Tuesday, 25th June 2024 15:58
Home / EPT Story Dortmund 2008: è il momento di “Timex”, ma “Swissy” sfiorò l’impresa

Dopo il successo della tappa caraibica che battè tutti i record, almeno fino ad allora, di presenze per un torneo di quel calibro in un Paese così lontano dai posti in cui si giocava, e si gioca, abitualmente, con la vittoria di Bertrand Grospellier, c’era voglia di Europa.

In quell’occasione, per partecipare ad un torneo dal costo di iscrizione pari a $7,800, si presentarono in 1.136, per creare un prize pool da $8.562.976, suddiviso in 118 quote per una prima moneta conquistata dal giocatore francese, di ben 2 milioni di dollari.

Non passarono tanti giorni prima che il circuito pokeristico più amato tornasse nel Vecchio Continente, precisamente nel cuore della Germania industriale, a Dortmund.

Dortmund 2008, il Casinò caratteristico

Se non siete mai stati al Casinò di Dortmund, dove in quegli anni si giocavano i tornei dell’European Poker Tour, dovete sapere che la casa da gioco teutonica si trova all’uscita della tangenziale in un agglomerato, immerso nel verde.

Il Casinò è fatto a misura d’uomo e, stile Las Vegas, mentre giochi passano i camerieri che ti chiedono incessantemente cosa vuoi da bere e la birra tedesca è sempre rinfrescante, soprattutto nel periodo estivo.

Mike McDonald courtesy Danny Maxwell

Estivo non era, invece, il periodo in cui l’EPT ha fatto tappa nella città tedesca, dal 29 gennaio al 2 febbraio del 2008, quando, numeri alla mano, furono 411 i giocatori che decisero di investire una quota di iscrizione pari a €8.000, €7.700+300, passando dalle casse dello Spielbank Hohensyburg, oppure trovando la vittoria ad un satellite su PokerStars.

Questo numero di giocatori creò un montepremi complessivo di €3.164.700, che venne suddiviso all’alba del Day 3 in 40 quote crescenti.

Tra i notables

Tra i giocatori che cominciavano ad affermarsi proprio in quel periodo, ciò che spicca più in base alla loro provenienza, è certamente la varietà della nazioni partecipanti.

Si va dalla bandiera olandese di Edwin Tournier, primo, o ultimo, dei premiati a seconda di come volete interpretare il vostro discorso, per un premio di €9.500, a quella di Ramzi Jelassi, che in quell’occasione ancora era all’oscuro del primo posto che avrebbe conquistato nel 2012 all’EPT Praga Main Event del dicembre del 2012.

In quell’occasione chiuse al 34° posto il compianto Thor Hansen, vera leggenda del poker di qualche anno fa, che ancora oggi è ricordato in patria come uno dei giocatori più forti della storia norvegese. A Dortmund, in quell’occasione Hansen chiuse 33° per €9.500.

Salendo nel count, invece, troviamo l’olandese volante Marcel Luske, elegantissimo giocatore di un’altra epoca, che fu anche PokerStars PRO, 22° per €17.400, mentre nella Top 20, chiusero Jan Heitmann, 19° per €17.400 e Dan Carter, l’americano che poi si perse ben presto per strada negli anni successivi.

Italiani? Sì e No

Quell’edizione non fu particolarmente ricca per i colori italiani, visto che l’unico giocatore a premio tra i 40 In The Money di quella tappa, fu un ragazzo molto conosciuto in Italia per le sue gesta pokeristiche, ma non italiano, Claudio Rinaldi, che la maggior parte di voi ricorderanno come “Swissy”.

Mike McDonald courtesy Neil Stoddart

Claudio chiuse al quinto posto contro giocatori di tutto rispetto come Mike McDonald, foto in homepage courtesy Danny Maxwell, e Andreas Gulunay, che, alla fine della fiera, chiusero rispettivamente primo e secondo.

Il tavolo finale di Rinaldi cominciava in salita, ma la proverbiale capacità del giocatore elvetico di giostrare con stack molto ridotti, lo portò a recuperare ben tre posizioni:

PosizioneNomePunteggio
1Mike McDonald862,000
2Diego Perez744,000
3Thibaut Durand148,000
4Johannes Strassmann827,000
5Christian Harder339,000
6Andreas Gülünay560,000
7Torsten Haase369,000
8Claudio Rinaldi276,000

La dipartita di Claudio Rinaldi arrivò al livello numero 24, Small Blind 15.000 / Big Blind 30.000, Ante 3.000 ( all’epoca si pagava una parte di Ante da parte di tutti i giocatori ), dopo un periodo di card dead completo e di innumerevoli fold, che finirono all’improvviso quando “Swissy” andò per ben due volte in All In sull’apertura di Andreas Gülünay, che mise sotto entrambe le volte, visibilmente contrariato.

Nella prima di queste due azioni, Rinaldi mostrò Q6, mentre poco dopo l’eliminazione di Strassman al sesto posto, al rientro dalla pausa cena, Gulunay apriva a 80.000 e, per la terza volta, Rinaldi le metteva tutte dentro, questa volta per 480.000, chiamato dal tedesco con una coppia di 7, 77.

Rinaldi si presentava allo show down con A9, per cui era un coin flip a decidere le sorti del colpo, che, dopo un board liscio, 43KK5 nel quale Rinaldi trovava anche un draw di quadri, ma il river teneva i “7” davanti e Rinaldi era out.

Il dominio di “Timex”

L’ultima parte del final table era dominata dal giocatore canadese che prendeva via via vantaggio, fino al testa a testa conclusivo, che partiva con un vantaggio di 3:1 da parte di McDonald e l’heads up termina in un paio di mani. Anzi tre.

Timex apriva pre-flop a 80.000, chiamato dal suo avversario, prima che sul flop scendessero KJ7, Gülünay check-raisava a 300.000 sulla puntata del suo avversario a 120.000, il quale optava per il call.

Al turn cascava un K, sul quale Gülünay ne metteva dentro altre 300.000, chiamato da “Timex”. Al river veniva giù un 2 e Andreas le metteva tutte per 1,4 milioni, snappa da McDonald che si presentava con AK, nettamente avanti rispetto al 107.

Il 18enne canadese poté levare la braccia al cielo e guadagnare un totale di €933.600.

Questo il payout del final table:

PosizioneProvenienzaGiocatorePremio
1stCanadaMike McDonald€933,600
2ndGermanyAndreas Gulunay€528,500
3rdGermanyTorsten Haase€307,000
4thSpainDiego Bordonaba Perez€234,200
5thSwitzerlandClaudio Rinaldi€193,000
6thGermanyJohannes Strassmann€152,000
7thFranceThibaut Durand€120,200
8thUnited StatesChristian Harder€85,500
9thBulgariaAlexander Milanov€52,200

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