Wednesday, 24th June 2026 19:20
Home / Cash game: quando il river congela l’azione

Abbiamo visto questa mano giocata ai tavoli del NL10 di PokerStars, mentre rientravamo dal sit out per una pausa. Anche se non abbiamo info specifiche sui protagonisti della mano, sembrano essere regular o comunque giocatori con qualche competenza tecnica.

Ci è sembrata una mano interessante perché l’azione e il board lasciavano presagire un all in da un momento all’altro, e invece – correttamente – i due protagonisti hanno tirato il freno con doppia coppia e con scala.

Steal e re-steal preflop

Dopo un fold generale, il giocatore da bottone rilancia 2,5 blind con K Q . Il range di apertura da BTN è per definizione molto ampio, perché giocando il post flop in posizione si hanno più informazioni sull’avversario: se il giocatore in posizione checkerà o punterà, ci rivelerà in ogni caso qualcosa sulla sua mano. È comunque una mano molto buona che può essere rilanciata da ogni posizione.

Quando un giocatore da late position (cutoff o bottone) rilancia, lo fa con un gran numero di mani anche per rubare i blinds, azione che in gergo si chiama “steal”, ovvero proprio “furto”.

Consapevoli di ciò, i giocatori dai blinds devono proteggersi dagli steal aumentando il numero di call e di 3-bet (re-raise) per non rendere la vita facile ai giocatori che tentano di rubare i bui.

K J per esempio è una mano dignitosa, che grazie all’effetto blocker riduce il numero di mani buone del giocatore da bottone, sbilanciando il range verso il bluff. Avendo un K e un J in mano, sarà più difficile che BTN possa avere K-K, J-J, A-K, A-J e così via.

Quindi il BB decide di fare re-raise a €1, e la parola torna al BTN che decide di chiamare per vedere il flop e sfruttare il vantaggio posizionale.

Continuation bet in semi-bluff: se non folda può ancora vincere!

Il flop è Q 9 7 . È uno di quelli a cui bisogna fare attenzione, perché presenta molte possibilità di progetti di colore e di scala. Di conseguenza ci si aspetta un gran numero di call ad eventuali puntate, ma visto appunto il range molto ampio del BTN ci saranno anche abbastanza fold, per esempio con A-J, A-10 e coppie che non hanno trovato set (8-8, 6-6…).

Il BB sceglie di andare in continuation bet per €1,65 per cercare di vincere il piatto con un fold avversario, con il piano B di avere un progetto di scala nel caso esca un 10 e un possibile colore a picche tra turn e river.

Bottone sceglie di limitarsi al call con la sua top pair. La 3-bet preflop dell’avversario è un segnale di forza, e si rischia di incappare in un A-A, K-K o A-Q, forse addirittura contro un set o qualche progetto forte come J 10 che sicuramente non passerà davanti a un raise.

Il turn perfetto per prendere altro valore

Al turn scende un 10 : il giocatore sul big blind trova proprio la sua carta e chiude la scala nuts. In questo momento il BB non ha paura di nulla e decide di estrarre altro valore dalla sua mano con una size più bassa rispetto al pot (€2,50 su un piatto di €5,80, meno del 50% del pot).

Il BB prende questa decisione perché con una puntata più piccola potrà ricevere un numero di call più alto, e poi sa che si troverà al river con uno stack di meno di €5 su un piatto di €10: questo significa che se andrà all in, l’avversario per pot odds dovrà chiamare se stima di avere una probabilità di vittoria superiore al 25%.

Il bottone con top pair top kicker sceglie di chiamare: è un punto troppo buono per foldare, ma se decidesse di rilanciare farebbe foldare tutte le mani peggiori e si scontrerebbe solo contro quelle che lo battono.

Il river che “freeza” l’action

Il river è un K e si rivela il punto più interessante della mano: un giocatore ha scala e l’altro doppia coppia, eppure l’action va check-check. Perché?

Il motivo primario è che è una carta che completa possibili progetti di colore, ma non è tutto qui.

Adesso è sufficiente un jack per chiudere una scala, e il BB sa che se puntasse troverebbe probabilmente call solo da altre scale (per uno split) o da colori che lo sconfiggono. Meglio checkare, vincere il piatto in caso di check behind, ed eventualmente chiamare un all in sperando di pizzicare l’avversario in bluff.

Dal canto del BTN poi puntare ha ancora meno senso, visto che perderebbe da tutte le scale, i colori (e forse i set) con cui può chiamare il big blind.

È un board scary, che fa paura, e congela l’azione. Del resto il piatto è già abbastanza abbondante, e non è necessario rischiare ancora più chips con un punto forte… ma che non ha tante probabilità di vincere, dal punto di vista di entrambi.

Conclusione: Il valore della propria mano non è tutto

Il lato interessante di questa mano, che non è di certo una delle più emozionanti mai viste, è che i due giocatori sono riusciti a risparmiarsi altre puntate nonostante due mani di tutto rispetto.

Il motivo principale è che le cinque carte comuni rendevano possibili molti punti fortissimi, abbassando la forza relativa di una doppia coppia, ma anche di una scala.

Da questo possiamo imparare che non basta avere un punto per spingere delle chips in mezzo al piatto: è importante capire le possibili mani dell’avversario e tutte le possibilità che possono verificarsi in seguito a una nostra azione.

È anche un buon esempio del valore della posizione: se i due giocatori si invertissero le carte, dopo un check al river il bottone con la scala potrebbe provare una piccola bet, poiché se il BB avesse avuto una mano più forte, avrebbe probabilmente checkato.

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