Uno degli scontri più divertenti e allo stesso tempo feroci ai quali abbiamo assistito negli ultimi anni ad un final table di un European Poker Tour, è stato quello tra Oliver Weis e Georgios Tsouloftas al PokerStars EPT di Cipro del 2024, quando i due chiusero rispettivamente al primo e al secondo posto.
In realtà i due diedero origine a tutta una serie di incroci di mani molto spettacolari, tra le quali la prima, di cui vi abbiamo scritto nel precedente articolo e quella di cui vogliamo analizzare ogni sfumatura nel pezzo che avete sotto il naso.
Cinque left, il cipriota è leader
Il contesto del torneo è abbastanza chiaro nel momento in cui si gioca questa mano, visto che i players left sono diventati 5, poco dopo l’eliminazione di Anton Wigg, lo svedese che passò alla cassa per ritirare la ricevuta di un bonifico pari a $208.720.
Georgios Tsouloftas dispone di 14,4 milioni di chip, pari a 120 big blind, mentre Oliver Weis ne possiede 8,5 milioni, circa 71 bui.
Una profondità considerevole, che lascia spazio a manovre articolate anche in un contesto nel quale la pressione ICM comincia a pesare in maniera significativa.
Il livello in base al quale i due giocano il colpo è il numero 30, Small Blind 60.000, Big Blind 120.000, Big Blind Ante 120.000.
Oliver Weis courtesy Manuel Kovsca & PokerStars
Pre flop già intriso di action
Weis apre da under the gun a 250.000 con 9♦9♣ e Tsouloftas, dal cutoff, rilancia a 850.000 con A♠2♥, ricevendo il call dell’original raiser.
L’apertura di Weis è del tutto standard, mentre la scelta di Tsouloftas è decisamente da approfondire. A2 offsuit non è una combinazione ideale per una 3-bet contro il range di apertura UTG: possiede un asso che riduce alcune combinazioni forti dell’avversario, ma presenta una giocabilità postflop limitata e rischia frequentemente di essere dominata.
Il vantaggio di stack e la posizione possono giustificare una strategia aggressiva, soprattutto contro un giocatore che potrebbe essere incentivato dall’ICM a evitare grossi confronti, tuttavia, in assenza di particolari info sulle frequenze dell’Original Raiser, questa non è esattamente una 3bet standard.
Il call di Weis con 99 è invece ragionevole: la coppia ha sufficiente forza per rimanere nel piatto, pur dovendo affrontare un avversario che giocherà in posizione.
La Mini C-Bet di Tsouloftas
Weis fa check sulle prime tre carte comuni, A♣3♣ e Tsouloftas punta appena 425.000, circa il 22,6% del piatto. Weis chiama.
Tsouloftas ha centrato top pair con kicker debole, su una texture che consente all’avversario di possedere colori già completati, progetti e numerose combinazioni con una carta di fiori.
La piccola continuation bet permette di estrarre valore da mani inferiori, mantenendo contemporaneamente contenute le dimensioni del piatto, mentre Weis, dal canto suo, possiede una coppia inferiore all’asso ma anche il 9♣, Tsouloftas punta 900.000, circa il 33% del piatto, Weis chiama, e qui si verifica il passaggio strategicamente più interessante della mano.
La quarta carta di fiori cambia radicalmente il valore relativo delle due combinazioni: Weis completa un colore al nove, mentre Tsouloftas resta con una semplice coppia d’assi, senza alcun fiori ed è sostanzialmente drawing dead.
La seconda puntata di Tsouloftas non è quindi una classica value bet con top pair, sta cercando di ottenere valore da una parte molto limitata del range avversario o, più verosimilmente, di sfruttare la propria posizione per rappresentare un colore.
Weis, avendo completato il suo flush, dispone di una mano sufficientemente forte per chiamare questa size, pur essendo vulnerabile contro colori superiori e non avrebbe alcun senso rilanciare, perché così facendo rischierebbe di isolarsi contro la parte migliore del range avversario.
Georgios Tsouloftas courtesy PokerStars & Danny Maxwell
Il super bluff di Tsouloftas al river
Il board si completa con un 10♦ che è una carta tutto sommato amica per Weis, visto che non completa eventuali full house che lo batterebbero e il suo 9 di fiori continua ad essere una carta eleggibile per portare il piatto dalla sua parte.
Weis fa check per la terza volta e Tsouloftas punta 2,2 milioni, poco meno della metà del piatto.
A questo punto il cipriota sta bluffando senza possibilità di battere un colore allo showdown: la sua coppia d’assi potrebbe vincere contro alcune mani prive di fiori, ma difficilmente queste rappresentano il bersaglio principale della puntata e non chiamerebbero una puntata così calibrata.
L’obiettivo è però molto più ambizioso: convincere Weis ad abbandonare proprio una parte dei colori che ha palesemente chiuso e la top pair no ckicker, non ha valore sufficiente per battere il punto del suo avversario che è arrivato fino al river
Il tedesco possiede infatti un colore al nove, che non è affatto un punto trascurabile in termini assoluti, ma diventa un bluff catcher di fronte a una terza puntata su un board con quattro fiori.
L’obiettivo è molto più ambizioso: convincere Weis ad abbandonare proprio una parte dei colori che ha completato al turn, cosa che in effetti accade perché arriva il fold e il piatto va nella direzione del padrone di casa.
I sette time banks
Prima di foldare, però, Weis spende qualcosa come sette time banks, a dimostrare quanto questa chiamata non sia affatto semplice.
Con una puntata da 2,2 milioni su un piatto di circa 4,5-4,7 milioni, al tedesco serve vincere all’incirca il 24% delle volte per rendere profittevole il call in termini di chip EV, ipotizzando un range avversario composto da mani di valore che lo battono e bluff.
Non è una soglia particolarmente elevata. Il problema è stabilire quante volte Tsouloftas arrivi al river con bluff credibili, dopo aver 3-bettato un’apertura UTG e puntato su tutte e tre le strade.
Bisogna inoltre considerare il peso del torneo: chiamando e perdendo, Weis scenderebbe sensibilmente di stack a cinque giocatori rimasti.
Bluff un po’ troppo spinto e senza blocker
La giocata più discutibile di Tsouloftas resta probabilmente la 3-bet iniziale con A2 offsuit, mentre la decisione più sofisticata arriva al river: trasformare una top pair in bluff contro un range che comprende numerosi colori.
Weis, invece, non commette alcuna evidente leggerezza chiamando flop e turn. Il suo fold finale è certamente conservativo, ma non può essere definito un errore senza conoscere la composizione e le frequenze del range avversario.
Anche il gesto conclusivo, con il suo punto mostrato platealmente al tavolo, rende la mano spettacolare, ma il successo del bluff non basta, da solo, a dimostrare che tutte le decisioni del cipriota siano state tecnicamente corrette.
Il payout alla fine del Main Event
| Posizione | Giocatore | Provenienza | Premio |
|---|---|---|---|
| 1 | Oliver Weis | Germany | $1,030,000 |
| 2 | Georgios Tsouloftas | Cyprus | $642,300 |
| 3 | Mikhail Shalamov | Russia | $459,000 |
| 4 | Andriy Lyubovetskiy | Ukraine | $353,100 |
| 5 | Bobby James | United Kingdom | $271,400 |
| 6 | Anton Wigg | Sweden | $208,720 |
| 7 | Anton Kraous | Bulgaria | $160,500 |
| 8 | Andrea Dato | Italy | $123,400 |
Foto in homepage: Georgios Tsouloftas courtesy PokerStars & Danny Maxwell
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