più grandi vincite alla roulette
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Le più grandi vincite nella storia della roulette

25 Ottobre 2022

Uno dei giochi più iconici nella rappresentazione dei Casinò è senza alcun dubbio la Roulette.

Protagonista indiscussa di molte popolari scene cinematografiche e altrettanto frequentemente citata nelle storie che hanno reso celebri alcuni grandi giocatori del passato, autori di grandi vincite se non altro per alcune leggendarie serate. 

Storie condite ormai di un pizzico di romanticismo, miti resi leggendari dal continuo evolversi del racconto, ma che di fatto regalano una base di verità secondo cui in alcuni casi è stato possibile battere il banco (se non altro per qualche tempo), aiutati da tre fattori determinanti: l’errore tecnico, la scienza, una grande dose di fortuna. 

Le vincite per difetto di fabbrica

Ben prima del novecento, il Casinò di Montecarlo era già al centro della scena per gli amanti del gioco e la Roulette un punto nevralgico delle serate. E proprio durante una di queste nell’anno 1873, un meccanico di precisione dello Yorkshire, Joseph Jaggers, mise a frutto le sue conoscenze individuando per primo una possibilità di vantaggio notevole rispetto al banco

A quei tempi infatti era impossibile avere una precisione di distribuzione dei numeri infallibile in tutte le roulette disponibili, e consapevole di questa eventualità si mise a controllare le uscite di tutte le macchine trovando presto un difetto di fabbricazione in una di queste, che gli fece trovare almeno nove numeri che uscivano con più frequenza rispetto agli altri

A quel punto anche partendo da puntate relativamente basse, fu facile accumulare un piccolo patrimonio che divenne via via più cospicuo arrivando alla clamorosa cifra di oltre 2 Milioni di Franchi. La casa da gioco corse subito ai ripari rimettendo in linea la roulette incriminata, ma il buon “JJ” ormai aveva fatto il colpaccio. 

Charles Wells, dalle stelle alle stalle

Ma se parliamo di leggende del tavolo verde, un posto d’onore lo occupa sicuramente Charles Wells, protagonista peraltro anche di un film intitolato non a caso “L’uomo che sbancò Montecarlo” (pellicola del 1935). 

La location infatti è la stessa, il Casinò di Montecarlo, e anche la data non è poi tanto distante visto che siamo sul finire del secolo, nel 1891. Non è dato sapere se in effetti anche in questo caso Wells riuscì a identificare un errore di fabbrica in qualche macchinario, o se semplicemente colse la sua serata miracolosa, ma sta di fatto che in quell’occasione sbancò letteralmente il grazie a una serie incredibile di ben cinque “2” consecutivi (almeno secondo la leggenda) ovvero uno dei suoi numeri fortunati. 

Un momento glorioso che gli fruttò milioni di Franchi e una notorietà incredibile in quegli ambienti, che come spesso accade però non durò molto. Wells perse ben presto tutti i suoi averi in quello stesso Casinò, chiudendo mestamente in miseria la sua parabola in quel di Parigi intorno al 1926. 

Richard Jarecki sbanca Sanremo

Quasi cento anni più tardi, proprio in Italia al Casinò di Sanremo, Richard Jarecki fu forse uno degli ultimi a poter approfittare ancora di uno di questi difetti di fabbricazione delle roulette. 

Siamo nel 1969 e nella sala da gioco della città dei fiori questo medico americano (di origini tedesche) fece letteralmente faville. Jarecki non era un giocatore occasionale, ma in quegli anni aveva in realtà girato diversi Casinò in tutta Europa raccogliendo ogni volta dati per migliaia di uscite prima di cimentarsi nel gioco, cercando proprio qualche schema di frequenza particolare. 

E lo trovò di certo a Sanremo, dove in una sola notte si portò a casa qualcosa intorno ai 120 milioni di lire, che gli valsero la sospensione per almeno un paio di settimane. Scontata la “pena” però, Richard si ripresentò sistematicamente al banco ottenendo nuove vincite fino a un totale di 600 milioni di lire e il “ban” definitivo dalla sala da gioco della riviera ligure e, ben presto, da tutti gli altri Casinò europei. 

Al suo ritorno in patria verso metà degli anni settanta, si narra abbia portato con sè almeno 1 milione e mezzo di dollari con le sue tecniche di gioco. 

Entra in campo la scienza: la “banda” del Ritz

Con il passare degli anni ovviamente, le case da gioco si sono fatte attente alle loro strumentazioni, rendendo di fatto sempre più difficile approfittare realmente di un qualche difetto di fabbrica (oltre a controlli sempre più accurati per garantire l’equità di gioco). 

Parimenti però, anche la scienza ha fatto passi da gigante, compresa l’analisi della matematica e della fisica del gioco, che in particolare ha affinato la possibilità di prevedere dove finirà la pallina in base al suo movimento iniziale. 

Questo tipo di studio scientifico fu sperimentato per la prima volta dal duo Shannon e Thorpe, che crearono un piccolo computer in grado di prevedere il settore di uscita della pallina in base alla posizione della stessa durante i primi passaggi sulla ruota. Un vantaggio che gli stessi matematici definirono intorno al 44% sul banco. 

La prova sul campo, nel 1962 al Casinò Riviera di Las Vegas, si rivelò decisamente complicata per svariati problemi tecnici. Ma se non altro dimostrarono che di fatto era possibile un sistema di questo genere. 

E infatti nel 1978 furono i “The Eudaemons” (un gruppo di studenti di fisica dell’Università della California) a raccogliere il testimone portandosi anche a casa 10.000 dollari di vincite. Abbastanza affinchè le case da gioco americane prendessero molto seriamente la cosa, bandendo dai tavoli qualsiasi dispositivo elettronico. 

Per questo motivo nel 2004, Vlad Markov, Goran Hrovat e Katarina Fekete furono costretti a testare il loro sistema al Ritz di Londra, che ancora non aveva vietato l’uso di questi dispositivi. Un errore fatale che gli costò in solo un paio di serate qualcosa come 1,2 milioni di sterline. 

Le modalità erano simili alle precedenti ma sempre più moderne. Uno dei due ragazzi infatti aveva una sorta di laser tra le mani, che riusciva a cogliere la velocità e l’angolazione della pallina durante la rotazione, individuando poi il settore di numeri corrispondente all’uscita. A quel punto, bastava coprire di puntate quel range e aspettare la vincita. 

I tre vennero in effetti poi scoperti e arrestati da Scotland Yard con tutti i loro dispositivi mentre erano nella loro camera di Hotel. Ma per quella che fu poi denominata come “La Banda del Ritz“, non fu poi spiccato nessun mandato di accusa visto che non avevano di fatto violato alcuna regola. 

Inutile dire che da quel momento ogni Casinò del mondo applicò il divieto assoluto di portare dispositivi elettronici ai tavoli

O la va o la spacca: la storia di Ashley Revell

Ma tra le grandi vincite, non si sono solo giocatori incalliti e ingegnosi scienziati. Anche se la storia di Ashley Revell è esattamente quello che si sconsiglia di fare nel mondo del gioco: puntare tutto ciò che si ha. 

Anzi, per l’occasione questo ragazzo inglese di 32 anni ha letteralmente venduto tutto ciò di cui era in possesso, vestiti compresi, per raccogliere quanti più soldi possibili per la sua impresa, che coinvolse persino un produttore televisivo pronto a filmare il tutto. 

L’idea di fondo era semplice, accumulare quanto più possibile per tentare un unico colpo secco alla roulette: rosso o nero, vincere tutto o perdere tutto. 

Si ritrovò così al tavolo del Plaza Hotel & Casinò di Las Vegas con davanti 135 mila dollari di fiches, che mise tutte sul rosso (in prima battuta doveva essere nero, ma a quanto pare proprio un sondaggio inglese aveva dato come rosso il favorito). La pallina alla fine si fermò sul sette rosso e Ashley portò a casa la sua vincita e un video da ricordare (e possibilmente, non ripetere). 

Piove sul bagnato: la colossale vincita di Pedro Grendene Bartelle

Se per il buon Revell si è trattato di un “O la va o la spacca”, la monumentale vincita di Pedro Grendene Bartelle ha una genesi decisamente differente. Il miliardario uomo d’affari brasiliano infatti, non frequentava certo i Casinò per bisogno di soldi, quanto per trovare piuttosto qualche emozione forte. 

Come quella che nel 2017 coinvolse lui e i suoi amici al Casinò di Punta del Este (in Uruguay), che in una serata di festa puntò 100.000 dollari secchi sul numero “32”, il tutto ovviamente ripreso dai telefonini per immortalare l’evento.

Alla fine la pallina si è realmente fermata sul trentadue, scatenando la festa del gruppo e consegnando nelle mani di Bartelle ben 3,5 milioni di dollari in fiches