Chi non ha mai sognato di far parte di un team pro di poker? Eppure, l’idea stessa di un team sponsorizzato probabilmente non esisterebbe senza quattro (ex) ragazzi londinesi. È da loro che parte una piccola rivoluzione destinata a cambiare il poker. Questa è la storia di The Hendon Mob.
Il poker e il mito dei team pro
C’è stato un periodo, a cavallo tra la fine degli anni 2000 e l’inizio degli anni ’10, in cui imperversavano i cosiddetti “team pro”. I tornei live erano pieni di giocatori “patchati”, testimonial di questa o quella poker room online.
Oggi la situazione è molto diversa, con un mercato più maturo in cui i testimonial vengono scelti con maggiore attenzione. Ma la figura del professionista sponsorizzato e dei team pro continua a esercitare un grande appeal sul pubblico. E forse non tutti sanno che tutto questo deve molto a un gruppo di quattro “borgatari” londinesi della fine degli anni ’90.
Oggi siete abituati a considerare Hendon Mob come il sito-bibbia del poker live, dove è possibile trovare i risultati dei tornei disputati in mezzo mondo. Ma già analizzando il significato del nome si capisce che, in origine, si trattava di tutt’altro. Hendon Mob significa letteralmente “la cricca di Hendon”, un quartiere della Londra nord-occidentale, un tempo famoso per il suo aerodromo, per molti anni base della Royal Air Force e oggi sede del RAF Museum. Un tranquillo quartiere residenziale dal quale nessuno avrebbe immaginato sarebbe partita una sorta di rivoluzione pokeristica.
Cinodromi, dritte a vuoto e una voce sospetta: nasce così The Hendon Mob
I primi vagiti del gruppo risalgono alla metà degli anni ’90, in una location abituale per i gambler inglesi: un cinodromo, precisamente quello di Romford. Joe Beevers, un venticinquenne nativo di Marylebone, laureato in economia e con alle spalle un’esperienza lavorativa in Citibank, riceve da un amico una dritta su un cane su cui scommettere. Beevers aveva 200 sterline da giocare per l’occasione e avrebbe dovuto attendere una telefonata in una cabina telefonica all’interno del cinodromo. La chiamata arriva e la voce gli dice di giocare il cane numero 6, favorito a 1,75. Joe si fida, piazza la scommessa e ci mette pure 30 sterline di tasca propria. Ovviamente, il numero 6 perde.
Qualche settimana dopo, durante una partita privata di poker, Beevers sente una voce e giura che sia la stessa della dritta ricevuta al cinodromo. Ha ragione: quella voce appartiene a Ram Vaswani, ex professionista di snooker che a sua volta orbitava nel mondo londinese dei gambler.
Nonostante questo “incidente”, i due diventano amici inseparabili e, proprio da quell’incontro nasce The Hendon Mob. Ai due si aggiungono i fratelli Ross e Barny Boatman. Il primo era un ragazzo belloccio con velleità da attore, mentre Barny aveva una simpatia irresistibile. I quattro iniziano a frequentare le varie sale londinesi, ma il nome lo si deve a un altro veterano del poker britannico, John Kabbaj. Un giorno, quando i quattro entrano in sala per una partita di Omaha, Kabbaj esclama: “Ecco, è arrivata la cricca di Hendon”. Hendon Mob significa proprio questo ed è il nomignolo che avrebbe reso celebre il quartetto.
La celebrità e l’intervista di Vicky Coren
I quattro si danno molto da fare nei casinò londinesi, dove ricevono anche diversi ban dopo aver fatto saltare il banco ai tavoli di Blackjack. La popolarità arriva nel 1999, quando vengono invitati a Late Night Poker, primo e pionieristico show televisivo dedicato al Texas Hold’em. I Boatman, Beevers e Vaswani iniziano così a diventare volti riconoscibili anche al di fuori dei tavoli londinesi.
La data considerata ufficialmente come quella della nascita di The Hendon Mob è però il 21 settembre 2000. Quel giorno, sulle colonne del The Evening Standard, viene pubblicato un articolo dal titolo “The Hendon Mob”. L’autrice è Victoria Coren, un’altra figura che, qualche anno più tardi, sarebbe entrata nella storia del poker.
Con una verve inimitabile, Coren descrive quel quartetto di giocatori, ognuno dei quali aveva un nomignolo: Ross Boatman era “The Glamour” per l’innegabile fascino; suo fratello Barny “The Humour“, perché capace di distrarre qualunque avversario raccontando barzellette; Joe Beevers, il più borghese del gruppo, era “The Elegance“; infine Ram Vaswani, il più giovane dei quattro, era “The Looks“.
Hendon Mob: dal primo team pro sponsorizzato a sito-guida del poker live
La loro reputazione cresce e arriva la prima vera sponsorizzazione. Gli Hendon Mob vengono pagati da una room dell’epoca, Prima Poker, per girare il mondo e giocare tornei di poker indossando la patch del brand. In cambio, dovevano semplicemente giocare anche online sulla room. Era il 2004, ma era solo l’inizio.
La svolta arriva quando The Hendon Mob viene sponsorizzata da Full Tilt Poker. Nel frattempo, nel gruppo nasce l’idea di costruire un sito in cui pubblicare blog per raccontare come erano andati i propri tornei, invitando chiunque altro a fare altrettanto.
Nasce così, con uno scopo completamente diverso da quello che avrebbe assunto nel corso degli anni, il sito destinato a diventare la bibbia del poker live. Nel frattempo, i quattro di Hendon Mob diventano grandi e la loro stagione da protagonisti, almeno dal punto di vista mediatico, volge al termine. Ma il contributo dato alla storia del poker è stato, senza alcun dubbio, straordinario.
Torna all’inizioVisualizza altri blog
Impara a giocare a poker con Pokerstars Learn, esercitati con l'app di PokerStars
Prova la nostra classifica gratuita Scholars per mettere alla prova le tue nuove abilità.