Oggi non parliamo di un giocatore che ha scritto pagine fondamentali nella storia del poker, ma di un ragazzo che – partendo da un grande risultato in un torneo di poker – ha saputo sfruttare l’occasione per investire su se stesso e trovare una grande realizzazione personale e professionale. Parliamo oggi di Cristiano Blanco.
Cristiano Blanco e quell’11 marzo 2007 che cambia la vita
L’11 marzo del 2007, alla Spielbank Hohensyburg di Dortmund, si gioca il tavolo finale del Main Event EPT.
L’European Poker Tour di PokerStars si avvicina all’epilogo della terza stagione e quello che sta per vivere il suo epilogo è il 20° torneo principale del prestigioso circuito, con 20 vincitori differenti e nessun italiano.
Nel frattempo, l’11 marzo del 2007, in Italia il poker online non è ancora stato regolamentato. Gli italiani appassionati sono già migliaia e gravitano in un grande mercato globale, in cui i leader sono PokerStars e Full Tilt. Ci sono già diversi forum di settore e l’atmosfera è quella pionieristica. L’impressione è che manchi solo un grande exploit di un player italiano, per avere un boom in stile Chris Moneymaker.
I nostri ci erano già andati vicini, a vincere un EPT: Luca Pagano due volte (3° a Barcellona 2003, 8° a Deauville 2004), una ciascuno Dario Alioto (7° a Barcellona 2005) e Dario Minieri (3° a Baden 2006).
E quell’11 marzo del 2007, si presentava tra i finalisti questo Cristiano Blanco, ventisettenne romano alto, di bell’aspetto, occhi chiari, giornalista professionista: praticamente, il profilo perfetto.
Cristiano si era qualificato online su Everest Poker, partendo da un sub-satellite da 20$, dunque era perfetta anche la storia, di quelle autenticamente partite dal basso.
Anche a causa della forza del suo avversario, il norvegese Andreas Hojvold, Cristiano si spinge fino all’heads up decisivo, dove però partiva troppo indietro. Ci prova con 10♥ 9♥, ma trova Hojvold pienissimo con Q♠ Q♣ e al turn Q♦ A♥ 8♣ 8♦ era già tutto finito.
Dunque, secondo posto e 380.000€ in tasca, che costituivano entrambi il miglior risultato al tempo per un italiano, sia come piazzamento che come ammontare del premio.
L’occasione fa l’uomo Blanco
Il grande exploit era rimasto solo a metà e l’Italia del poker avrebbe dovuto aspettare un altro anno e mezzo, per avere finalmente un italiano sul trono EPT.
Nel frattempo, però, cambiamenti importanti erano arrivati proprio per lui, Cristiano Blanco, che si avviava a diventare una sorta di esempio vivente di come si può riuscire a capitalizzare un evento favorevole, cavalcandolo nel modo giusto fino a costruirsi un fantastico percorso professionale.
Quel secondo posto EPT era valso a Cristiano Blanco il ruolo di ambasciatore per l’Europa della poker room nella quale si era qualificato. Non gli mancavano la bella presenza e la capacità di parlare in pubblico, così Blanco iniziò a girare per i principali circuiti europei e mondiali come professionista sponsorizzato.
La sua carriera da poker pro, tuttavia, non sarebbe durata a lungo. Al tavolo se la cavava, soprattutto nei giochi Limit. La verità è che Cristiano, da ragazzo molto intelligente, aveva presto capito che il suo vero talento risiedeva altrove.
Da player a manager di successo
Chiusa l’esperienza con Everest, Blanco inizia una carriera manageriale, sempre nell’ambito dell’iGaming. Prima online casinò manager, fino al grande salto avvenuto nel 2017, quando diventa Head of Gaming di un’importante multinazionale del gioco, Kindred Group. Quindi, dopo altre esperienze di alto profilo, nel dicembre del 2024 diventa CEO di Hard Rock Casinò NL, branch olandese di una importante multinazionale dei casinò.
Il segreto di questa incredibile scalata risiede, con ogni probabilità, nell’importanza del credere in se stessi e nel saper investire su se stessi, prendendo le decisioni giuste e rischiando quando è il caso di farlo.
Nel frattempo, Cristiano trova il modo di laurearsi in Scienze Politiche a 45 anni, dopo aver messo su famiglia e senza disdegnare, di tanto in tanto, una capatina ai tavoli da poker. Quei tavoli che, ormai quasi 20 anni fa, diedero il via a un percorso professionale e umano inimmaginabile in precedenza.
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