Donk-bet: cos’è e quando conviene piazzarla
La donk-bet è uno strumento che viene spesso frainteso.
Innanzitutto, non indica che la persona che l’ha effettuata è una persona “donk” (sciocca) o che ha commesso un errore. Il termine descrive semplicemente un tipo di puntata. In questo articolo forniremo una definizione di donk-bet e analizzeremo le circostanze in cui il suo utilizzo può risultare appropriato dal punto di vista strategico.
Definizione di donk-bet
Si tratta di puntata effettuata nei confronti dell’aggressore del precedente turno di puntate, negando a quest’ultimo l’opportunità di piazzare una continuation bet.
Facciamo l’esempio in cui un giocatore apre con un rilancio da posizione centrale e il grande buio vede. Al flop, la decisione più comune da parte del grande buio è fare check, consentendo all’autore del rilancio di decidere se piazzare una c-bet o fare check. Se, invece, l’iniziativa del grande buio viene seguita direttamente da chi ha rilanciato pre-flop, per definizione siamo di fronte a una donk-bet.
È importante specificare che la donk-bet si materializza solo se viene negata l’opportunità di piazzare una continuation bet. Se, nella street precedente, non c’era un chiaro aggressore, non è una donk-bet.
Falsi miti
In presenza di un piatto limpato pre-flop, qualsiasi puntata al flop è sempre considerata una “lead bet” (in quanto prende l’iniziativa) e non una donk-bet, visto che nessun giocatore ha assunto l’iniziativa pre-flop.
Se tutti i giocatori fanno check al flop, una puntata al turn è, ancora una volta, una lead e non una donk-bet.
Se l’aggressore della street precedente non piazza una c-bet, qualsiasi puntata successiva di un avversario non sarà una donk-bet. Se, ad esempio, il grande buio fa check, l’autore del rilancio pre-flop fa check e il bottone piazza una puntata, non siamo di fronte a una donk-bet, visto che l’aggressore iniziale ha già rinunciato alla c-bet.
In poche parole,
ogni volta che viene negata l’iniziativa all’aggressore della street precedente con una puntata nella street in corso, ci troviamo di fronte a una donk-bet.

Quando è consigliabile ricorrere alla donk-bet nel poker?
Anche se, in passato, la donk-bet era spesso considerata una decisione debole o insolita, può risultare molto utile dal punto di vista strategico, soprattutto contro i giocatori occasionali. Ecco alcuni scenari in cui ha senso prendere l’iniziativa.
- Se l’autore del rilancio pre-flop, probabilmente, non piazzerà una c-bet
Se questo avversario fa spesso check con questi tipi di board, prendere l’iniziativa ti consentirà di realizzare l’equity e incrementare il valore del piatto. - Quando la tua mano non può migliorare molto
Non vuoi perdere valore facendo check, né consentire all’avversario di centrare il suo obiettivo. - Se le prossime carte potrebbero bloccare la tua iniziativa o se desideri intimorire l’avversario
L’iniziativa protegge la tua equity, aiutandoti a centrare una vincita prima che il board cambi. - Se vuoi mantenere in gioco gli avversari più deboli nei piatti multiway
Le donk-bet possono attirare i giocatori loose e fare in modo che investano delle chips anche con le mani perdenti. - Se il check offre agli avversari una possibilità gratuita di realizzare la propria equity
Prendendo l’iniziativa, costringerai a passare alcune mani che, altrimenti, potrebbero vedere un’altra carta gratuitamente.
Esempio 1
Un giocatore rilancia da posizione centrale, mentre tu difendi il grande buio con J♣10♥. Il flop è 10♣7♦8♠.
Questo board interagisce perfettamente con il range di call del grande buio, mentre si abbina meno con un range dell’autore del rilancio pre-flop composto prevalentemente da carte alte. Molti giocatori esperti fanno spesso check con un board del genere per ottenere una carta gratuita con mani come AK, AQ, KQ e con coppie di valore medio come 99, anziché cercare di incrementare il valore del piatto.
Se piazzi una donk-bet in uno scenario del genere, manderai a monte l’equity per queste mani, costringendole a reagire immediatamente. Inoltre, grazie alla coppia e al progetto di scala a incastro, la tua mano può comunque resistere a un rilancio al flop, restando in gioco contro la maggior parte dei rilanci ragionevoli.
Facendo check, inoltre, perderai interamente il valore se, dopo che anche l’avversario fa check, esce un’overcard al turn che rallenta l’azione.
In questo esempio vengono soddisfatte le seguenti condizioni:
- l’autore del rilancio difficilmente piazzerà una c-bet;
- numerose carte future possono cambiare o congelare l’azione.
Esempio 2
Un giocatore rilancia pre-flop e tu difendi il grande buio con 66. Il flop è 732.
In questo scenario, anche se l’approccio standard è il check-call, potresti prendere in considerazione la donk-bet. La tua mano è vicina alla sua forza relativa massima, visto che difficilmente potrà migliorare, e molte carte al turn, soprattutto le overcard, peggioreranno la tua situazione.
Se fai check e l’autore del rilancio pre-flop risponde con un altro check, realizzerà gratuitamente l’equity con mani come AK, AQ o KQ.
In questo esempio la tua mano è:
- troppo forte per passare,
- ma insufficiente per ricorrere agevolmente al check-raise;
- allo stesso tempo, un check-call può complicare le cose al turn, visto che, se fai check nuovamente e il Villain ti imita, realizzerà la sua equity contro di te.
Prendendo l’iniziativa al flop, potrai estrarre valore dalle overcard e mandare a monte immediatamente l’equity.
Se fai check-call al flop, considera il ricorso alla donk-bet al turn con le carte sicure, per evitare alle mani con carte alte di rispondere con un check e realizzare l’equity.

Esempio 3
Dopo tre limper, il bottone rilancia e tu vedi dal grande buio con 6♥5♥. I tre limper vedono. Il flop è 10♥7♥2♥.
Si tratta di un’ottima occasione per prendere l’iniziativa con una donk-bet.
Tra te e l’autore del rilancio pre-flop, ci sono diversi giocatori più deboli. Se punti, offrirai a questi ultimi l’opportunità di vedere prima che l’autore del rilancio agisca, incrementando il valore del piatto. In seguito, l’aggressore iniziale potrà rilanciare con un’overpair o un progetto di colore forte, consentendoti di creare un piatto molto ricco con il tuo colore già realizzato.
La tua mano ha raggiunto il suo valore massimo e una quarta carta di cuori al turn congelerebbe completamente l’azione. Inoltre, se fanno tutti check fino all’autore del rilancio, quest’ultimo potrà rispondere con un check se non riesce ad abbinare il board, offrendo gratuitamente a tutto il field una quarta potenziale carta di cuori. In questo esempio vengono soddisfatti tutte e quattro le condizioni.
Considerazioni finali
Anche se è uno strumento frainteso e tristemente sottovalutato, la donk-bet offre una serie di applicazioni valide e può trasformarsi in un’arma molto efficace del tuo arsenale. Le mani che non si adattano a qualsiasi altro range possono diventare ottime candidate per la donk-bet.
Si tratta delle mani:
- troppo forti per il check-fold;
- non abbastanza forti per il check-raise;
- non adatte per il check-call su più street.
Se, facendo check, rischi di perdere valore, offrire carte gratuite agli avversari o rendere le street successive più difficili da gestire, la donk-bet può diventare la scelta più pratica e redditizia.
Nell’ambito di una strategia post-flop lucida e ponderata, la donk-bet può essere un’ottima arma da inserire nel tuo arsenale.
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