: perché puntare dopo un check-check può sembrare una mossa per approfittare della debolezza avversaria (e quindi incentivare call o raise da mani marginali); secondo: perché se Hero avesse qualche draw potrebbe checkare dietro per regalarsi una free-card, e si potrebbe estrarre un po’ di valore da queste mani.
La parola passa a Hero che ora ha top full, il punto – quasi – nuts. E incredibilmente checka ancora.
In questo caso è più raccomandabile una bet perché il range di UTG contiene un po’ di mani che possono chiamare (broadway, suited di cuori, suited di fiori), in particolare dopo l’action al flop, ma il check non è così male, e punta ancora sulla speranza che UTG chiuda qualche punto solido al river. Inoltre, Hero blockera completamente le mani di valore possibili.
Il river esplode
La carta che completa il board è un ininfluente 4♠, che non chiude alcun progetto.
UTG checka per la terza volta, e in questo caso puntare sarebbe la mossa migliore perché non si può rischiare un terzo check behind con il punto nuts. A questi livelli, però, gli hero call sono meno diffusi, e UTG confida che l’avversario possa inventarsi un bluff. O meglio, ritiene più comune che Hero possa puntare, rispetto alla frequenza con cui potrebbe chiamare una bet.
Ora, dopo tre check dell’avversario Hero non può in alcun modo checkare, deve provare a prendere del valore, ma non si aspetta di ricevere molti call. Per questo sceglie una size piccola, €0,50, circa il 33% del piatto, per incentivare qualche call al limite dall’avversario magari con A-X o simili. In altri contesti, proprio per via di questa azione Hero potrebbe usare una size più alta perché avrà un numero più elevato di bluff a bilanciarla.
UTG risponde con un raise pesante da €4,30, a questo punto cercando di massimizzare dalle mani di valore dell’avversario.
Hero va all in senza pensarci nemmeno troppo, e UTG fa uno snap call per vincere un pot bello importante.
Si poteva passare? Si poteva giocare diversamente?
Sembra assurdo, ma dobbiamo domandarci se Hero avrebbe potuto salvarsi al river. UTG con quel raise si polarizza tra mani di valore e bluff puri, ma con l’all in Hero filtra soltanto il valore portando al fold tutto il resto.
Se UTG giocasse in questo modo mani come A-Ts o J-Ts, il problema nemmeno si porrebbe: l’all in sarebbe sempre profittevole. Ma se decidesse di andare ai resti soltanto con full o meglio?
Anche in questo caso, almeno K♠10♠ bilancerebbe al 50%-50% le probabilità di vittoria di Hero, che sarebbe già profittevole. E se ci fosse anche K-T off-suited allora il valore atteso sarebbe spaventosamente positivo.
Si poteva giocare diversamente? Sì, sicuramente più e più volte ciascuno dei due giocatori avrebbe potuto piazzare una puntata per estrarre valore, che in termini di range sarebbe stata spesso anche la scelta più conveniente.
Queste scelte sono probabilmente molto dipendenti dal field: a livelli più alti, dove i giocatori sono più preparati alle possibilità di bluff avversarie e chiamano anche con mani meno forti, assume più senso spingere anche con mani di questo calibro.
Qui, probabilmente incrociare le dita e sperare che l’altro bluffasse o centrasse un punto molto forte era la scelta migliore per entrambi.
In ogni caso, nulla avrebbe salvato Hero.
Torna all’inizioVisualizza altri blog
Impara a giocare a poker con Pokerstars Learn, esercitati con l'app di PokerStars
Prova la nostra classifica gratuita Scholars per mettere alla prova le tue nuove abilità.