Oggi vedremo una mano giocata a un torneo su PokerStars tra due giocatori che si conoscono e si sono confidati successivamente le proprie carte.
Sì, abbiamo fatto un piccolo spoiler: questa mano non finirà con uno showdown.
Resta una mano molto interessante perché sembra giocata a una marcia forse esagerata da parte di Hero, che avrebbe potuto mantenere un profilo più basso in vari momenti.
Eppure, forse grazie alla psicologia dietro a un all in nei tornei Mystery Bounty, questa linea ha il suo perché, e avrebbe potuto generare dei fold più difficili di quello che abbiamo visto.
Si inizia con un 3-bettato
Preflop tutto il tavolo folda fino al giocatore da cutoff, che spilla J♠10♠. Una mano speculativa, degli ottimi suited connector che sarebbe un errore non rilanciare da late position. Infatti opta per un raise a 1.400, poco più di 2bb.
Dopo il fold del BTN, Hero da Small Blind riceve un A♥J♥, una mano buona, non eccessivamente forte, ma sufficiente per piazzare una 3-bet. Se valutiamo le diverse opzioni, infatti, notiamo che è la scelta più facile:
- Il fold sarebbe troppo weak (in questo caso specifico, per esempio, la mano di cutoff è addirittura dominata)
- Il call aumenterebbe i rischi di squeeze del BB o di giocare un pot in 3-way fuori posizione da non aggressore.
- Con una 3-bet invece possiamo vincere il pot uncontested, oppure vincere post-flop in caso di call, o anche foldare contro una resistenza (4-bet).
Il BB passa, e l’original raiser decide di chiamare. Mossa discreta, con una mano che può legare su molti flop e giocando in posizione.
Board dry, continuation bet esplorativa
Sul tavolo scendono Q♥8♣2♦. Un board decisamente disconnesso e dry, che non presenta evidenti rischi di scala o di colore. È uno dei più adatti per una continuation bet, soprattutto perché in questo caso Hero ha vantaggio di range.
Vantaggio di range significa che in media avrà un’equity superiore a quella dell’avversario. Il vantaggio di nut, invece, indica chi tra i giocatori ha il numero più alto di punti forti, e in questo caso Villain ha più Q-8 e 8-8, forse 2-2, ma Hero ha le overpair, Q-Q e A-Q. Punto sempre a Hero.
Inoltre Hero ha anche un doppio backdoor di scala e di colore nut, quindi decide di andare in continuation bet per 2.900, circa 1/4 del piatto. Giocando fuori posizione preferisce la linea un po’ più aggressiva, per non dare il controllo all’avversario quando ha solo A-high. Sicuramente si portano al fold mani peggiori della propria, ma in questo caso è ok.
Villain dal canto suo ha a sua volta un gutshot, che con un 9 si chiuderebbe regalandogli il punto nuts. Vista la size sceglie di chiamare, anche perché il suo range di call per valore non è così esteso su questo flop: si limita alle top pair, pocket pair, alcune middle pair e i (pochi) punti forti come doppie o set. Ha senso bilanciare chiamando anche con mani che possono migliorare come i draw e alcuni A-X con backdoor.
I range percepiti
A questo punto della mano, agli occhi di Hero Villain può avere nel range delle top pair, delle coppie inferiori, set, doppie coppie e draw di scala oltre a un po’ di range di floating con backdoor.
Non è sicuro della presenza di overpair trappate, in questo caso A-A e K-K. Il giocatore in questione dà l’impressione di essere più incline a 4-bettare preflop, ma non si può esserne certi.
Da notare che potrebbero esserci delle mani di valore che a volte oppo potrebbe rilanciare. Si tratta principalmente di quelle che attualmente sono forti, ma possono indebolirsi su alcuni turn o river, come un Q-9s o Q-Ts.
Per Villain invece il range di Hero è più polarizzato, e si compone di overpair, set, top pair e bluff. All’interno di questa categoria, ricadono probabilmente gli A-X più forti, soprattutto se con backdoor di colore, e potenzialmente qualche pocket pair inferiore all’otto.
Un turn cervellotico: la risposta è all in?
Il turn è un K♦, una carta molto interessante perché apre nuovi progetti (migliorando backdoor precedenti) e indebolisce le top pair di Villain.
Perché solo quelle di Villain e non quelle di Hero? Il motivo è che ci sono molti più K-X che vanno in continuation bet con Hero, che K-X che chiamano con Villain. Per esempio A-K, K-Q, K-J, così come probabilmente ci sono più A-X di quadri che vanno in c-bet rispetto a quelli che chiamano, e A-J e A-T che prendono valore.
Hero quindi deve decidere come giocare su questa carta, dopo un call fuori posizione dell’avversario che ha formato un pot pari allo stack avversario. In pratica, si sta giocando con uno Stack to Pot Ratio di 1.
Checkando, Hero lascerebbe spazio a Villain per bluffare (e dovrebbe arrendersi). Puntare small è un’opzione che include sempre la prospettiva di foldare di fronte a un all in.
Non che foldare sia un errore in questo caso, tutt’altro, ma ripensando al range di Villain si nota come è piuttosto difficile che questa carta gli sia stata d’aiuto, e che sia buona per un bluff.
Includendo nell’equazione anche il fatto di avere lo stack maggiore tra i due, di avere comunque un po’ di equity per il proprio gutshot e forse anche gli Assi, e di voler trasmettere all’avversario l’idea di volere vincere un bounty, Hero decide di rischiare e andare all in.
Per Villain invece in questo caso il ragionamento è molto più semplice. I Jack e i 10 probabilmente non sarebbero sufficienti come out, a meno che Hero non sia in bluff completo, e rimarrebbero solo gli Assi e i 9 per chiudere una scala.
Con il calcolo veloce delle pot odds, stima quindi una probabilità di vittoria del 16% circa, mentre avrebbe necessità di almeno il 33% per fare un call a valore atteso positivo. E questo senza nemmeno includere le considerazioni sulla tournament life, sul fatto che Hero potrebbe avere un Asso che diminuisce gli out di Villain, o un draw di colore.
Facile fold per rimanere con 27 big blinds, comunque giocabili, e si prosegue nel torneo!
I motivi: psicologia, balancing, stack…
Come abbiamo visto a più riprese, questo non è l’unico modo valido di giocare la mano nei panni di Hero. È stata intrapresa sicuramente la via più rischiosa, forse principalmente grazie a uno stack superiore che permette di mettere pressione.
Villain infatti vedrà in questo all in un tentativo di intascarsi una taglia. Non sarà sempre così, chiaramente, ma aumenta la pressione psicologica, il pensiero che Hero abbia almeno un punto.
Chiaramente, le volte in cui le cose vanno storte lo stack di Hero riceverà una brutta botta, ma mettere pressione agli avversari spesso si rivela la mossa più vantaggiosa.
A volte, nei tornei ci si concentra fin troppo sulla sopravvivenza, dimenticando che nei momenti giusti bisogna saper osare per ottenere i risultati migliori.
Abbiamo appena visto un bluff che poteva costare un pot da oltre 50.000 a Hero, ma senza questo genere di bluff le giocate per valore sono destinate a non trovare clienti. Infatti, se Hero prendesse questa linea solo ed esclusivamente con le sue mani più forti, gli avversari attenti smetterebbero direttamente di chiamare.
Il poker è così. Chi non risica…
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