Tre mesi fa ci lasciava, a causa di una grave malattia, un personaggio che è stato qualcosa di più di un semplice campione di poker: un ragazzo che ha avuto una vita difficile, ma che ha saputo rialzarsi più volte e affrontare le avversità con il sorriso, fino alla fine. Oggi ricordiamo la storia di Andreas Hojvold.
Andreas Hojvold, norvegese d’Inghilterra
Nato nel 1972 a Sunderland da genitori norvegesi, che tornarono in patria quando Andreas aveva circa due anni, Hojvold trascorse l’infanzia e l’adolescenza prima a Oslo e poi a Kristiansand. La sua vita sembrava scorrere normalmente, ma a vent’anni un evento drammatico ne cambiò per sempre il corso.
L’incidente, il carcere e un’altra terribile esperienza
Sopravvissuto a un grave incidente stradale, Hojvold impiegò circa un anno per riprendersi: tre mesi in ospedale e altri nove di riabilitazione, trascorsi anche sulla sedia a rotelle. Nell’incidente aveva perso la vita una persona e Andreas, che era alla guida della vettura, venne ritenuto responsabile e condannato a cinque mesi di reclusione.
Il carcere a vent’anni è un’esperienza destinata a lasciare il segno e così fu anche per Andreas. Riuscì comunque a lasciarsi quella parentesi alle spalle e a tornare alla vita di tutti i giorni, ma il destino gli riservò un’altra tragedia. Divenuto padre per la prima volta, dovette affrontare la morte del figlio, scomparso quando aveva appena tre mesi.
Il poker come ancora di salvezza e la celebrità a 34 anni
Hojvold cadde in una spirale di negatività dalla quale riuscì a uscire anche grazie al poker. Così, a un’età in cui diversi professionisti decidono di abbandonare i tavoli, Andreas Hojvold iniziò la carriera da professionista. La popolarità conquistata al Poker Million, format televisivo molto seguito in Inghilterra che lo vide chiudere un’edizione al terzo posto, gli valse l’ingaggio da parte di Ladbrokes, bookmaker tra i pionieri del mercato britannico con interessi anche nel poker.
Anche grazie alla sponsorship, Hojvold divenne un volto abituale di diversi cash game televisivi, nei quali ebbe modo di confrontarsi con alcuni dei giocatori più forti al mondo. Ma non furono soltanto le sue qualità al tavolo a renderlo popolare: colleghi e pubblico ne apprezzavano soprattutto la simpatia e la personalità.
Nel 2007 arrivò il suo successo più importante, quello all’EPT Main Event di Dortmund, conquistato in heads-up contro Cristiano Blanco, una sfida che abbiamo già raccontato.
Nel 2009 Hojvold si trasferì a Las Vegas, dove visse fortune alterne, tra matrimoni naufragati e il sogno di conquistare un braccialetto WSOP, sfiorato senza mai riuscire a diventare realtà.
Il buen retiro di Andreas Hojvold a Malta e gli ultimi anni
Dopo diversi piazzamenti importanti nei tornei live, nella parte finale della sua carriera Hojvold tornò in Europa e si stabilì a Malta, dove divenne regular di alcuni format live. I tempi dei grandi successi erano ormai lontani, ma lui non perse mai il sorriso.
Hojvold è stato e rimarrà un giocatore simbolo di quel poker che unisce, fatto di convivialità e umanità oltre che di competizione.
Purtroppo, però, un avversario contro cui non era possibile vincere era in agguato. Una grave malattia, con la quale combatteva da qualche anno, lo ha portato via il 17 giugno scorso, quando non aveva ancora compiuto 54 anni.
I più giovani tra voi potrebbero aver letto il suo nome per la prima volta proprio in queste righe, ma chi ha seguito il mondo del poker fin dagli anni del boom non può che ricordarlo con affetto e nostalgia.
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